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La creatività del design, fra metaverso e family business

Un orologio a cucù Nft oppure una collezione di gatti giganti da abbracciare o su cui sedersi. Sono le creazioni ibride e integrate di Atelier Biagetti che guardano al futuro.

di Cristina D'Antonio

Nella foto, Alberto Biagetti e Laura Baldassari, fondatori di ATELIER BIAGETTI, con la figlia Altea nell'ex fabbrica di biciclette in zona Navigli, a Milano, dove vivono e lavorano. Da sinistra, le lampade da terra Palm Beach e South Beach e la chaise-longue Principessa (edizione firmata e numerata, disponibile in 2 dimensioni e 6 colori naturali, adatta all'indoor e all'outdoor). ©Alessandro Saletta - DSL Studio. Courtesy of Atelier Biagetti.

5' di lettura

Per avere accesso al metaverso ci volevano un gatto e una bambina. Per giocare con il sottosopra, due adulti dalla mente permeabile. Alla fine si è materializzato un orologio a cucù che miagola: lo fa in questo mondo, attaccato concretamente alla parete, ma anche in quell'altro, nello spazio etereo dei Non Fungible Token. Questo è il futuro come lo intercetta Atelier Biagetti: ibrido, multicanale, integrato. Questo è l'alter ego del design nel metaverso: uno tra quelli possibili, ancora tutti da inventare. Altri settori, l'arte in primis, moltissimo la moda, e poi lo sport, e l'automotive, ma anche la musica, stanno cercando di capire come esistere nella realtà tridimensionale. Ogni giorno c'è un annuncio. L'NFT di CryptoPunk #2924 è stato appena scambiato per 3.300 ETH, l'equivalente di 4,5 milioni di dollari. Lamborghini usa i token come accesso ai segreti della prossima supercar. DC Comics ha regalato crypto-copie dei suoi supereroi in fase di registrazione a un evento. Il club dei possessori di Bored Ape si è riunito a Singapore: cinque giorni per stringere alleanze nel Web3, e Steve Aoki, forse il maggiore produttore musicale al mondo, era fra loro. Che cos'altro potremmo fare da crypto-viventi? Tutto.

Ora: il metaverso è, per iniziare, un'invenzione letteraria. Il ter mine appare in Snow Crash, romanzo di Neal Stephenson, del 1992. Stephenson aveva immaginato un mondo digitale inclusivo di ogni faccenda dell'esistenza umana, con interazioni possibili dal reale al virtuale, e viceversa. Lo ha fatto in modo talmente convincente che Jeff Bezos lo ha ingaggiato come visionario. Trent'anni dopo, Metaverso è sulla copertina del libro meglio informato sull'argomento. Lo ha scritto Matthew Ball (in Italia con Garzanti da fi ne settembre) ed è alla portata di chiunque sia minimamente interessato al futuro. Perché il metaverso non sarà fatto solo di visori per la realtà virtuale o aumentata, ma anche di smartwatch, di smartphone, di device installati sugli autobus, nei supermercati, negli uffici.

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Ma per tornare al gatto e alla bambina: il gatto è una femmina, razza Scottish fold, e si chiama Birba. Non sta lì per caso: ha anche un account social dedicato. La bambina è Altea e ha nove anni. I due adulti sono Alberto Biagetti e Laura Baldassari. Vivono e lavorano a Milano, in un'ex fabbrica di biciclette di inizio Novecento appena dietro ai Navigli. Dalla porta di ingresso si accede al loft di Atelier Biagetti: a loro piace defi nirlo un family business, «una versione allargata dell'affare di famiglia, più che uno studio di design». In effetti, qui si incrociano più attitudini: Alberto è architetto e designer, Laura è artista e cantante lirica, Altea una giocatrice esperta di Toca Boca. Per i Boomer assomiglia a un'infinita casa delle bambole che puoi arredare e popolare di persona‑gi e di storie che generano altri personaggi e storie. Per la generazione Mover è l'unico modo possibile di stare al mondo: immersivo e coinvolgente nell'aspetto uditivo, visivo e tattile. Un po' quello che sarà il metaverso quando entrerà a regime.

Un dettaglio di Micia, uno dei gatti-scultura firmati ATELIER BIAGETTI, disponibili in 6 colori. ©Alessandro Saletta - DSL Studio. Courtesy of Atelier Biagetti.

Quando torna da scuola, Altea si mette sotto: prende la sua cassetta degli attrezzi e immagina. Nei mesi in cui erano vietati i contatti con l'esterno, l'atelier era abitato da un dinosauro in scala quasi reale, costruito con le cassette per la consegna di frutta e verdura, quelle in cartone: in sostanza, l'interpretazione biagettesca della Legosofi a. Quando sono riprese le attività, l'Iguanodonte è stato smontato per fare spazio alla collezione della nuova Design Week. Stanca di vedere i genitori progettare sedie, Altea ha proposto: perché invece non ci mettiamo cavalcioni ai gatti? Ha anche fatto un disegno. E la sua pensata è diventata uno degli eventi del Fuorisalone. La serie si chiama Pet Therapy, come la zooterapia, la cura dei malanni e delle tristezze attraverso la relazione con un animale. Propone una visione fantastica dell'esistenza, di quelle in cui accomodarsi in cerca di serenità. È composta di palme che sprigionano luce propria dalle noci di cocco e di grandi palle colorate che ricordano la spiaggia romagnola, proposte però come sedute. Infine ci sono i felini: da usare come appoggio, ma anche da venerare per la loro bellezza, o persino da abbracciare. Sono in quattro versioni, di diversa grandezza – la maggiore misura quattro metri e mezzo, la minore 40 centimetri– e due finiture, una liscia e una ruvida. Non si tratta di stampi, ma di vere sculture: lo scalpellino è un robot che, con un braccio, scava in un parallelepipedo di materiale riciclato certificato solvent-free polyurethane paint. La forma finale viene poi ricoperta da una corazza di poliuretano, che la rende inscalfibile. L'effetto finale, colorato e favolistico, sembra uscito da un parallelo del metaverso: potrebbe essere il salotto in cui ritrovarsi tra collezioni di The NFT Magazine, rivista nata in formato Non Fungible Token un anno fa. Chi ne possiede una copia entra in una whitelist, chi è in lista saprà di eventi, come collaborazioni e vendite, preclusi agli altri. I primi 11 numeri sono andati esauriti: l'ultimo, con una copertina di Vexx, è ora disponibile.

Tra i gatti di Atelier Biagetti in partenza – la serie è su ordinazione – uno andrà a Mykonos: starà a bordo piscina, nel giardino di una villa. «Abbiamo scelto di chiamare la collezione Pet Therapy perché ne riassume il senso», riprende Laura Baldassari. C'entra, ovviamente, il bisogno di una nuova zona di comfort. Ma non solo. «Chi ha un gatto sa bene come passa le giornate. “Da pigro” è l'annotazione più scontata. In realtà il valore terapeutico della convivenza sta nell'apprendere un secondo modo di trascorrere le ore: il gatto valuta il tempo in modo diverso dall'umano».

La seduta wellness gonfiabile Bagni Misteriosi, rivestita in materiale sintetico, è adatta ad ambienti interni ed esterni ed è disponibile in diverse colorazioni. ©Alessandro Saletta - DSL Studio. Courtesy of Atelier Biagetti.

Quasi si sentisse chiamato in causa, l'orologio a cucù fa sentire la sua voce: miao, scandisce. In questa versione, l'uccellino ha infatti ceduto il passo al suo predatore. L'orologio è il primo oggetto della serie ad avere un suo doppio nel metaverso: per il proprio debutto nella rete delle alternative, Biagetti e Baldassari hanno scelto un elemento in via di estinzione. «Perché appartiene alla memoria collettiva: nessuno si porta più un cucù a casa, ma tutti, vedendone uno, sanno dire che cos'è», dice Biagetti. Il metaverso è la tecnologia del futuro, l'orologio a cucù è la tecnologia del passato: «C'è da diventare pazzi al pensiero dei meccanismi che lo regolano, del movimento che fa uscire allo scoperto un uccellino per segnare le ore: o‑gi, domani, all'infinito». Come si fa a non amarlo, è la domanda. Soprattutto perché «è una metafora della complessità della specie umana: siamo bravissimi a creare oggetti apparentemente inutili». L'avverbio è la chiave, perché un orologio, per quanto prossimo all'estinzione (dove sono finiti quelli stradali?) indica l'unico valore che conta. Il tempo limitato che abbiamo a disposizione dalla nascita. Il cucù di Atelier Biagetti ha una natura ibrida: la sua versione digitale dialoga e interagisce con quella analogica, prendendo e restituendo informazioni in tempo reale. Il fuso orario, il meteo, una data speciale: le personalizzazioni sono in potenza infinite.

Un altro pezzo della collezione Pet Therapy: Cuckoo Clock, l'orologio a cucù è il primo oggetto della serie ad avere un suo doppio nel metaverso. Restituisce in tempo reale l'ora e le condizioni meteorologiche del luogo in cui si trova grazie a un Monitor 32”. L'opera è in edizione limitata con certificazione NFT in collaborazione con Vitruvio Virtual Reality. ©Alessandro Saletta - DSL Studio. Courtesy of Atelier Biagetti.

Andiamo a vederlo: è grande quanto una piccola finestra, è chiuso da due persiane verdi con intagliato un cuore, al centro. Un peep hole, uno spioncino «per osservare non visti che cosa c'è dall'altra parte», suggerisce Baldassari. Può essere uno specchio, e allora il gioco di riflessi parla di identità e interiorità. Può essere uno schermo, e aprire lo sguardo su «un metaverso che è anche multiverso, un insieme di universi coesistenti», continua Biagetti. Oggi il cucù mostra un cielo con poche nubi, un gatto al sole e la promessa che andrà tutto bene. Ma forse è lo stesso metaverso che si affaccia al balcone delle nostre vite, e ci osserva. «Se dovessi spiegare quanto mi sono sbagliato nell'immaginare il presente, potrei parlare per un'intera giornata», considerava Neal Stephenson in un'intervista al New York Times nel 2011. Romanzo verso realtà: vedremo che cosa avranno da dire i gatti quando entreranno, anche loro, nei multipli del grande M.

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