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Meloni: «Avanti su riforma fiscale e taglio costo del lavoro. Presidenzialismo una priorità»

La tradizionale conferenza stampa di fine anno organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della Stampa parlamentare. La premier: «Approvata legge di Bilancio non facile. Se cambia quadro energia risorse per altre misure. Mi fido dei miei alleati. Siamo in grande emergenza, misure energia costano 5 miliardi in media al mese». Capitolo Covid: «Ora situazione sotto controllo». Infine, l’Iran: «Stop repressioni o atteggiamento Italia cambierà»

di Andrea Carli

La premier Giorgia Meloni è intervenuta alla conferenza stampa di fine anno (foto Afp)

5' di lettura

Guerra in Ucraina, fisco, imprese, riforma della giustizia. E ancora: parità di genere, decreto rave e interlocuzione governo-Parlamento. Si celebra con 43 risposte ad altrettante domande il rito della conferenza stampa di fine anno della premier Giorgia Meloni affiancata dall’Ordine dei giornalisti e dall’associazione stampa parlamentare.

Al centro le questioni più calde, come il livello di coesione politica in una maggioranza alla prova delle riforme,la necessità di «mettere le aziende nelle condizioni di lavorare», la posizione che l’Italia deve assumere nei confronti dell’Iran, dopo le violazioni dei diritti umani, contro le donne, che si stanno verificando in quel paese. «È inevitabile - chiosa Meloni - che se queste repressioni nei confronti dei manifestanti non dovessero cessare, l’atteggiamento dell’Italia dovrà cambiare. Servirà in questo senso un’interlocuzione a livello internazionale, a livello di alleati, per individuare la nuova posizione da assumere. E poi la questione della difesa con la conferma dell’impegno sui contributi alla Nato (avanti su impegno per 2% del Pil»; «difesa comune Ue è tema complementare all’Alleanza Atlantica») e alla crisi in Ucraina («penso che andrò a Kiev prima della fine di febbraio, la Russia ha deciso di violare il diritto internazionale, è inaccettabile. Abbiamo rapporti antichi, le scelte di Mosca non devono ricadere su popolo»).

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E poi ancora la prospettiva di uno scostamento di bilancio («è una soluzione che non perseguirò mai a cuor leggero»), il Mes («nessuno ricorrerà al fondo, condizioni troppo stringenti; la Ue dovrebbe sbloccare i fondi del Meccanismo europeo di stabilità per altre iniziative»), la partita in Europa per la revisione del Patto di stabilità («deve essere più concentrato sul tema della crescita, a cominciare dallo scomputo della spesa per gli investimenti dal deficit»), Tim («puntiamo a controllo rete e a mantenere livelli occupazione»), Expo 2030 («impegno in prima persona, non ci darei per vinti»), Mps («siamo al lavoro su dossier per uscita ordinata Stato e più poli bancari»), il presidenzialismo che - ribadisce - è una priorità del suo governo.

Infine le elezioni regionali di febbraio in Lombardia e Lazio («sono anche un test per il governo»), fino al “Salva calcio” («Non è un regalo, le società pagano il dovuto con la rateizzazione, le società di serie A pagano come gli altri») e al Movimento sociale italiano (il «Msi ha avuto un ruolo importante nella storia dell’Italia»).

Giorgia Meloni interviene alla conferenza stampa di fine anno, una conferenza stampa fiume, con 45 domande, tanto che è proprio la leader di FdI a scherzare. «È come Telethon... Ma c’è una fine?». La prima da quando è alla guida dell’esecutivo, organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della Stampa parlamentare. L’incontro si tiene presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari della Camera. Un appuntamento atteso, in un giorno che registra l’approvazione definitiva della manovra, in tempo per lasciare dietro alla porta lo spettro dell’esercizio provvisorio e a poche ore dall’annuncio del raggiungimento dei 55 obiettivi che andavano raggiunti entro la fine di quest’anno nell’ambito del Pnrr.

Si parte dall’intesa con i partner al governo, a cominciare da Lega e Forza Italia. «Mi fido dei miei alleati al Governo - dice la premier -. Al di là dei dibattiti che sono naturali in una maggioranza, per me contano i fatti. Abbiamo approvato una legge di Bilancio che non era facile. Abbiamo fatto la scelta di una manovra politica, scritta in tempi rapidi. Siamo riusciti a iniziare a rispettare gli impegni assunti. Le misure per l’energia costano 5 miliardi in media al mese».

Sul reddito di cittadinanza: «mettersi in gioco è fatto culturale, governo creerà condizioni. A volte non si trova lavoro, ma capita di non trovare lavoratori...».

Capitolo Pnrr: «Occorre semplificare, ora il difficile è trasformare gli obiettivi in cantieri. La riforma del codice degli appalti è fondamentale. Sono contenta che il governo italiano sia riuscito a raggiungere tutti i 55 obiettivi previsti per inviare ora la lettera all’Ue e richiedere la tranche di 19 miliardi di euro. Quando siamo arrivati, dei 55 obiettivi erano stati conseguiti 25. Abbiamo lavorato per terminare gli altri 30. Questa staffetta ha funzionato, sono contenta che si sia riusciti. Come? Con la scelta politica di concentrare le competenze del Pnrr sotto la guida di un unico ministero, e di mettere sotto la stessa competenza i Fondi di coesione europei, per evitare sovrapposizioni». Ancora: «ora si entra nella parte difficile del piano. Il grosso sin qui era programmazione e riforme, ora c’è la parte molto complessa in cui questi obiettivi devono diventare cantieri. Ci sono oggettivamente delle difficoltà, dal caro dei costi e dell’energia, bisogna tenere in considerazione che il Piano è stato scritto in un mondo diverso dalle priorità che abbiamo oggi».

Fisco: «L’estensione della tassa piatta per le partite Iva fino a 85 mila euro non discrimina i lavoratori dipendenti, mentre fino a 85 mila euro il lavoratore autonomo, anche con la flat tax, paga comunque di più o incassa di meno di un dipendente. Sul tema della riforma fiscale intendiamo andare avanti. L’obiettivo della legislatura è 5 punti di taglio del cuneo fiscale. Mai aumenteremo la tassazione sulla casa, la prima è un bene sacro. Lo stralcio delle cartelle sotto i mille euro conviene allo Stato. Giusto lo stop al reato per chi paga dopo omesso versamento. Ho letto di condoni... Non c’è nessun condono nella legge di bilancio, tutti pagano il dovuto».

Contagi Covid: «I primi casi dalla Cina sono di variante Omicron, situazione sotto controllo, abbiamo scritto alla commissione europea, ci aspettiamo che Ue si muova».

Infine, il costante invecchiamento della popolazione. La questione «demografica è per noi una priorità assoluta ed è quindi per noi una priorità economica. Consideriamo il tema del sostegno alla genitorialità una priorità e quindi anche la tassazione deve tenerne conto».

Meloni: se cambia quadro energia risorse per altre misure

A tenere banco nella prima parte dell’intervento è la manovra, appena approvata in via definitiva dal Senato, e le risorse da destinare a famiglie e imprese colpite dal carovita. «Continueremo a lavorare sulla base di quello che accade - continua la leader di FdI -, ma siamo in una situazione di grande emergenza: i provvedimenti energetici costano mediamente 5 miliardi di euro al mese. Il tetto del gas può cambiare il quadro, e se dovesse confermarsi cambiato una parte di risorse potrebbe liberarsi per altri provvedimenti. Priorità ai saldi di bilancio, facendo scelte politiche».

Più che bilancio anno è di inizio mandato

Meloni parla di «clima assolutamente positivo nella maggioranza. I miei tempi della legislatura coincidono con quelli degli alleati». «Non è esattamente la conferenza stampa di un governo che ha lavorato un anno, è più una conferenza stampa di inizio mandato», osserva.

Su Covid ora situazione sotto controllo

Nella conferenza stampa la premier affronta anche il tema Covid, dopo l’aumento dei casi di contagi nelle persone provenienti dalla Cina. «Ci siamo mossi immediatamente per la nuova situazione Covid». Dei primi casi sequenziati di Covid su persone provenienti dalla Cina «15 sono di variante Omicron, già presente in Italia, e questo dovrebbe essere abbastanza tranquillizzante», chiarisce, e aggiunge: «La misura sui tamponi da chi arriva da Cina sia presa a livello Ue. Contro Covid controlli, tamponi, mascherine, no privazione libertà». Dalla premier arriva un «invito deciso per vaccini a anziani e fragili».

Intercettazioni, abusi ci sono stati e vanno corretti

Un passaggio dell’intervento della premier è sul tema delle intercettazioni. «Sono uno strumento straordinario a disposizione della magistratura, ma ne va limitato l’abuso», chiarisce Meloni. La parla sottolinea «quel cortocircuito nel rapporto fra intercettazioni e media, con intercettazioni senza rilevanza penale che sono finite sui quotidiani, solo per interesse politico, piuttosto che... Non credo sia giusto in uno stato di diritto. Abusi ci sono stati e vanno corretti».

Serve tagliando sulla giustizia, c’è il tema della separazione delle carriere

Sempre rimanendo al tema della giustizia, la questione della separazione delle carriere. «Nei prossimi mesi lavoreremo per mettere a punto la riforma della giustizia - spiega Meloni -, col tema anche della separazione delle carriere. La materia della giustizia ha bisogno di un tagliando».

Riforma istituzioni e presidenzialismo priorità

Infine, la partita delle riforme. «Quella delle istituzioni e del presidenzialismo è una priorità. Servono governi frutto di una chiara indicazione popolare».

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