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La Corte di giustizia promuove il gioco del Lotto

di Marco Mobili

(ANSA )

2' di lettura

Il modello di gestione per il gioco del Lotto in Italia non è contrario ai principi dell'Unione Europea. Con la sentenza C-375/17 , Stanley International Betting Ltd e Stanleybet Malta Ltd, la Corte di giustizia Ue, chiamata dal Consiglio di Stato a pronunciarsi sulla legittimità del bando 2016, la relativa assegnazione a un unico operatore e l'elevata base d'asta (700 milioni), ha chiarito che il modello con un concessionario unico sia, «in linea di massima, proporzionata al perseguimento degli scopi», dello Stato italiano, ovvero la protezione dei consumatori, la prevenzione delle frodi e della dipendenza da gioco.

I giudici comunitari confermano anche la legittimità della base d'asta elevata (700 milioni nel caso della gara 2016), «a condizione che tale importo sia indicato in maniera chiara, precisa e univoca e sia oggettivamente giustificato». Secondo la Corte, comunque, «è pacifico che l'importo a base d'asta inserito nel bando di gara sia stato indicato in maniera chiara e precisa».

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Inoltre, i 700 milioni sono giustificati «dall'ingente entità economica della concessione, dal notevole compenso riconosciuto al concessionario e dalla possibilità per i candidati di partecipare alla gara in raggruppamenti di imprese».

La Corte, infine, dichiara che il diritto dell'Unione «non osta all'inserimento, nello schema di convenzione per la concessione del gioco del lotto, delle due clausole di decadenza dalla concessione». Secondi i giudici tali clausole di decadenza sono giustificate «dagli obiettivi, di interesse generale, della lotta alla criminalità e al gioco irregolare. Entrambe sono descritte e disciplinate in modo sufficientemente chiaro e univoco». Spetterà ora al Consiglio di Stato verificare che il modello di gestione risponda alla realizzazione degli obiettivi fissati dal regolatore italiano.

Come ricorda l'agenzia di stampa specializzata Agipronews, due anni fa la concessione del Lotto è stata assegnata dai Monopoli a un raggruppamento di imprese di cui fanno parte Lottomatica, Italian Gaming Holding (di cui sono azionisti Sazka Group e Emma Capital Ltd), Arianna 2001 (Gruppo Federtabaccai) e Novomatic Italia.

Il gioco del Lotto ha registrato una spesa da 2,3 miliardi nel 2015, cresciuta a circa 3,1 miliardi nel 2016, mentre nel 2017 il totale al netto delle vincite è stato di 2,4 miliardi.

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