Lotta al Covid

Monoclonale italiano efficace contro le varianti, ma mancano candidati per i trial

Delle 800 persone necessarie per portare avanti lo studio reclutato solo un centinaio. Pesano anche ragioni di privacy

di Nicola Barone

Contro Covid e varianti gli anticorpi monoclonali sono l’arma in più

3' di lettura

Un’iniezione, magari anche a casa del paziente, anzichè per via endovenosa in ospedale come si fa ora. In più, l’anticorpo monoclonale italiano in corso di sperimentazione si è mostrato capace di neutralizzare tutte le varianti del virus SARS-CoV-2. Eppure la strada davanti è molta prima del traguardo e gli ostacoli non facili da superare, in primis la difficoltà a trovare il numero di candidati-pazienti sufficiente per i trial.

Ragioni di privacy e contatto

Gli anticorpi di seconda generazione hanno superato la prima fase clinica con ottimi risultati. «I tempi della fase 2 e 3 non sono attualmente prevedibili», ha spiegato l’architetto del monoclonale “made in Italy” Rino Rappuoli che è direttore scientifico e responsabile Ricerca e sviluppo di GlaxoSmithKline (Gsk) Vaccines. «Il programma prevede che il test venga effettuato su 800 persone che hanno avuto tampone positivo, abbiamo cominciato a metà maggio e finora ne abbiamo reclutato solo un centinaio. È difficile contattare eventuali candidati per ragioni di privacy». Per affrontare il problema la Regione Toscana sta diffondendo l’opportunità del monoclonale via internet.

Loading...

Pochi finanziamenti per laboratori competitivi

Anche se si tratta di uno strumento cruciale per la lotta al Covid, nel percorso di sperimentazione si scaricano nuovi e vecchi mali conto cui combattono i ricercatori. «Speriamo che questa campagna di informazione produca risultati efficaci, altrimenti dovremo continuare il lavoro all’estero», annota con amarezza Rappuoli che è uno scienziato riconosciuto a livello internazionale in campo vaccinale. Nel 2005 ha ricevuto la Medaglia d’oro al merito della Sanità pubblica e a giugno è stato insignito dell’alta onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica, proprio per il suo impegno nel campo delle ricerche sugli anticorpi monoclonali. «In Italia si può fare una buona ricerca ma oggi mancano ancora finanziamenti per avere laboratori competitivi a livello internazionale. Speriamo che con i fondi del Pnrr si facciano gli investimenti necessari».

Il punto sull’utilizzo in Italia

In Italia continuano ad essere in salita le prescrizioni degli anticorpi monoclonali autorizzati. All’ultimo monitoraggio settimanale dell’Agenzia italiana del farmaco si è passati dalle 74 richieste (Rf) del periodo 2-8 luglio a 80 Rf registrate tra il 9 e il 15 luglio. Media giornaliera 11,43 contro 10,57, un aumento dell’8,1%. Salgono così a 6.262 i pazienti Covid trattati con anticorpi monoclonali nel nostro Paese, e inseriti nello specifico registro di monitoraggio Aifa. Dal 10 marzo, quando questi medicinali sono stati autorizzati in via emergenziale in Italia per persone particolarmente fragili con infezione recente da SARS-CoV-2 e senza sintomi gravi, al 15 luglio, sono state 195 le strutture di 21 Regioni o Province autonome che hanno prescritto queste terapie. La maggior parte dei pazienti trattati (3.477), ha ricevuto la combinazione dei due anticorpi bamlanivimab e etesevimab, seguita dal mix casirivimab-imdevimab (1.961). Dall’inizio del monitoraggio, in numeri assoluti resta il Lazio la regione con il maggiore utilizzo con 850 pazienti trattati, seguito dal Veneto con 812 pazienti e dalla Toscana con 758, mentre agli ultimi posti ci sono Molise e Provincia autonoma di Bolzano, rispettivamente ferme a quota 13 e 3 pazienti inseriti nel registro.

Minelli: monoclonale italiano migliore soluzione

«Per chi, come noi, si occupa di medicina di precisione, la specificità degli anticorpi monoclonali costruiti intorno al bersaglio che si vuole colpire e che in questo caso è rappresentato da un virus piuttosto eclettico, costituisce la migliore soluzione possibile, peraltro già abbondantemente ed efficacemente verificata nell'immunologia clinica e in oncologia, per aspirare ad alte percentuali di successo nel trattamento anche domiciliare». A dire così è l’immunologo clinico e allergologo Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la medicina personalizzata. «In questo caso la soluzione appare ancora più incoraggiante per essere sostenuta da anticorpi monoclonali di nuova generazione, che si sono già dimostrati capaci di neutralizzare la variante inglese e quella brasiliana e che si rivelano in grado di bloccare, in ragione della loro forza terapeutica, anche la più temibile variante indiana». Si tratta, secondo Minelli, «di passaggi decisivi in una guerra senza quartiere nella quale i vaccini sembrano perdere parte della loro forza al cospetto delle varianti».

Coronavirus, per saperne di più

Le mappe in tempo reale

L’andamento della pandemia e la campagna di vaccinazioni sono mostrati in tre mappe a cura di Lab24. Nella mappa del Coronavirus i dati da marzo 2020 provincia per provincia. In quelle dei vaccini l’andamento in tempo reale delle campagne di somministrazione in Italia e nel mondo.
Le mappe: Coronavirus - Vaccini - Vaccini nel mondo

Gli approfondimenti

La pandemia chiede di approfondire molti temi. Ecco le analisi, le inchieste, i reportage della nostra sezione 24+. Vai a tutti gli articoli di approfondimento

La newsletter sul Coronavirus

Ogni venerdì alle 19 appuntamento con la newsletter sul Coronavirus curata da Luca Salvioli e Biagio Simonetta. Un punto sull’andamento della settimana con analisi e dati. Qui per iscriversi alla newsletter

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti