ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùa una settimana dal vertice di hanoi

La Corea del Nord riattiva sito missilistico. Gli Usa: possibile un rafforzamento delle sanzioni

di Stefano Carrer


Nordcorea ricostruisce sito missilistico dopo flop summit Hanoi

2' di lettura

Gli sforzi per la pace e la distensione in Asia orientale sembrano ormai non solo in stallo, ma a rischio di fallimento, con il probabile ritorno di aspre tensioni. A una settimana dal vertice di Hanoi tra Donald Trump e Kim Jong-un - concluso senza alcun accordo ma con dichiarazioni comunque distensive da parte del presidente americano - è trapelato da immagini satellitari che il regime di Pyongyang ha cominciato a riattivare un sito per lanci satellitari-missilistici che a partire dal giugno delle scorso anno era stato parzialmente smantellato in seguito al successo del primo summit a Singapore tra i due leader.

Un falco dell’Amministrazione Usa come il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton ha subito dichiarato che, se il regime di Kim non procederà in una politica di disarmo, le sanzioni internazionali non solo non saranno alleviate, ma andranno rafforzate.
Al network Fox, Bolton ha sottolineato che l'Amministrazione sta aspettando riscontri da Pyongyang sulla volontà di rinunciare “al programma di armamenti nucleari e a tutto quanto ad esso associato”.

A rendere ancora più allarmante la notizia sul rilancio in atto dei piani missilistici del regime è la circostanza che i lavori sarebbero stati condotti già poco prima del fallito vertice di Hanoi. Secondo i siti web specializzati 38 North e Beyond Parallel, che hanno confermato un primo report dei servizi segreti sudcoreani, al sito per lanci satellitari-missilistici di Sohae - rimasto “dormiente” dall'estate scorsa - sta fervendo una attività di ricostruzione di varie strutture. Peraltro molti esperti evidenziano che questi lavori non significano che un nuovo lancio sia imminente, evidenziando anche che il sito di Sohae è stato utilizzato in passato per lanci satellitari ma non per quelli di missili intercontinentali.

A Hanoi Trump aveva detto che Kim gli ha promesso di non effettuare nuovi test militari e che comunque il summit sarebbe stato positivo nel fare avanzare il dialogo verso future intese. Dichiarazioni che già appaiono come minimo ottimistiche, in un momento in cui la politica dell’Amministrazione verso Pyongyang rischia di sgretolarsi. Per Trump, a Hanoi l’accordo non è stato raggiunto perché Kim voleva la fine di tutte le sanzioni, ma i nordcoreani, in una insolita conferenza stampa, lo avevano smentito, affermando che la loro richiesta riguardava solo una parte delle sanzioni.

Il clima di fiducia tra i due leader appare nei fatti incrinato. E vari esperti ritengono che la Corea del Nord stia inviando un messaggio preciso a Washington: se non ci saranno progressi sul fronte dell'allentamento delle sanzioni, le relazioni potrebbero rapidamente peggiorare. Oggi a Washington il rappresentante speciale Usa per la Corea del Nord, Stephen Biegun, incontrerà rappresentanti degli alleati Corea del Sud e Giappone: all'ordine del giorno è la questione di come rilanciare le trattative dopo il naufragio di Hanoi. Ma ora il pericolo è che la sospensione post-Hanoi dei negoziati si trasformi in una vera interruzione.

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