COVID-19

La Costa Favolosa a Taranto il 24 aprile, equipaggio in quarantena

La nave da crociera attraccherà alla testata del molo polisettoriale, parte più esterna del porto

di Domenico Palmiotti

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(Ansa)

La nave da crociera attraccherà alla testata del molo polisettoriale, parte più esterna del porto


3' di lettura


«La Costa Favolosa attraccherà il 24 aprile alla testata del molo polisettoriale, che dell’intera banchina è la parte più esterna». Lo dichiara il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, porto di Taranto, Sergio Prete, ribadendo che lo stesso molo polisettoriale è una delle infrastrutture più lontane, e più rivolte al mare aperto, dell’intero porto di Taranto. «Si è già svolta una videoconferenza con i vari soggetti interessati - spiega Prete - e in queste ore la sanità marittima del porto di Taranto si sta raccordando sia con la sanità marittima nazionale, che con l’Asl di Taranto, per tutte le misure da adottare relativamente ai controlli sull’equipaggio che consta di 674 unità».

La nave, aggiunge Prete, « arriverà presumibilmente intorno alle 8». La Costa Favolosa, che si è mossa dalle Canarie per lo Ionio, effettuerà a Taranto un periodo di quarantena, la cui durata per il momento non è ancora stimata. «Nessuno scenderà in città, nessuno andrà negli ospedali di Taranto, la nave rimarrà chiusa nel porto, in un’area anche lontana, e il personale in buone condizioni di salute, attraverso navette della compagnia, raggiungerà gli aeroporti di Bari e Brindisi per rientrare a casa» ha puntualizzato il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

«La Costa Favolosa rimarrà al molo polisettoriale sino al 4 maggio - aggiunge il presidente Prete - perché quella è la data sino alla quale il concessionario della banchina, il gruppo turco Yilport, ha dato la sua disponibilità. Dopodiché - aggiunge Prete - bisognerà eventualmente pensare ad una collocazione alternativa della Costa Favolosa. Per ora, l’attracco al molo polisettoriale è sino al 4 maggio perché subito dopo Yilport riprenderà le attività di ripristino e di rifunzionalizzazione delle gru, attività che per effetto del coronavirus ha dovuto sospendere pur avendole già appaltate ad una impresa esterna».

Yilport, aggiunge Prete, « ha infatti necessità, non appena sarà possibile, di riavviare l'operatitività del molo polisettoriale dai primi 700 metri della banchina che cominciano proprio dalla testata. Ecco perché deve rimettere mano al lavoro sulle gru». Prete aggiunge che Yilport è l’unico soggetto operativo sul molo polisettoriale, mentre da tempo non sta più scaricando i minerali ArcelorMittal. Quest’ultima ha interrotto l’attività da quando la banchina è stata formalmente consegnata a Yilport dall’Authority. Pur avendo moli propri per lo scarico delle materie prime necessarie alla produzione dell’acciaio, ArcelorMittal, nei mesi scorsi, ha dovuto utilizzare il molo polisettoriale a Taranto e Costa Morena a Brindisi perché una sua banchina - il quarto sporgente - a luglio scorso, a causa di un incidente mortale sul lavoro (un gruista colpito da un tromba d’aria), è stata sequestrata dalla Procura di Taranto.

Disdette in arrivo
Circa l’impatto del coronavirus sulle altre attività del porto di Taranto, il presidente Prete annuncia che «purtroppo stanno arrivando anche altre disdette da parte delle compagnie che avevano programmato approdi a Taranto con le loro navi da crociera. Tra queste, la Marella che attendevamo a maggio. Sarebbe stato il primo arrivo della stagione 2020». Per le crociere, prima che scoppiasse la pandemia, l’Authority aveva stimato un 2020 e un 2021 al rialzo sui dati del 2019, sia come navi in arrivo che come passeggeri in transito, scenario che adesso si è profondamente modificato come ovunque.

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