ISTAT

La crisi agostana affonda la fiducia di consumatori e imprese

di Luca Orlando

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3' di lettura

In calo le imprese, in calo i consumatori. Il primo dato Istat rilevato a ridosso della crisi agostana (rilevazioni effettuate nella prima metà del mese, almeno in parte dopo lo stop di Salvini al Governo Conte) segnala umori non certo positivi. E nella misura in cui il clima politico può avere influenzato le risposte, il risponso degli italiani di fronte alla fase di incertezza politica innescata dalla decisione della Lega di porre fine all’esperienza di Governo non pare favorevole.

L’Istat ad agosto stima una flessione dell'indice del clima di fiducia dei consumatori da 113,3 a 111,9 e anche per l'indice composito del clima di fiducia delle imprese si registra un calo (da 101,2 a 98,9): per trovare un livello più basso bisogna tornare ad aprile.
La frenata dei consumatori è generalizzata ma presenta intensità diverse tra le sue componenti: la componente economica e quella futura registrano le flessioni più marcate passando, rispettivamente, da 129,6 a 127,8 e da 117,4 a 115,4.

Si rileva un calo più contenuto per il clima personale (da 108,0 a 107,0) e per quello corrente (da 111,1 a 110,0).

Con riferimento alle imprese, l'indice di fiducia diminuisce in tutti i comparti con l'unica eccezione rappresentata dal commercio al dettaglio dove rimane sostanzialmente stabile (da 110,0 a 109,9).

In particolare, il settore delle costruzioni e quello dei servizi subiscono il calo più marcato (rispettivamente, da 142,8 a 140,4 e da 100,0 a 97,4) mentre il deterioramento è più contenuto nella manifattura (da 100,1 a 99,7). PEr le imprese della manifattura, ad ogni modo, un dato più basso si trova solo tornando a dicembre del 2014.
Per quanto riguarda le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nell'industria manifatturiera si rileva un peggioramento delle attese di produzione e dei giudizi sulle scorte; invece, i giudizi sugli ordini sono in lieve miglioramento. Nelle costruzioni la dinamica negativa dell'indice è essenzialmente dovuta al marcato peggioramento dei giudizi sugli ordini; le attese sull'occupazione rimangono sostanzialmente stabili.

Nel comparto dei servizi si segnala il deterioramento di tutte le variabili che compongono l'indice di fiducia. Nel commercio al dettaglio il recupero dei giudizi sulle vendite e sulle scorte si unisce ad un deciso calo delle attese sulle vendite future. Si evidenzia che tali dinamiche sono diffuse solo alla grande distribuzione, dove l'indice di fiducia registra un aumento, mentre decisamente peggiore risulta il quadro relativo alla distribuzione tradizionale.


Nel proprio commento ai dati, Istat rilevca come ad agosto il clima di opinione segni una flessione che segue il forte incremento rilevato a luglio. I livelli degli indici di fiducia destagionalizzati tornano in linea con quelli medi rilevati da inizio anno sia per le imprese sia per i consumatori. Per quanto riguarda le imprese, si conferma un quadro di elevata incertezza; in particolare, i livelli di fiducia nella manifattura e nei servizi di mercato sono i più bassi da inizio anno. Con riferimento ai consumatori - conclude l’Istat - l'indice di fiducia torna a diminuire, mantenendosi leggermente al di sopra del livello registrato a maggio 2019.

Per avere un’idea dell’impatto completo della nuova situazione politica occorrerà adf ogni modo attendere altre rilevazioni: anche quelle di settembre, che verranno avviate tra pochi giorni, potrebbero effettuarsi alemno in parte in presenza di un quadro politico ancora in evoluzione.

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