il sondaggio di NOto

La competenza ora è un valore: ecco la classifica degli esperti di cui gli italiani hanno più fiducia

Dal professor Ippolito dello Spallanzani al virologo Burioni, l’istituto Noto sondaggi ha rilevato il livello di conoscenza e credibilità di 13 esperti e scienziati. Ecco la classifica

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(Flavio Lo Scalzo / AGF)

Dal professor Ippolito dello Spallanzani al virologo Burioni, l’istituto Noto sondaggi ha rilevato il livello di conoscenza e credibilità di 13 esperti e scienziati. Ecco la classifica


3' di lettura

La competenza torna un valore al tempo del Coronavirus. E siti, tv , giornali hanno quasi come voce unica gli specialisti. Una squadra di esperti e scienziati riconosciuti come credibili dagli italiani. È questo uno degli aspetti emergenti e sicuramente positivi del racconto mediatico all’interno del’emergenza che sta mettendo a dura prova il nostro Paese.

I dati del Monitor Expert Track TM elaborati dalle società Noto Sondaggi e MY PR evidenziano proprio come il livello di conoscenza degli italiani degli esperti scientifici sia all'interno di una forchetta che va dal 94% di Angelo Borrelli, capo della Protezione civile e commissario per l'emergenza fino al 58% del prof. Giovanni Di Perri , responsabile delle Malattie infettive dell'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino.

Percentuali da far invidia a molti politici che nonostante le apparizioni in tv non godono di livelli di conoscenza così alti.

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Noto Sondaggi ha dunque provato a misurare conoscenza e credibilità stilando una classifica. E sul fronte della credibilità il podio vede quattro scienziati raggiungere un rating elevato: al primo posto con il 78% troviamo il prof. Giuseppe Ippolito, direttore Scientifico dell'Ospedale Spallanzani di Roma; al secondo con il 75% Ilaria Capua, virologa, direttrice dell'One Health Center of Excellence dell'Università della Florida; al terzo ex aequo Roberto Burioni, virologo dell'Ospedale San Raffaele di Milano e Walter Ricciardi, membro dell'esecutivo dell'Organizzazione mondiale della Sanità, appaiati su un livello di 74%.

< I dati sono da considerare come ottime performance sul fronte dei livelli di credibilità e reputazione raggiunte, tenendo in considerazione fattori come il tempo di esposizione, i livelli di attenzione e la difficoltà delle tematiche affrontate, il contesto fortemente negativo del racconto mediatico dettato da immagini che segnano sentimenti di paura e sconforto come quelle di eroici medici e infermieri segnati dall'intensità del lavoro svolto, pazienti intubati e sofferenti.

«In questo momento – commenta Antonio Noto, sociologo e studioso dei comportamenti – una delle dinamiche sociali più importanti che abbiamo rilevato è la domanda di conoscenza e soprattutto di competenza, per cui l'inserimento degli esperti nel palinsesto mediatico degli italiani copre un'esigenza precisa che cresce con l'espansione anche in altri paesi dell'emergenza dell'epidemia da coronavirus e andrà avanti anche dopo la fase strettamente emergenziale. I dati di conoscenza e di credibilità di questi esperti sono molto alti, questa tendenza oltre ad essere un indicatore della fiducia conquistata è anche un aspetto che sottolinea l'importanza del loro ruolo. Stiamo analizzando i dati dei comportamenti, le attese e i bisogni degli italiani con più strumenti di rilevazione e abbiamo livelli di preoccupazione crescenti dal 27 febbraio su vari aspetti: dalla salute al lavoro, alla situazione economica fino dinamiche a forte impatto sociale come la mancanza degli affetti e la vicinanza».

«La credibilità di questi esperti non è dovuta solo al livello di conoscenza di epidemiologia e immunologia che sono materie indecifrabili per i normali cittadini – commenta Giorgio Cattaneo, presidente di MY PR esperto di comunicazione di crisi – ma anche dalla loro capacità di trasferire informazioni precise e, in molti casi, grazie ad una capacità empatica e di vicinanza durante i loro interventi radio televisivi. Dalla fase dei prodromi fino all'attuale conclamata gli esperti sono stati portatori di differenti messaggi dalla spiegazione del virus, alle proiezioni dell'andamento epidemiologico fino agli aspetti comportamentali delle persone; un ruolo complesso che prevede solidità reputazionale sul fronte della competenza scientifica e capacità di ingaggio mediatico».

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