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La Corte di giustizia Ue annulla la sospensione del governatore della Banca centrale lettone

di Angelo Mincuzzi

Ilmars Rimsevics

3' di lettura

La Corte di Giustizia europea ha annullato la decisione delle autorità della Lettonia di sospendere dall'incarico il governatore della Banca centrale lettone, Ilmars Rimsevics. Il numero uno dell’istituto centrale di Riga era stato arrestato a febbraio dello scorso anno, di ritorno dalla Spagna, con l'accusa di aver accettato tangenti per circa 250mila euro e un viaggio in Russia pagato da una banca lettone. Era stato detenuto per 48 ore e poi rilasciato su cauzione con il divieto di lasciare la Lettonia. Formalmente non è mai stato esonerato dall'incarico ma di fatto gli è stato impedito di esercitare la sua attività di numero uno della Banca centrale lettone e del consiglio direttivo della Bce, di cui fa parte da quando la Lettonia è entrata nell’area euro nel 2014.

Nella sentenza pubblicata oggi, 26 febbraio 2019, la Corte di giustizia Ue afferma che le autorità lettoni «non hanno fornito le prove delle gravi mancanze addebitate» allo stesso Rimsevics.

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Contro la decisione di sospenderlo dalla carica erano stati presentati due ricorsi alla Corte di giustizia del Lussemburgo da parte dello stesso Rimsevics e da parte della Banca centrale europea . Ora la Corte ha accolto i ricorsi e la decisione del tribunale europeo non può essere impugnata.

Rimsevics ha sempre negato ogni accusa e ha incolpato un gruppo di banche di aver montato il caso come ritorsione per le sue decisioni prese alla guida della Banca centrale del paese. La Bce, dal canto suo, aveva accusato la Lettonia di «ignorare completamente» l'indipendenza costituzionale di Rimsevic e di aver applicato la «misura più restrittiva», che ha avuto l'effetto di sospendere il governatore da tutti i suoi incarichi.

L'arresto e la sospensione di Rimsevics avevano coinciso con uno dei momenti più difficili per il sistema finanziario lettone. Pochi giorni prima che il suo caso deflagrasse, il Tesoro degli Stati Uniti aveva accusato la Ablv Bank, terzo istituto di credito del paese, di riciclaggio di denaro legato al finanziamento del programma nucleare nordcoreano e aveva proposto il bando della banca dal sistema finanziario americano, provocandone la liquidazione.

Rimsevics aveva accusato Ablv per i suoi problemi legali, mentre Ablv aveva incolpato Rimsevics per la decisione del Tesoro degli Stati Uniti.

Economista e governatore della Latvijas Banka dal 2001 dopo esserne stato per anni il numero due, Rimsevics è stato protagonista della prima causa del genere mai trattata dalla Corte di giustizia Ue.

Con la sua sentenza, la Corte dichiara anzitutto che un divieto, anche provvisorio, imposto a un governatore di una banca centrale nazionale di esercitare le sue funzioni costituisce un sollevamento dall'incarico ai sensi dello statuto del Sistema europeo delle banche centrali (Sebc) e della Bce. E che spetta alla Corte esaminare la legittimità delle decisioni delle autorità locali.

Nella sentenza, la Corte precisa che non le spetta sostituirsi ai giudici competenti a pronunciarsi sulla responsabilità penale del governatore accusato, e neanche interferire con le indagini preliminari avviate nei confronti di quest'ultimo da parte delle autorità amministrative o giudiziarie competenti. Spetta, invece, alla Corte accertare che il sollevamento dall'incarico di un governatore di una banca centrale nazionale sia adottato solo se sussistono indizi sufficienti del fatto che quest'ultimo ha commesso gravi mancanze tali da giustificare una misura del genere.

Rimsevics ha fatto valere dinanzi alla Corte di non aver commesso alcuna delle mancanze che gli sono addebitate e ha affermato (come ha fatto anche la Bce) che la Lettonia non ha fornito alcuna prova di queste mancanze. La Corte gli ha dato ragione, sancendo un primo importante principio.

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