tradizione e ricerca

La cosmetica rilancia in Abruzzo la filiera dello zafferano

Iniziative della Tindora Cosmetics e dell’artigiano aquilano Gianluca Nappo

di Enza Moscaritolo

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Gianluca Nappo. L'artigiano aquilano colora con le sfumature gialle dello zafferano papillon, sciarpe, borse, foulard e altri accessori personalizzati: «La colorazione è totalmente naturale», spiega.

Iniziative della Tindora Cosmetics e dell’artigiano aquilano Gianluca Nappo


3' di lettura

«Utilizzare lo zafferano in cosmetica, creando un prodotto d’eccellenza per valorizzare il territorio aquilano». Spiega così gli obiettivi di Tindora Cosmetics Fiorella Bafile, General Manager dell’azienda di cosmesi biotecnologica d’alta gamma abruzzese, nata nel 2018, prima azienda – e al momento unica – ad aver avuto l’intuizione di sfruttare le insospettate quanto elevate prestazioni in ambito cosmetologico dello Zafferano dell’Aquila DOP, riconoscimento arrivato nel 2005.

Rivitalizzanti, antiossidanti e antinfiammatorie sono le proprietà ricavate dall’estratto degli stimmi di questa pianta, dai caratteristici fiori viola, ideali per la pelle del viso che soprattutto in questo periodo potrebbe risentire anche dello stress da dispositivi di protezione: «Il nostro territorio ha patito tanto – prosegue Bafile, con un passato nel settore della cosmesi – ma non ce la siamo sentiti di lasciarlo perché è talmente bello e sono tante le ricchezze che può offrire che abbiamo il dovere di custodirle e proteggerle».

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Tindora ha messo a punto, grazie al suo team di esperti cosmetologi, un’intera linea di prodotti intitolata all’oro rosso, come è conosciuto lo zafferano, che ha il costo di 30 euro al grammo: per le sua qualità non ha eguali al mondo, ma è bellissimo e fragile allo stesso tempo, sia perché oggi è coltivato da agricoltori anziani ed è ancora limitato il ricambio generazionale, sia perché è necessaria una rotazione dei terreni (in un territorio con un’altitudine compresa tra i 350 e i 1000 metri s.l.m), cambiando di anno in anno gli appezzamenti dove metterlo a dimora, secondo una rotazione che prevede anche sei o sette anni di intervallo.

«Navelli, con il suo celebre altopiano, è diventato il centro simbolo di questa produzione che nel 2019 ha raggiunto quota 25 chilogrammi, recuperando il minimo storico nel 2016 di appena 13 chilogrammi» aggiunge Massimiliano D’Innocenzo, da 4 anni alla guida del Consorzio di Tutela dello Zafferano dell’Aquila DOP: quest’ultimo, insieme alla Coop. “Altopiano di Navelli”, si è fatto promotore della Banca dello Zafferano, iniziativa lanciata anche quest’anno per contrastare il calo di produzione e incoraggiare i più giovani a diventare coltivatori di zafferano.

Tindora Cosmetics è partner del progetto, sostenendo l’acquisto dei bulbi che verranno poi dati in prestito d’onore ai giovani che vorranno provare a coltivare lo zafferano, ottenendo in cambio dalla Coop. “Altopiano di Navelli”, con un accordo in esclusiva per l’ambito cosmetico, la fornitura di zafferano necessaria per la produzione. Dunque, un esempio di collaborazione a favore del territorio e della tutela di un prodotto e di una tradizione che non può andare perduta.

Che lo zafferano non fosse usato solo in cucina lo sappiamo sin dal Medioevo, quando questa spezia era pregiata merce di scambio ma anche tinta per i tessuti e per le lane: si è ispirato a questa tradizione anche il giovane artigiano aquilano Gianluca Nappo che colora con le classiche sfumature gialle dello zafferano papillon, sciarpe, borse, foulard e altri accessori personalizzati e resi così più preziosi: «La colorazione è totalmente naturale – spiega Nappo, che nello scorso gennaio ha vinto l’Oscar Green della Coldiretti Giovani Impresa per la categoria Fare Rete – e non uso additivi chimici. In questo progetto unisco la mia passione per la moda e per la tradizione abruzzese, noi imprenditori in questo periodo abbiamo bisogno di aiutarci a vicenda più che mai».

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