l’audizione sulla manovra

La Corte dei conti sulla scia del ministro Speranza: «Ticket in base al reddito»

Secondo i giudici contabili, la cancellazione prevista dalla manovra in tutta Italia e a partire da settembre prossimo del balzello da 10 euro voluto dal ministro Speranza dovrà far parte di un percorso complessivo di revisione del sistema di compartecipazione

di Barbara Gobbi


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Cittadini in fila per pagare il ticket

3' di lettura

Ben venga l'addio al superticket, ma sia chiaro che è soltanto un primo passo. Prossimo e immediato obiettivo dovrà essere infatti il «complessivo riordino dei meccanismi di compartecipazione della spesa». A dettare la linea è la Corte dei conti nell'audizione sul Ddl di Bilancio davanti alle commissioni Finanze di Camera e Senato. Con i giudici contabili che sembrano sposare l’idea del ministro della Salute Roberto Speranza che in un Ddl collegato alla manovra punta a rivedere il pagamento dei ticket in base al reddito.

Sanità, cambia il ticket: si paga in base al reddito - GUARDA IL VIDEO

L’indicazione della Corte dei conti
Secondo i giudici contabili, la cancellazione prevista dalla manovra in tutta Italia e a partire da settembre prossimo del balzello da 10 euro - cavallo di battaglia del ministro della Salute Roberto Speranza - dovrà far parte di un percorso complessivo, iniziato due anni fa con la destinazione di un “Fondino” da 60 milioni per agevolare la revisione del sistema. E non è certo l'obiettivo finale: «Andranno attivati - scrive la Corte - meccanismi capaci di garantire una graduazione dell'importo dovuto in funzione del costo delle prestazioni e di indicatori di condizione reddituale dei nuclei familiari». Uno schema che ricalca proprio quello annunciato dal ministro Speranza nel disegno di legge che porta il suo nome collegato alla manovra che è mirato proprio a una redistribuzione più equa del carico di partecipazione al Servizio sanitario nazionale da parte dei cittadini.

La fotografia attuale
Del resto, rileva ancora la Corte, un riordino - di cui comunque andranno monitorati sia le riduzioni di gettito che l'aumento della domanda di prestazioni - è reso necessario proprio dal puzzle attuale delle prestazioni ai “non esenti” e fotografato attraverso la tessera sanitaria. Oggi l'impatto medio pro capite del superticket è di 9 euro a livello nazionale ma nelle Regioni del Nord l'importo cresce a quasi 13 euro a fronte di una media di 4,8 euro al Sud. Differenze che si attenuano se si considerano anche i ticket sui farmaci, di importo più alto al Mezzogiorno. Ma guardando al complesso delle compartecipazioni, a fronte di una media nazionale di 50 euro pro capite, l'importo del Nord è di 52 euro contro i 51 euro del Centro e i 44 del Sud. Una forbice da chiudere con urgenza, visto che ticket su farmaci e prestazioni impattano su un settore cruciale della vita dei cittadini come l'assistenza sanitaria e l'accesso alle cure.


Le audizioni dell’Upb e delle Regioni sulla manovra
Dall'abolizione del superticket, ricorda poi il presidente dell'Ufficio parlamentare di Bilancio Giuseppe Pisauro nella sua audizione davanti alle commissioni di Camera e Senato sulla manovra, sono attese uscite pari per il 2020, il 2021 e il 2022 rispettivamente a 185 milioni e 554 per ciascuno dei due anni successivi. Infine, ma certo non ultime per importanza, le Regioni che sono andate in audizione con il coordinatore per gli assessori alle Finanze Davide Carlo Caparini (Lombardia). «La lettura della Legge di Bilancio ha un dato positivo: il fabbisogno sanitario nazionale è confermato in 116.474 milioni di euro per il 2020 e 117.974 per l'anno 2021 e i Programmi di edilizia sanitaria passano a 30 miliardi aumentando di 2 miliardi di euro per la sottoscrizione di accordi tra Stato e Regioni». C'è però l'esigenza di «stabilizzare la crescita del Fondo sanitario nazionale in rapporto al Pil per garantire i rinnovi contrattuali e per applicare a pieno regime i nuovi Livelli essenziali di assistenza».

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