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La Coppa del mondo a Cervinia inaugura la stagione sciistica

L’assessore Guichardaz: «Ottime premesse dall’estate sopra ai livelli pre-pandemia»
La manifestazione sportiva è alle porte: si svolgerà nei due weekend di fine ottobre e di inizio novembre

di Carlo Andrea Finotto

 Discesa libera maschile prima e femminile poi sul ghiacciaio tra Zermatt e Cervinia. Saranno le prime gare transfrontalierie della storia della Coppa

3' di lettura

L’esordio dell’ormai prossima stagione invernale in Valle d’Aosta si annuncia clamoroso, un po’ come se un concerto dei Måneskin venisse introdotto dai Rolling Stones.

A fare da prologo alla stagione, che come ogni anno prenderà il via ufficialmente con il ponte di Ognissanti e soprattutto con quello di sant’Ambrogio, sarà infatti l’attesa tappa della Coppa del mondo di sci alpino a Cervinia. Il via libera definitivo dalla Federazione internazionale è arrivato alcuni giorni fa e quella del 29-30 ottobre con la discesa libera maschile sarà la prima gara transfrontaliera nella storia della Coppa del mondo: partenza dalla Gobba di Rollin (Zermatt, Svizzera), arrivo a Cime Bianche (Cervinia, nel comune di Valtournenche, Italia) lungo la pista Gran Becca, come viene chiamato il Cervino. Il weekend successivo si replica con la discesa femminile.

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L’evento si annuncia come una carta importante per il territorio, che potrebbe spingere i flussi turistici verso i livelli del 2019, quando in tutto l’anno si registrarono oltre 3,6 milioni di presenze e quasi 1,3 milioni di arrivi.

«Confrontando i valori registrati quest’estate con quelli del 2021 rileviamo forti aumenti: nel complesso gli arrivi aumentano del 30% e le presenze del 22% – afferma l’assessore regionale al Turismo Jean-Pierre Guichardaz –. Anche il confronto con la media degli ultimi 10 anni pre-pandemici (2010-2019) riporta variazioni positive a doppia cifra: gli arrivi aumentano del 15% e le presenze del 9%. Il dato conferma quanto la ripresa sia decisa».

«Partiamo già da una stagione estiva molto positiva, con dati vicini e anche superiori all’anno record che è stato proprio il 2019» conferma Filippo Gerard, albergatore di Cogne e fino a pochi giorni fa presidente Adava, l’Associazione degli albergatori e imprese turistiche della Valle d’Aosta.

Jean-Pierre Guichardaz sottolinea poi un altro elemento che emerge dall’analisi dei flussi estivi, «il ritorno degli italiani a livelli ottimali e un aumento considerevole dei turisti dall’estero, con arrivi e presenze che segnano rispettivamente +70% e +74% sulla stagione precedente e un incremento del 18% anche nel confronto con la media degli ultimi 10 anni pre-pandemici». Proprio i turisti stranieri, aggiunge l’assessore regionale al Turismo, «anche ad agosto hanno compensato ampiamente il leggero calo degli italiani, portando i flussi a livelli pre-pandemici».

Insomma, è stata un’ottima premessa per delle «prospettive invernali che si possono considerare buone» afferma Filippo Gerard.

I numeri dell’assessorato al Turismo relativi al periodo dicembre 2021 aprile 2022 parlano di oltre 450mila arrivi e quasi 1,4 milioni di presenze, con entrambi i dati in crescita rispetto alle due stagioni precedenti. L’obiettivo degli operatori è di fare meglio.

Le variabili di quest’anno, che potrebbero mettere i bastoni fra le ruote al settore, sono soprattutto il carovita che pesa sulle famiglie e i forti rincari dell’energia che pesano non solo sui potenziali turisti ma anche sulle strutture ricettive e sugli operatori in generale: funivie e impianti di risalita in testa. Un problema non da poco in Valle d’Aosta dove l’Avif – Associazione Valdostana Impianti a Fune che raggruppa le società di gestione degli impianti che operano sul territorio regionale, creata nel 1976 – conta oggi 11 aziende che gestiscono complessivamente 163 impianti di risalita, distribuiti in 21 stazioni sciistiche, con una potenzialità di trasporto di poco inferiore a 240mila persone all’ora. Nel periodo invernale, questo comparto dà lavoro a quasi mille persone.

«Siamo abbastanza sicuri che clientela arriverà – dice Gerard –, ma effettivamente inflazione e costi dell’energia ci preoccupano. Da un lato bisogna considerare un impatto sui bilanci delle famiglie, dall’altro sarà inevitabile ritoccare le tariffe per sostenere i costi e non certo per specularci. Dobbiamo trovare il giusto punto di equilibrio per restare competitivi. Per quanto riguarda gli impianti di risalita si stimano aumenti nell’ordine del 10% circa, mentre per le strutture ricettive, invece, molto dipende dalle singole situazioni e dalle tipologie di riscaldamento adottate: c’è una differenza importante tra chi ha un impianto a gasolio e chi, per esempio, ce l’ha a cippato».

Le incognite non mancano, insomma, e tra queste rientra anche il tema dell’innevamento artificiale (che pone a sua volta un problema energetico ma anche di risorse idriche), tuttavia aprire la stagione con la Coppa del mondo di sci alpino può essere l’asso nella manica in grado di cambiare la partita.

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