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La cosmetica naturale e green vale 2,6 miliardi

Un trend destinato a crescere sempre più secondo Cosmetica Italia. Oltre il 40% degli acquisti viene effettuato nella grande distribuzione, seguono farmacie e parafarmacie

di Marika Gervasio

2' di lettura

Un quarto dei consumi cosmetici del nostro Paese è generato da prodotti naturali e sostenibili. Un segmento molto interessante e promettente che, visto il crescente interesse dimostrato dai consumatori, spinge numerose aziende a muoversi in questa direzione proponendo al mercato formulazioni bio o prodotte con un basso impatto ambientale.

Secondo un’indagine di Cosmetica Italia, l’associazione di categoria, infatti, l’anno scorso la spesa per questo tipo di prodotti ha registrato un valore superiore ai 2,6 miliardi di euro, in aumento del 12,6% rispetto al 2019 con un fatturato di oltre 1,8 miliardi di euro, il 16% del fatturato totale dell’industria cosmetica nazionale, e in crescita dell’11,7% rispetto al 2019.

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Più del 40% degli acquisti viene effettuato nella grande distribuzione; seguono le farmacie e parafarmacie (14,8%) e le erboristerie (14,2%). Tra i prodotti più richiesti, invece, spiccano quelli per viso e corpo (41,1%), per l’igiene personale (14,9%), make-up e prodotti per le mani (10,8%).

«La domanda di prodotti a connotazione naturale e sostenibile è un trend in costante crescita nel mondo della cosmesi, così come in quello del food e in altri comparti – commenta Gian Andrea Positano, responsabile del Centro studi Cosmetica Italia –. Questa tendenza è diventata una tematica di grande interesse non solo per gli operatori del settore, ma anche per l’opinione pubblica».

Le aziende del settore si stanno muovendo, come dimostra anche il fatto che la richiesta di certificazioni è aumentata: se nel 2019 si registrava la presenza di almeno una certificazione o verifica di conformità nel 34,6 % delle imprese cosmetiche, nel 2021 la percentuale sale al 38,2. Tra le più utilizzate ricordiamo Cosmos (23,4%) e Natrue (19,1%) per il naturale-biologico; Ecoetichetta-Ecolabel (37,3%) e Fsc (31,8%) per la qualità ecologica; certificazione sistema di gestione ambientale (29,6%) per la sostenibilità.

Da Bottega Verde che quest’anno compie 50 anni (si veda articolo sotto) a Davines passando per Biofficina Toscana, La Saponaria, Aboca, Antos solo per citarne alcune, le iniziative delle aziende italiane non mancano. Recentemente L’Erbolario – che è diventata Società Benefit nel 2021 – è entrata a far parte di CO2alizione Italia, iniziativa volta ad aumentare il livello di impegno verso la neutralità climatica. Ha siglato questo impegno all’interno del suo statuto societario in modo che diventi una vera e propria finalità dell’impresa, oltre a quella di generare utili, protetta nel tempo, anche in caso di aumenti di capitale e cambi di management, di passaggi generazionali o di quotazione in borsa.

Ancora, Davines Group è stata nominata B Corp Best for the World 2022 in virtù dell’eccezionale impatto positivo nell’area Ambiente grazie a iniziative come la carbon neutrality raggiunta in tutti gli uffici del mondo, l’aumento della percentuale di materiali riciclati o provenienti da fonti alternative a quelle fossili nel portfolio dei packaging e l’utilizzo maggioritario, nelle proprie formule, di ingredienti altamente biodegradabili: in 5 anni ha aumentato dell’11,5% la biodegradabilità delle formule.

All’ultimo Sana di Bologna - Salone internazionale del biologico e del naturale l’azienda piemontese Antos ha presentato una base detergente in polvere che si trasforma in uno shampoo, in un detergente corpo o in un detergente viso, che consentirà di risparmiare packaging (come i flaconi, ma non solo) in tutta la filiera di produzione.

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