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La Corea del Nord lancia altri due missili verso il Mar del Giappone

Il lancio è una «misura di ritorsione» contro le esercitazioni militari congiunte di Stati Uniti e Corea del Sud. Immediata la condanna Usa

Un gruppo di persone guarda un servizio televisivo alla stazione di Seul, Corea del Sud, sul lancio di due missili balistici a corto raggio da parte della Corea del Nord, il 6 ottobre 2022. (EPA/YONHAP)

3' di lettura

La Corea del Nord ha lanciato nelle prime ore di giovedì due missili balistici a corto raggio dalla zona di Samsok, a Pyongyang, verso il Mare del Giappone. Lo ha comunicato lo stato maggiore delle forze armate sudcoreane. «Le nostre forze armate hanno rafforzato il monitoraggio e la sorveglianza e stanno mantenendo la massima prontezza in coordinamento con gli Stati Uniti», ha inoltre sottolineato lo Stato Maggiore in un comunicato. I nuovi lanci seguono il test di martedì di un missile balistico a raggio intermedio che ha sorvolato il Giappone.

Il lancio è una «misure di ritorsione» contro le esercitazioni militari congiunte di Stati Uniti e Corea del Sud, ha reso noto in un comunicato il ministero degli Esteri di Pyongyang. I lanci, ha spiegato il ministero, rappresentano «le giuste misure di ritorsione dell’Esercito Popolare Coreano contro le esercitazioni congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti che stanno aumentando le tensioni militari nella penisola coreana».

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I due missili sono stati lanciati a 22 minuti di distanza l’uno dall’altro dalla regione della capitale della Corea del Nord Nord e sono atterrati tra la penisola coreana e il Giappone, hanno affermato i capi di stato maggiore della Corea del Sud. Il primo missile ha volato per 350 chilometri e ha raggiunto un’altitudine massima di 80 chilometri, mentre il secondo ha percorso 800 chilometri con un apogeo di 60 chilometri. Secondo il ministro della Difesa giapponese Yasukazu Hamada, il secondo missile è stato probabilmente lanciato su una traiettoria “irregolare”, un termine che è stato precedentemente utilizzato per descrivere le caratteristiche di volo di un’arma nordcoreana modellata sul missile russo Iskander, che viaggia a basse altitudini ed è progettato per essere manovrabile in volo, in modo da migliorare la possibilità di eludere le difese missilistiche.

Usa: «atteggiamento provocatorio» di Pyongyang

Immediata la reazione da parte statunitense: l’ambasciatrice all’Onu del Paese nordamericano, Linda Thomas-Greenfield, ha infatti twittato: «Il nostro messaggio alla Corea del Nord: basta con l’atteggiamento sconsiderato, provocatorio e che porta all’esclation. Torni al dialogo». L’ambasciatrice Usa ha accusato inoltre Cina e Russia di proteggere Pyongyang e il leader Kim Jong Un dalle sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulle armi nucleari e sui programmi balistici. «La Corea del Nord ha goduto di una protezione totale da parte di due membri di questo consiglio», ha dichiarato Linda Thomas-Greenfield. Nel contempo il comando americano indo-pacifico ha comunque spiegato che questi lanci di missili da parte della Corea del Nord non hanno posto una minaccia immediata agli alleati, sottolineando che gli Stati Uniti si stanno consultando con gli alleati. «I lanci mettono in evidenza l’impatto destabilizzante del programma di missili balistici della Corea del Nord. L’impegno americano a difesa della Corea del Sud e del Giappone resta ferreo», si legge in una nota.

Kishida: atti intollerabili

Il primo ministro giapponese Fumio Kishida, che dovrebbe avere a brevissimo un colloquio telefonico con il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol, ha affermato che i continui lanci del Nord sono «assolutamente intollerabili».

Sei lanci nordcoreani in due settimane

I lanci di giovedì sono stati il ​​sesto round di test missilistici della Corea del Nord in meno di due settimane, che vanno ad aggiungersi a un numero record di lanci avvenuti quest’anno. I funzionari sudcoreani sostengono che il Nord potrebbero presto alzare la posta testando un missile balistico intercontinentale o facendo esplodere un ordigno atomico. Si tratterebbe del primo test nucleare nordcoreano dal 2017 e e il settimo in assoluto, secondo uno schema, ritengono molti esperti, che prevede l’aumento delle tensioni prima di cercare di strappare concessioni. Lo scopo finale sarebbe il riconoscimento da parte degli Stati Uniti della Corea del Nord come Paese nucleare legittimo e quindi la revoca delle sanzioni in atto, sebbene la comunità internazionale non abbia mostrato alcun segno favorevole a che ciò accada.

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