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La crisi del greggio in Italia: i numeri della crescita dove si usano le risorse

di Jacopo Giliberto


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Il centro Eni di Viggiano (Ansa)

2' di lettura

I ministeri Sviluppo economico e Ambiente e la Regione Emilia-Romagna stanno concordando con l’Eni un piano per smantellare una decina di piattaforme in Adriatico: dopo decenni di lavoro alcuni giacimenti di metano ormai sono quasi vuoti e quegli impianti in mezzo al mare vanno smontati senza arrecare alcun danno all’ambiente. Se possibile, apportando addirittura benefici all’ambiente e al turismo.

Per fare ciò servono soldi. I soldi verranno dalle altre piattaforme esistenti, estraendo di più dagli altri giacimenti ancora gonfi di metano.

Uno studio (promosso da parti non neutrali: Shell e Confindustria Basilicata) dice che i giacimenti lucani di petrolio e metano hanno riempito le casse pubbliche con royalty per 1,8 miliardi. Hanno generato in Basilicata un Pil e un indicatore Bes (benessere equo sostenibile come ambiente, sanità, istruzione, paesaggio, aspettativa di vita) assai più alti rispetto alle regioni vicine; i borghi mantengono un presidio di abitanti; la sanità è migliore.

La Basilicata del petrolio ha più energia rinnovabile degli altri. Mentre il Mezzogiorno antipetrolio soffre quel calo di turismo culturale e di agricoltura di qualità in cui afferma di essere vocato, la Basilicata dei giacimenti vede crescere l’agricoltura di qualità e attrae turisti (+16,5% gli arrivi nel 2015) come altre aree a vocazione petrolifera (Emilia-Romagna, Sicilia). Proprio in val d’Agri, la più petrolizzata, in 10 anni le presenze sono salite del 114% e il numero di alberghi, agriturismi e b&b del 60%.

Studi condotti in Emilia-Romagna danno risultati simili: dove si sfruttano giacimenti ci sono più benessere e meno danni a salute e all’ambiente.

I numeri sono neutrali, sono il termometro attraverso cui interpretare una diagnosi. La Basilicata o l’Emilia-Romagna stanno meglio grazie o nonostante i giacimenti? I problemi sono dovuti ai giacimenti o nonostante i giacimenti?

L’Italia ha molti giacimenti rifiutati e non sfruttati. Gli italiani preferiscono importare metano e greggio, petroliera su petroliera, convinti che il loro territorio sia vocato per il turismo culturale e l’agricoltura di qualità. La Norvegia e l’Olanda invece usano i giacimenti per finanziare politiche ambientali, sociali e perfino l’auto elettrica.

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