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La concretezza Subaru nel concept Viziv Tourer

di Nicola Desiderio

Nel concept Subaru Vizir Tourer ci sono le possibili basi della nuova familiare del brand giapponese. Sotto al cofano il classico boxer e la trazione è integrale permanente

3' di lettura

Sei stelle, le Pleiadi, in un ovale, il motore boxer e la trazione integrale permanente. A Shibuya, a Tokyo, hanno l’incrocio più suggestivo al mondo, la statua di Hachiko, i Love hotel e il quartier generale della Subaru dove, da 50 anni, vivono le tre granitiche convinzioni tecniche di un costruttore tanto piccolo nelle dimensioni – produce poco più di un milione di auto all’anno – quanto robusto negli assetti. È infatti figlio della Subaru Corporation – che fino ad aprile 2017 si chiamava Fuji Heavy Industries ed ha un fatturato pari a quasi 24 miliardi di euro – e il 16,48% del suo capitale è in mano a Toyota Motor Corporation. La storia dunque ha ottime premesse per continuare seguendo quei tre capisaldi che si sono rafforzati in 50 anni di storia.

Lo dimostra il concept Viziv Tourer presentato al Salone di Ginevra e che, tra tonnellate di elettrico ed effetti speciali, sottolinea ancora una volta la concretezza della Subaru. La Viziv Tourer è una sportiveggiante station wagon lunga 4,77 metri, larga 1,93 e alta 1,43 con un passo di 2,73 metri. Lo stile segue la filosofia Dynamic x Solid che, oltre per il profilo scolpito delle superfici, si fa riconoscere per la calandra esagonale e altre interessanti evoluzioni che da qualche anno interessano le forme delle Subaru, auto che nel passato quasi ostentavano la scarsa ricerca estetica come esaltazione della loro indiscutibile sostanza. Le Viziv – così si chiamano i concept della casa giapponese dal 2014 in poi – stanno accompagnando questo processo e hanno anticipato puntualmente i modelli di serie. Nel caso della Tourer gli indizi portano dritti alla prossima Levorg che è stata presentata nel 2014 e che, secondo logica, dovrebbe rinnovarsi nel 2020. Nei 4 anni che solitamente servono per sviluppare un nuovo modello, il congelamento dello stile avviene a metà del processo. Dunque con i tempi ci siamo, oltretutto la Viziv Tourer è equipaggiata dei vari sistemi di assistenza alla guida che, oltre ai vari sensori, sfruttano la navigazione satellitare e che la Subaru introdurrà proprio nel 2020, evoluzione di quelli già presenti su alcune delle proprie auto, come le nuova Impreza e XV.

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Entrambe le vetture sono basate sulla nuova piattaforma Sgp (Subaru Global Platform) dalla quale nasceranno tutti i futuri modelli e che promette mirabilie: rigidità strutturale incrementata del 70%, resistenza agli urti migliorata del 40% e abbassamento di 5 mm del baricentro, da sempre punto di forza delle Subaru grazie al motore boxer. A questo proposito, la Viziv Tourer non fa menzione di ciò che custodisce sotto il cofano, ma potrebbe trattarsi di un’evoluzione dell’attuale 1,6 litri turbo ad iniezione diretta da 170 cv accoppiato al cambio a variazione continua, divenuto un altro caposaldo della casa delle Pleaidi, e probabilmente anche all’ibrido, una soluzione prevista dalla Sgp (oltre all’elettrico) e perfettamente logica per un’alleata di Toyota e per una casa che vuole mantenere uno schema energeticamente dispendioso come la trazione integrale con differenziale centrale meccanico.

Il 2020 potrebbe inoltre segnare, secondo indiscrezioni, l’abbandono dell’ottimo 2 litri diesel, oggi presente solo sulla Forester e industrialmente insensato visto che è offerto solo in Europa dove Subaru nel 2017 ha immatricolato meno di 37mila unità, 3.100 delle quali in Italia. Una realtà ben diversa da quella che la Subaru vive in Nordamerica dove ha l’unico stabilimento fuori dal Giappone – Lafayette, nello stato dell’Indiana, dove oltre alle Impreza, Legacy e Outback, si fanno anche le Toyota Camry – e ha venduto 648mila auto, cioè oltre il 60% del totale, segnando il nono record di fila.

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