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La cordata Coima, Covivio e Prada a un passo dall’ex scalo Porta Romana a Milano

A Milano l’area è stata valorizzata circa 180 milioni. Diversi i ritiri sul finale. In zona si sono concentrati negli anni investimenti di soggetti internazionali

di Paola Dezza

Il mercato immobiliare dopo il lockdown

A Milano l’area è stata valorizzata circa 180 milioni. Diversi i ritiri sul finale. In zona si sono concentrati negli anni investimenti di soggetti internazionali


3' di lettura

Martedì 10 novembre si saprà chi sarà il vincitore della gara per la riqualificazione dell’ex Scalo di Porta Romana a Milano. Che si tinge di scuro proprio in questa fase finale. Le voci, infatti, si rincorrono in queste ore sui nomi che avrebbero o meglio non avrebbero presentato l’offerta vincolante. Ci sono stati, infatti, diversi ritiri dell’ultimo minuto per varie motivazioni, in primis un bando diventato più rigido durante la procedura e poi la clausola che richiedeva ai partecipanti di aver già costituito un fondo immobiliare per accogliere l’area.

Le cordate in campo

Secondo alcuni rumor sarebbe quindi rimasta in gara con una offerta intorno ai 180 milioni di euro solo la cordata formata da Coima, Covivio e Prada.

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Sempre secondo le voci in circolazione si sarebbero ritirate, infatti, le cordate formate da Axa, insieme a Varde e il costruttore Borio Mangiarotti (già prima dell’offerta non vincolante), quella costituita da Euromobiliare in tandem con la tedesca Patrizia Immobilien e Redo, Webuild (la ex Salini Impregilo) insieme a Roundhill Capital e anche quella di Castello Sgr con l’australiana Macquarie. Era in gara anche il gruppo Greenstone.

Tutto questo è accaduto nonostante l’amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani, Umberto Lebruto, abbia detto di recente che la gara era vivace.

Da alcune indiscrezioni emerge addirittura che la valorizzazione dell’area di alcune cordate sarebbe stata superiore ai 200 milioni di euro - precisamente tra 210 e 230 milioni - e quindi più alta dell’ultima offerta presentata dal consorzio Coima, Covivio e Prada.

La rigidità eccessiva del bando, che chiedeva tra l’altro una fideiussione del 20% del prezzo che doveva diventare il 100% del prezzo se l’offerta fosse stata accettata e di sostituire in tempi stretti le garanzie che FS aveva dato alla Regione, avrebbe dissuaso più di un pretendente.

La gara ha avuto finora i riflettori puntati vista l’importanza dell’area per una molteplicità di motivi. In primis perché qui sorgerà il Villaggio Olimpico per la competizione Milano-Cortina 2026 e perché nella zona si stanno sempre più concentrando gli interessi di molti investitori internazionali. Obiettivo della gara è anche “ricucire” il quartiere di Porta Romana con la sua zona sud (sinora divise dai binari).

Un progetto a lungo termine e costoso, visto che alla cifra offerta per l’area vanno aggiunti 30 milioni di euro per le bonifiche e 75 milioni per l’urbanistica.

L’ex Scalo di Porta Romana fa parte di un progetto più ampio per la riqualificazione dei sette ex-scali ferroviari dismessi da Fs a Milano. A Porta Romana nei 164mila metri quadrati di Slp (superficie lorda di pavimento) arriveranno residenze e studentato nel Villaggio Olimpico (30mila metri quadrati), una volta finite le gare, residenza libera (60mila mq), uffici (50-60mila mq, una cifra elevata letta oggi in tempi di Covid-19 e smart working in netta crescita) e un grande parco. Nell’area sorgerà anche il grattacielo di A2A, una torre che raggiungerà i 60 metri di altezza.

Negli ultimi mesi hanno investito nell’area Hines, acquisendo l’ex consorzio agrario che verrà trasformato in uno studentato, Coima che ha acquisito diversi edifici nella zona di via Ripamonti e vie limitrofe, tra cui la Camuzzi, che sono stati poi riqualificati e affittati anche a brand della moda, oltre alla ex sede del gruppo farmaceutico Boehringer Ingelheim – che si trasferisce nel vicino complesso Symbiosis – e Covivio che continua a sviluppare appunto Symbiosis dove già oggi c’è l’headquarters di Fastweb. Anche Blackstone ha fatto shopping in piazzale Lodi.

La Coima di Manfredi Catella, alleata di Prada, pioniera nella riqualificazione dell’area quando decise di creare qui la propria Fondazione, ampliata e arricchita negli anni, e di Covivio, ha già all’attivo un fondo immobiliare del valore di un miliardo di euro per interventi di rigenerazione urbana.

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