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La corsa verso l’alto di gamma: mercato sempre più polarizzato

L’offerta delle e-car

di Simonluca Pini

(Adobe Stock)

3' di lettura

Bianco o nero. Addio alle sfumature di grigio. Non stiamo parlando del colore Pantone 2023, che per onor di cronaca è il Viva Magenta, ma della “piega” che sta prendendo il mercato dell’auto. Perché tra le tante novità portate dalla corsa sfrenata, per non dire dissennata, all’elettrificazione c’è quella di una sempre più netta polarizzazione dell’offerta. Il motivo è semplice: costruire auto elettriche è tutto tranne che economico e i margini più significativi si fanno nell’alto di gamma. Tradotto? Prepariamoci a vedere su strada sempre più modelli dalle dimensioni generose alimentati da batterie ad alta capacità come la nuova Volvo EX90 o la futura Kia EV9 con oltre 100 kWh a disposizione.

Se l’offerta non mancherà nel medio e alto di gamma, non si potrà dire lo stesso nella parte bassa del listino dove già oggi (spostandosi per un attimo alle motorizzazioni termiche) trovare una Fiat Panda a meno di 10.000 euro è operazione praticamente impossibile. È importante ricordare invece come prima del Covid, della crisi dei chip e dell’innalzamento del costo delle materie prime, era quasi la normalità acquistare la compatta italiana (ancora oggi in cima alle classifiche di vendita) proposta in modalità chilometri zero con un prezzo di acquisto a quattro cifre e non a cinque. E il futuro sarà ancora peggio, come confermato dalla stessa Volkswagen quando indica 25.000 euro come cifra necessaria per acquistare la sua prima auto elettrica “economica”.

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Come fare quindi a muoversi nell’attesa di vivere in città, o province, dove l’auto privata non sarà più necessaria grazie ad una reale alternativa garantita dal trasporto pubblico? Semplice: o si spende di più o si cercano delle alternative. Non stiamo parlando di monopattini elettrici o cargo bike ma di qualcosa che si avvicini il più possibile al concetto di automobile. La soluzione arriva quindi dai quadricicli elettrici leggeri o pesanti, come la Citroen Ami o la cinese Xev Yoyo quest’ultima disponibile anche in versione sharing attraverso la flotta Enjoy. Partendo dalla soluzione francese, si tratta di un veicolo ultracompatto lungo 2,41 metri a due posti con autonomia di 75 chilometri e guidabile dai 14 anni. Pensato per l’utilizzo urbano, dove si possono sfruttare gli stessi vantaggi delle due ruote come parcheggi dedicati o accessi alle Ztl, non può essere paragonata ad un’auto compatta in quanto mancano accessori spesso fondamentali come climatizzatore o Abs. Il tutto ad un prezzo, incentivi esclusi, di circa 9.000 euro. Nonostante la cifra non certo contenuta, la Ami si sta rivelando un successo come confermato dalle quasi otto mila immatricolazioni dei primi nove mesi dell’anno. Passando all’alternativa cinese, la Xex Yoyo, si arriva a 16.690 euro per mettersi al volante di un quadriciclo elettrico (guidabile dai 16 anni) pesante a due posti da 150 km di autonomia e dotato di Abs e Aria condizionata. Come sulla Ami però mancano gli airbag frontali, presenza fissa anche sulle citycar termiche più economiche a listino.

Alternative per contenere la spesa volendo viaggiare a zero emissioni e avendo a disposizione più di due posti? Suv elettrici di provenienza cinese e successivamente rimarchiati in Italia o la Dacia Spring da oltre 20.000 euro. Cifre ben lontane da quelle necessarie per acquistare l’auto fin ad oggi più venduta in Italia.

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