Consulenza d’azienda

«La competenza nel digitale e tlc vince la sfida contro la recessione»

d'aziendaLino del Cioppo guida Key Partner, società per la fornitura di soluzioni integrate Itc con 150 dipendenti e altri 50 tra Roma e Milano entro sei mesi - Per il 2022 stimato il raddoppio del fatturato

di Simona Rossitto

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Di recente è stata creata la società Key Value: a novembre sarà guidata da Alessandro Petrillo

d'aziendaLino del Cioppo guida Key Partner, società per la fornitura di soluzioni integrate Itc con 150 dipendenti e altri 50 tra Roma e Milano entro sei mesi - Per il 2022 stimato il raddoppio del fatturato


3' di lettura

«Il nostro vero asset è la competenza». In un mondo in cui c'è fame di competenze informatiche e nelle telecomunicazioni un'azienda su due ri-forma i lavoratori sul digitale, esordisce così Lino Del Cioppo, fondatore e amministratore delegato di Key Partner, società che si può definire un digital integrator, ovvero un'azienda che offre servizi di consulenza e soluzioni integrate nel campo dell'Itc. «Abbiamo basato tutto sulla competenza, il 70% - spiega - dei nostri dipendenti ha almeno una certificazione». Anche grazie alle competenze l'arrivo della pandemia non ha particolarmente colpito Key Partner: «Eravamo preparati dal punto di vista organizzativo, non abbia avuto nessuna criticità, realizzavamo il vero smart working già da prima, quindi siamo passati agevolmente a un modello full smart working».

Key Partner ha il quartier generale a Roma, nasce nel 2010 ed è attualmente controllata da quattro persone fisiche tra le quali Del Cioppo con la quota di maggioranza. Conta come clienti Pirelli, Acea, Poste Italiane, Mediaworld, Fastweb, Campari, Venchi. La società ha 150 dipendenti, nei prossimi sei mesi punta all'inserimento di altre 50 persone spalmate tra Roma e Milano e ha come obiettivo il raddoppio del fatturato entro il 2022. L'operazione recente più rilevante è la creazione della newco Key Value che da novembre sarà guidata da Alessandro Petrillo come amministratore delegato. «La nuova società – aggiunge Del Cioppo – arriverà sul mercato ai primi di novembre e andrà a completare l'offerta attuale di consulenza tecnologica con competenze di management consulting».

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Uno dei pilatri dello sviluppo di Key Partner è il cloud. «Ci lavoriamo già da anni. Noi oggi - dice Del Cioppo facendo ricorso a un'iperbole - potremmo addirittura lasciare gli uffici aperti visto che nei nostri spazi non abbiamo nessun server, l'infrastruttura è “cloudizzata” da anni. Il ricorso al cloud è un passaggio necessario per qualunque azienda. Tuttavia, prima di procedere, il primo passo da compiere è quello della riorganizzazione dei propri processi aziendali. Altrimenti si rischia di fare un investimento senza avere le capacità di saper guidare nel tempo un'infrastruttura del genere. Il passaggio delle aziende a un sistema cloud non è, infatti, facile. C'è un problema culturale, di competenze, si fa fatica a scardinare determinati processi che magari comportano passaggio di carta. La risposta che non mi piace sentire è “abbiamo sempre fatto così”, dovremmo proprio eliminarla». Proprio per far fronte a queste carenze ed esigenze è nata Key Value che ha l'obiettivo «di diventare la più importante boutique italiana nella consulenza direzionale focalizzata sull'efficienza operativa che poi sfocia in una digitalizzazione dei processi».

Nell'orizzonte della società ci potrebbe essere anche l'approdo a Piazza Affari. «Sono valutazioni che faremo molto più avanti, in questo momento – sottolinea l'amministratore delegato - stiamo lavorando molto bene, c'è una grande sintonia tra gli attuali soci . Inoltre l'indipendenza è per noi un asset fondamentale». Non è esclusa neppure una crescita per linee esterne: «stiamo valutando anche la possibilità di acquisizioni, siamo alla ricerca di competenze complementari alle nostre, finora abbiamo puntato molto sulla crescita organica, con fortissime partnership con le università italiane, investimenti sulle competenze e cicli di formazione interni a nostre spese».

E veniamo ai conti. Nel 2019 il gruppo ha chiuso il bilancio con un fatturato pari a circa 8,1 milioni di euro, in crescita del 25% rispetto al 2018 e, complessivamente nel biennio, di oltre il 50% rispetto al 2017. Il nuovo piano industriale punta al raddoppio del fatturato entro il 2022 attraverso linee guida che prevedono, tra l'altro, la definizione di nuove partnership con vendor di software e l'accelerazione nello sviluppo di nuove business unit. «La pandemia, anche dal punto di vista dei conti non ci ha provocato cali, anzi abbiamo acquisito nuovi clienti e stiamo lavorando per conquistarne altri. Non abbiamo sofferto, non stiamo soffrendo. Certo è cambiato il rapporto con il cliente. Oggi si fa più fatica, passiamo le nostre giornate a fare call, video call, per cercare di non lasciare soli i nostri clienti. Inoltre, visto che abbiamo 150 persone dislocate nelle loro rispettive case, è diventato più difficile mantenere il senso di gruppo, di appartenenza che è e resta una delle nostre chiavi vincenti».

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