Le sfide della Ue

La concorrenza resterà il pilastro per la ripartenza

di Margrethe Vestager

4' di lettura

Abbiamo l’occasione storica di costruire una Europa più verde, digitale e resiliente. Non è sufficiente riportare le cose a come erano prima. Dobbiamo creare qualcosa di nuovo, qualcosa di migliore – per ricostruire un’economia che risponda alle esigenze di tutti gli europei, guardando al futuro.

Ciò che dobbiamo raggiungere non è niente di meno che una trasformazione completa della nostra economia, in un modo che sia giusto per noi e in linea con i nostri fondamentali valori democratici di equità, trasparenza e libertà di scelta.

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Se da un lato il mondo che ci circonda sta cambiando, dall’altro i nostri valori fondamentali rimangono validi più che mai.

Vi sono molte azioni diverse da compiere su più fronti per riuscire ad avere successo tutti insieme.

Sappiamo che, in tempi difficili come questi, la concorrenza rimane un fattore chiave. Nel pieno della Grande depressione, gli Stati Uniti sospesero parzialmente le loro norme in materia di concorrenza tramite la Legge sul recupero industriale nazionale (National industrial recovery act), adottata nel 1933, nella speranza che meno concorrenza rendesse l’industria più forte.

Il risultato fu esattamente l’opposto.

Quell’atto legislativo frenò la ripresa dell’economia statunitense in maniera così significativa che l’amministrazione di Franklin D. Roosevelt invertì la rotta solo pochi anni dopo. Da allora gli studi economici hanno ripetutamente dimostrato che, se troppe poche aziende prendono il controllo dell’economia, il costo diviene enorme in termini di crescita e di occupazione.

La realtà pura e semplice è che, per uscire da una profonda crisi, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno sono mercati soffocati dalla morsa oppressiva di monopoli e cartelli. Quando il potere economico è nelle mani di pochi,
non va a beneficio dei molti.

Quello di cui abbiamo bisogno è quindi un tessuto denso di imprese energiche e innovative, di tutte le dimensioni, in tutti i settori, in tutta Europa.

Dobbiamo preservare la possibilità di scelta
e le alternative per i cittadini e le imprese.

Questa è la vera essenza della concorrenza. Significa controllare quanto potere economico
le imprese possono ottenere, assorbendo
i propri concorrenti.

Significa controllare ciò che le imprese
più grandi fanno per rendere la vita più difficile
ai loro concorrenti.

Significa assicurarsi che i sussidi vengano indirizzati laddove sono realmente necessari e utili, in modo che non conferiscano alcun vantaggio improprio a nessuna azienda.

Dunque, concorrenza significa assicurarsi che ogni impresa abbia
la possibilità di competere equamente con le altre.

I campioni di cui l’Europa ha bisogno sono imprese che, plasmate dal confronto competitivo, sono diventate tra le migliori al mondo nel loro settore. Garantire ai consumatori europei una buona offerta è il primo passo verso il successo nei mercati mondiali.

Al contrario, cercare di costruire la forza dell’Europa nei mercati d’oltremare, schermando alcune aziende dalla concorrenza sul suolo europeo verrebbe a scapito di una minore scelta, prezzi più elevati, meno dinamismo e ancora meno posti di lavoro qui in Europa, senza dare alcuna garanzia di ricevere forniture dall’estero.

Ciò di cui l’Europa ha bisogno è l’emergere di modelli commerciali nuovi, più innovativi e più moderni.

Abbiamo bisogno della concorrenza per aiutarci a costruire la resilienza necessaria ad affrontare un mondo in rapida evoluzione. Mercati concorrenziali possono offrirci fonti di approvvigionamento più diversificate, assicurandoci di non dover dipendere da poche grandi imprese, in Europa o all’estero, per le forniture vitali. Ciò di cui abbiamo bisogno è un ecosistema diversificato di imprese.

Le nostre regole di concorrenza hanno quindi un ruolo fondamentale da svolgere nel creare le giuste condizioni per stimolare la ripresa e la ricostruzione.

Tuttavia, ciò potrebbe non essere sufficiente. Questo
è il motivo per cui stiamo sviluppando una serie di politiche proattive per costruire un’economia competitiva, resiliente,
verde e inclusiva qui in Europa.

Le politiche di concorrenza svolgono la loro parte assieme alle altre politiche dell’Unione europea: ad esempio quando forniamo rassicurazioni alle imprese riguardo la possibilità di cooperare in forum organizzati dalla Commissione allo scopo di aumentare la produzione di vaccini fondamentali.

Ma poiché la nostra economia cambia ed emergono nuove minacce per la competitività dei mercati, dobbiamo anche integrare le nostre regole di concorrenza con nuove leggi che ci aiutino ad affrontare l’insorgere di queste difficoltà.

Nell’odierno mondo digitale, un gruppo ristretto di società controlla il modo in cui milioni di altre imprese si collegano ai loro clienti. Le scelte di queste poche società possono decidere del destino di tali imprese e determinare se la concorrenza prospererà o fallirà. A dicembre abbiamo quindi presentato una proposta di legge sui mercati digitali, che sosterrà le norme in materia di concorrenza definendo un chiaro elenco di azioni consentite e non, a cui i “controllori” digitali dovranno conformarsi.

Inoltre, per garantire la competitività e l’apertura dei mercati europei, non basta controllare il comportamento delle imprese. Dobbiamo anche assicurarci che i sussidi pubblici non compromettano la parità di condizioni, ostacolando le imprese che non ne beneficiano. Le nostre norme in materia di aiuti di Stato ci consentono di intervenire quando si tratta di sussidi provenienti da governi europei, ma non ci danno il potere di agire quando i sussidi dati da Paesi esterni all’Unione danneggiano la concorrenza in Europa. Vi è dunque una chiara lacuna da colmare. Presto proporremo una nuova legislazione per proteggere i nostri mercati dagli effetti dannosi dai sussidi provenienti da Paesi extra Ue, al fine di mantenere equa la concorrenza nel mercato unico,
così come dovrebbe essere.

Ogni momento di ricostruzione è anche un momento di scelta. Un momento in cui le decisioni che adottiamo definiscono il futuro per molti anni a venire.

Le nostre scelte di oggi, sul come ricostruire la nostra economia dopo la pandemia, determineranno il modo in cui il nostro sistema economico e la nostra società funzioneranno per molto tempo. Decidendo di prendere seriamente il tema della concorrenza leale
e di rendere questa possibile con tutti i mezzi di cui disponiamo,
ci stiamo mettendo sulla strada giusta verso un futuro equo
e prospero, per la nostra economia e per la nostra società.

Riproduzione riservata ©

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