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La Commissione Ue taglia le stime di crescita 2020. Italia solo +0,4%

Sull’economia pesano i conflitti commerciali, le crescenti tensioni geopolitiche, la debolezza persistente nel settore industriale e la stessa Brexit. Italia più lenta dei partner continentali. Dubbi di Bruxelles sulla manovra di bilancio del governo di Giuseppe Conte.

dal nostro corrispondente Beda Romano

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Il commissario Ue per gli Affari Economici Pierre Moscovici

Sull’economia pesano i conflitti commerciali, le crescenti tensioni geopolitiche, la debolezza persistente nel settore industriale e la stessa Brexit. Italia più lenta dei partner continentali. Dubbi di Bruxelles sulla manovra di bilancio del governo di Giuseppe Conte.


3' di lettura

BRUXELLES – La Commissione taglia le stime di crescita per i Paesi dell’Unione. Italia più lenta dei partner continentali. Dubbi di Bruxelles sulla manovra di bilancio del governo di Giuseppe Conte. È un quadro a tinte incerte quello tratteggiato giovedì 7 novembre dalla Commissione europea nelle sue previsioni d’autunno .

La crescita nel 2020 dovrebbe resistere, ma i fattori di incertezza sono numerosi, allorché l’Italia rimane un caso a sé. Mentre 11 Paesi della zona euro su 19 dovrebbero registrare un pareggio o un attivo di bilancio, l’Italia continuerà l’anno prossimo a fare i conti con un disavanzo elevato, secondo Bruxelles più elevato di quanto stimato dal governo Conte.

«Per ora, l’economia europea ha mostrato di resistere in un contesto meno positivo. Tuttavia potremmo dover affrontare acque tempestose: un periodo di elevata incertezza a causa di conflitti commerciali, crescenti tensioni geopolitiche, debolezza persistente nel settore industriale e la stessa Brexit. Esorto tutti i Paesi con un alto debito a perseguire politiche di bilancio prudenti, portando il debito su un cammino calante», ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis.

Eurozona in crescita dell’1,2% nel 2020
In pillole, ecco alcune cifre pubblicate dall’esecutivo comunitario. La crescita economica della zona euro dovrebbe essere dell’1,2% nel 2020 e nel 2021, rispetto a un previsto 1,1% nel 2019. In compenso, il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare a scendere, dal 7,6% nel 2019 al 7,3% nel 2021. La ragione è soprattutto da ricercare nei recenti cambiamenti avvenuti nel mercato del lavoro, con un trasferimento dell’occupazione dall’industria ai servizi.

Italia: crescita più lenta dei partner europei
In Italia, una ripresa dovrebbe avere luogo nel 2020 (dallo 0,1% di quest’anno allo 0,4% dell’anno prossimo), ma rischia di essere molto debole rispetto a quanto registrato in altri Paesi della zona euro. A titolo di confronto, in luglio Bruxelles si aspettava una crescita italiana dello 0,7% (la previsione di Roma è attualmente dello 0,6%). La Commissione europea prevede un deficit al 2,3% del prodotto interno lordo nel 2020, più alta rispetto a una stima del ministero dell’Economia del 2,2% del Pil.

I dati italiani stonano rispetto a quelli dei suoi partner (il premier Giuseppe Conte aveva iniziato il 2019 assicurando che sarebbe stato «un anno bellissimo»). Non solo la crescita è bassa rispetto alla media (0,4% rispetto all'1,2%), ma il Paese continua a fare i conti con un deficit elevato, rispetto a quelli di molti partner nell’unione monetaria. Secondo le stime della Commissione europea, ormai 11 paesi su 19 registreranno nel 2020 un bilancio in pareggio o in attivo.

I dubbi di Bruxelles sul bilancio italiano
In buona sostanza, l’esecutivo comunitario è più pessimista del governo Conte sia sull’andamento dell’economia sia sull’evoluzione del disavanzo. Difficile dire quanto questi dati siano utili per capire l’opinione di bilancio che Bruxelles pubblicherà a fine mese. L’atteggiamento nei confronti del governo Conte è accomodante, tenuto conto della sua impronta maggiormente europeista rispetto al precedente, ma è anche vero che il dibattito in Italia crea incertezza sul futuro della politica economica.
L’esecutivo comunitario si aspetta un peggioramento del deficit strutturale tra il 2019 e il 2020, dal 2,2 al 2,5% del Pil. Il debito poi continuerebbe ad aumentare: dal 136,2% nel 2019 al 136,8% nel 2020, al 137,4% del Pil nel 2021.

Sempre secondo l’esecutivo comunitario, la leggera ripresa prevista per l’anno prossimo è da attribuire «in parte a due giorni lavorativi in più». Peraltro l’Italia «è esposta a un peggioramento delle condizioni finanziarie a causa del suo elevato debito pubblico».
In questo contesto, esponenti comunitari si sono lamentati in privato del fatto che la legge di bilancio è stata presentata tardi in Parlamento e che molte misure sono state modificate, diluite o eliminate. Al tempo stesso, la debolezza economica offre forse nuove vie di uscita politiche. Il commissario (uscente) agli Affari monetari Pierre Moscovici spiega che «tutte le leve dovranno essere utilizzate per rafforzare la resistenza dell’Europa e sostenere la crescita».

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