Alberto minali

La conclusione del rugbista


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Alberto Minali, amministratore delegato Cattolica Assicurazioni

2' di lettura

Alberto Minali, amministratore delegato Cattolica Assicurazioni

Con riguardo all'esperienza di Cattolica, noi abbiamo avuto la possibilità di sperimentare nell'ottobre 2017 l'ingresso nel capitale di Berkshire Hathaway, il fondo di Warren Buffett. Non so se definire Warren Buffett come fondo attivista, ma certamente è piuttosto attivo. Però devo confessare che con noi è stato tutt'altro che attivista, nel senso che ha dato fiducia a questo management e ha accompagnato l'azienda in una traiettoria di crescita, che è poi quella descritta dal nostro piano industriale. Con loro abbiamo un importante accordo di riassicurazione e qualche accordo di partnership per lo sviluppo di prodotti assicurativi innovativi; ma, sotto il profilo della governance, l'attivismo non si è verificato, non hanno nemmeno rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione nonostante una espressa richiesta che abbiamo rivolto loro. Sono azionisti attenti all'investimento, ma non con un'attenzione ‘attiva' come quella di altri fondi attivisti. Posso dire però che, a traino di Berkshire, tanti fondi Usa sono poi entrati in Catttolica, per circa il 18% del capitale.

Dagli incontri che faccio periodicamente tra New York e Boston, traggo sempre spunti molto interessanti sia dai fondi attivisti sia dai fondi che sono entrati nel nostro capitale e non ho mai ricevuto contributi che non fossero costruttivi. Mi hanno sempre condotto al dialogo, anche in termini di governance. Noi, in Cattolica, abbiamo un triplice primato: siamo l'unica cooperativa assicurativa quotata in Europa, con il sistema monistico e Berkshire nel nostro capitale.

Nella mia esperienza lavorativa ho potuto osservare che i fondi attivisti hanno spesso dato un grande contributo alla governance delle aziende, mentre per quanto riguarda le scelte industriali ho trovato il loro intervento molto meno ficcante, qualche volta alla ricerca del profitto di breve periodo. Le aziende non sono delle commodity il cui unico interesse è la contendibilità, perché sono inserite in un territorio, hanno diversi stakeholder e quindi credo sia legittimo chiedersi se gli attivisti rappresentino tutti gli stakeholder.

In chiusura aggiungo che, quando sento parlare di barbarians, io che sono un grande appassionato di rugby, penso ai Barbarians che sono la squadra più bella di rugby, formata da tutti i giocatori delle squadre inglesi, che giocano insieme tutti con la loro maglia, ma solo per la bellezza del rugby. Ecco, allora speriamo che i fondi attivisti facciano lo stesso e cerchino, ciascuno con la propria maglia, di adoperarsi per la bellezza della governance del mercato di capitale.

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