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La cosmetica abbassa le stime: «Ricavi a 12,1 miliardi di euro»

Il bilancio del 2022 sarà positivo ma la crescita rallenta dal 6,5 al 2,3%. Effetto rincari sui margini: +18% per materie prime cosmetiche e packaging

di Marika Gervasio

(Anastasiia - stock.adobe.com)

3' di lettura

Ha affrontato la pandemia mostrando una forte capacità di innovazione e flessibilità nel rispondere ai cambiamenti del mercato imposti dalla situazione. Ma le sfide per l'industria cosmetica italiana non sono finite e sulla tanto attesa ripresa pesano le incertezze legate alla crisi della supply chain e l’incognita mondiale della guerra Russia-Ucraina tanto che l’associazione di categoria Cosmetica Italia ha dovuto rivedere al ribasso le previsioni di crescita per quest’anno e il prossimo portandole rispettivamente a un +2,3% - a quota 12,1 miliardi di euro che segna comunque il ritorno ai livelli pre-crisi -, e +3,3% rispetto a quelle fatte a gennaio che vedevano aumenti ben più elevati del 6,5% per il 2022 e del 6,6% per il 2023.

Bene anche l’export che l’anno scorso è cresciuto del 13,8% superando i 4,8 miliardi di euro con un impatto positivo l’impatto sulla bilancia commerciale che ha toccato i livelli pre-Covid con un valore di quasi 2,75 miliardi: per quanto concerne i mercati esteri, le stime proiettano un +3% a fine 2022 e un incremento del 4,5% nel 2023.

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«Mai come in questo momento le trasformazioni socio-economiche che caratterizzano non solo il nostro Paese ma l’intera comunità mondiale, condizionano le valutazioni per comprendere le dinamiche a cavallo tra il 2021 e il 2022 e le prospettive e difficoltà nel medio-lungo periodo – commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, nella presentazione del 54° Rapporto Annuale del settore -. Infatti, oltre ai negativi effetti del prolungamento del confitto Russia-Ucraina, le forti tensioni sulle materie prime, sulla difficoltà di approvvigionamento e sui relativi rincari, unitamente alla pressione sempre più elevata dei costi energetici, hanno avuto un impatto evidente su tutta l’industria manifatturiera e il comparto cosmetico non resta indifferente».

L’impatto dell’aumento dei costi sulle imprese produttrici è notevole: si parla di un +18% per materie prime cosmetiche e packaging; mentre è di poco più di 11 punti percentuali il rincaro derivante dalla trasformazione e produzione di cosmetici. Le imprese con orientamento commerciale-distributivo, invece, subiscono maggiormente l'aumento dei costi di logistica, vicino al 10%. Trasversale e molto pesante, infine, il sovraccosto energetico, superiore al 35%.

«Se la precedente elaborazione del Rapporto Annuale ha raccontato gli effetti negativi della pandemia da Covid-19 – continua Ancorotti -, il documento di quest’anno evidenzia la pronta crescita sia della industria che del mercato cosmetico con andamenti congiunturalmente in ripresa, se non addirittura in recupero, rispetto ai profondi mutamenti avvenuti nel 2020. I valori del 2021, nonostante le tensioni che si sono iniziate a registrare a fine anno, e che condizionano sicuramente i trend del 2022, confermano la salute di un comparto che ha ribadito la sua capacità non solo di resilienza alla crisi economica, ma soprattutto di reattività e di adeguamento alle nuove prospettive di acquisto da parte dei consumatori sia italiani che esteri. Non va negato, però, che le incertezze individuate impongono molta cautela nella definizione delle prospettive future. Pure nell’incertezza dello scenario di riferimento e nonostante i profondi cambiamenti che hanno condizionato le abitudini di acquisto, le industrie cosmetiche hanno posto in essere una serie di correttivi e di iniziative che da un lato consentono di intercettare le nuove tendenze di consumo e dall’altro fanno fronte alle difficoltà congiunturali a conferma del valore di un comparto che continua a investire in innovazione».

Quella del beauty è una filiera produttiva che nel 2021 ha raggiunto un valore di quasi 17 miliardi di euro, il 9,6% in più rispetto al 2020 (-0,3% rispetto ai livelli pre-crisi), tra industria cosmetica (11,8 miliardi nel 2021, in aumento del 9,9% rispetto al 2020 e in calo del 2,2% sul 2019), materie prime (1 miliardo, in crescita rispettivamente del 16,7% e del 5%), macchinari (366 milioni, +5% e + 17%) e imballaggi (3,8 miliardi, +7,1% e +3%).

A sostenere l’ottimismo del settore arrivano anche i dati sul fronte dei consumi: il valore ha superato i 10,6 miliardi nel 2021 (+8,8%) e per la fine di quest’anno è prevista un'ulteriore crescita del 3,3% che porterà il mercato ai livelli del 2019. Un trend che proseguirà anche nel 2023 con un +3,2%. Grande protagonista delle vendite di prodotti di bellezza si conferma l’e-commerce che si conferma quarto canale di acquisto anche nel 2021 con un valore di 871 milioni di euro in salita del 23,2%. Lo precedono la grande distribuzione, prima in assoluto con 4,5 miliardi (+2,7%), la profumeria che recupera il suo secondo posto (1,87 miliardi, +21,3%) e farmacia (1,86 miliardi, +3,1%). Tra i prodotti più acquistati in maniera trasversale spiccano quelli green e bio con una quota del 25% del totale mercato cosmetico per un valore che l'anno scorso ha toccato i 2,7 miliardi (+12,6%).

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