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La cosmetica è pronta a ripartire dopo l’emergenza Covid

All’Assemblea pubblica di Cosmetica Italia il presidente dell’associazione degli imprenditori Renato Ancorotti ha sottolineato la resilienza del settore e la sua capacità di reazione

di Marika Gervasio

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All’Assemblea pubblica di Cosmetica Italia il presidente dell’associazione degli imprenditori Renato Ancorotti ha sottolineato la resilienza del settore e la sua capacità di reazione


2' di lettura

«Ci aspetta un autunno impegnativo: dobbiamo ripartire»: così Renato Ancorotti ha aperto l’Assemblea pubblica di Cosmetica Italia, l’associazione che rappresenta le aziende del beauty made in Italy, che si è riunita con un obiettivo: fare il punto della situazione e, soprattutto, valutare quali sono le strade da percorrere proprio per la ripartenza dopo l’emergenza Covid che ha messo in ginocchio le economie mondiali.

Il settore cosmetico italiano, che aveva archiviato un 2019 con un fatturato di 12 miliardi di euro, infatti, chiuderà quest’anno con una flessione dell’11,6% a 10,5 miliardi. «Le difficoltà da affrontare sono state numerose - ha continuato il presidente - dalla chiusura dei negozi alla difficoltà di reperire le materie prime fino alle tensioni sui mercati esteri e al cambiamento delle abitudini di acquisto, ma siamo pronti a combattere per risalire la china dopo gli ultimi mesi. Queste stime, fortunatamente ben più contenute rispetto a quanto ci saremmo aspettati solo pochi mesi fa, testimoniano la decisiva capacità di reazione del nostro settore che, in un contesto di crisi, dà prova di solidità, capacità imprenditoriale e resilienza».

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L’industria della bellezza è dunque pronta ad affrontare le sfide del futuro, come digitalizzazione e e-commerce, ma senza dimenticare l'importanza delle fiere fisiche che restano di fondamentale importanza, come ha commentato il presidente di BolognaFiere Cosmoprof Gianpiero Calzolari, pur riconoscendo l’importanza, soprattutto in questo momento, di quelle digitali, come il WeCosmoprof.

Certo, alcuni dei segnali di cambiamento che si sono accentuati durante l’emergenza sanitaria si erano già fatti sentire, come l’e-commerce, ha precisato Laura Burdese, presidente di Acqua di Parma. E comunque l’impennata delle vendite online non è riuscita a compensare le perdite dovute alla chiusura dei negozi fisici, ha detto Cristina Casa di Kiko Milano. «Il Covid ha preso tutti alla sprovvista - ha aggiunto Renato Semerari, ceo del più grande terzista di cosmesi italiano, Intercos Group -: abbiamo dovuto chiudere le fabbriche che abbiamo nei Paesi che mano a mano venivano colpiti, a partire dalla Cina e a questo si aggiunge il calo degli ordini dovuti alla flessione dei consumi finali. Ma sono ottimista e confido nel desiderio delle persone di riprendere la vita “normale” e, perché no, di ricominciare a truccarsi da parte delle donne».

Barbara Beltrame, vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria ha ricordato che il comparto della cosmetica rappresenta un’eccellenza del made in Italy: il 55% della produzione mondiale di make up è fatto in Italia. «Un primato che ci rende particolarmente orgogliosi.In questo momento di crisi dovuto al Covid-19 Confindustria ha sostenuto diverse misure per supportare le imprese colpite dalla diminuzione dell’export, tra cui l’intervento di finanza agevolata di Simest, con una componente a fondo perduto, che consente di finanziare le spese per realizzare show room e negozi all'estero, progetti di e-commerce, partecipazione a fiere internazionali e molto altro. Penso che per il settore della cosmetica sia una buona opportunità e stiamo lavorando perché tale fondo venga rifinanziato per consentire ad un numero più ampio di imprese di poterne beneficiare».

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