Vaccino italiano a rischio

Da Corte conti stop ai fondi per ReiThera. La società: decisione blocca impegno parti governative

La Corte dei conti in una nota ha comunicato di non aver registrato il decreto per la produzione del vaccino italiano. La biotech di Castel Romano che sta sperimentando il vaccino italiano non riceverà gli 81 milioni promessi a gennaio da Invitalia

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3' di lettura

La biotech di Castel Romano ReiThera che sta sperimentando il vaccino italiano non riceverà gli 81 milioni promessi a gennaio da Invitalia. Il progetto, arrivato alla fase due delle sperimentazioni, rischia di finire qui. Senza quei finanziamenti ReiThera non potrà avviare la fase 3 né ricevere l'autorizzazione all'uso. La Corte dei Conti in una nota ha comunicato di non aver registrato il decreto per la produzione del vaccino italiano. Le motivazioni alla base della decisione saranno rese note entro trenta giorni.

Fonti Mise, si attendono motivazioni decisioni Corte dei Conti

Nel frattempo i soggetti firmatari dell'accordo di sviluppo hanno commentato, in maniera più o meno ufficiale, lo stop della Corte dei conti. Fonti del ministero dello Sviluppo economico hanno spiegato che il piano per la produzione vaccini va avanti, non dipende da questo evento. Il Mise attende le motivazioni della decisione della corte dei conti, arrivata l'11 maggio scorso su un decreto interministeriale del 25 gennaio 2021.

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ReiThera: decisione Corte blocca impegno parti governative

«Prendiamo atto della decisione dei Corte dei Conti - si legge invece in una nota della biotech di Castel Romano - che blocca di fatto l'impegno preso a suo tempo dalle parti governative. Aspettiamo di conoscerne i rilievi per valutare gli impatti che questa avrà sull'operatività di ReiThera».

Controllo preventivo da parte della Corte dei conti

«In data 1° marzo 2021 - si legge nella nota della Corte dei conti - è pervenuto al controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti il decreto di all'approvazione dell'Accordo di sviluppo sottoscritto in data 17 febbraio 2021 dal Ministero dello Sviluppo economico, da Invitalia spa e dalla Società ReiThera srl, volto a sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano. In particolare, tale programma è costituito da un progetto di investimento produttivo - finalizzato all'ampliamento dello stabilimento produttivo sito in Castel Romano (RM) – e da un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale - destinato a completare la sperimentazione clinica (studi clinici di fase 2 e 3) del vaccino anti Covid-19. Il decreto prevedeva di mettere a disposizione per il finanziamento degli investimenti risorse nel limite massimo di 50 milioni di euro di cui 41 milioni a fondo perduto e il resto come finanziamento a fondo agevolato (su un totale complessivo pari ad 80 milioni previsto dal c.d. Decreto rilancio)».

Ricusato il visto sul decreto, l’atto non è stato registrato

«In esito all'attività istruttoria - si legge ancora nel documento -, in data 8 aprile 2021, è stato formulato rilievo da parte del competente Ufficio di controllo della Corte.L'Amministrazione ha riscontrato tale rilievo, fornendo i richiesti chiarimenti, in data 21 aprile 2021.Successivamente, in data 4 maggio 2021, l'Ufficio del controllo ritenendo che le risposte fornite dall'Amministrazione non fossero idonee a superare le osservazioni formulate nel rilievo, ha deferito la questione all'esame del Collegio della Sezione centrale controllo di legittimità.A conclusione dell'adunanza, in data 11 maggio 2021, la Sezione centrale ha deliberato di ricusare il visto sul decreto. L'atto non è stato, quindi, ammesso a registrazione».

Al via sperimentazione italiano E-Vax anche a Verona

Intanto anche al Centro ricerche cliniche dell'Università di Verona sarà avviata la sperimentazione sul vaccino anti-Covid E-Vax, prodotto dall'azienda romana Takis e dalla Rottapharm di Monza. Lo ha confermato Stefano Milleri, direttore del Centro ricerche cliniche veronese dove si è conclusa la seconda fase di sperimentazione sul primo vaccino italiano prodotto da Reithera. «Ci hanno chiesto di far parte di questa sperimentazione - ha detto Milleri -, in Italia sono già state somministrare le prime dosi ai volontari al San Gerardo di Milano e all'Irccs Pascale di Napoli». «Noi siamo pronti a cominciare tra due settimane - ha spiegato - siamo in attesa del via libera dal comitato scientifico dell'Istituto Spallanzani». Il direttore del Centro ricerche cliniche Verona ha poi precisato che il panel di volontari «sarà formato da giovani e adulti». «Il numero di volontari sarà comunque ridotto rispetto alla sperimentazione sul vaccino Reithera e questa fase 1 durerà un paio di mesi», ha concluso Milleri.

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