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La crisi dei mercati? Per gli operatori il peggio è alle spalle, il 66% vede gli indici stabili o in rialzo

Il dato emerge dal sondaggio di maggio condotto da Assiom Forex tra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor. Scende infatti al 34% la percentuale di quanti si attendono nuovi ribassi di Borsa nel corso dei prossimi mesi

di Corrado Poggi

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il momento peggiore dei mercati finanziari potrebbe essere alle spalle. È quanto emerge dal sondaggio di maggio condotto da Assiom Forex tra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor. Scende infatti dal 38% al 34% complessivo la percentuale di quanti si attendono nuovi ribassi di borsa nel corso dei prossimi mesi, ribassi che solo per l’1% potrebbero essere in doppia cifra. Risale invece dal 26% al 31% la percentuale di quanti si attendono mercati stabili e rimane pressoché invariato il campione di quanti si attendono rialzi. Sono il 35% complessivo (contro il 36% di un mese fa) con un 7 di super ottimisti che vedono la possibilità di rialzi superiori al 10%. «Dopo cinque mesi di Borse in sofferenza – spiega il presidente di Assiom Forex, Massimo Mocio - a maggio gli operatori dei mercati finanziari sembrano mostrare un maggiore ottimismo rispetto alle rilevazioni del mese precedente con la maggior parte a ritenere che entro dicembre 2022 gli indici azionari mondiali possano recuperare posizioni o quanto meno non arretrare rispetto ai livelli attuali. A sostegno di questa tesi, la consapevolezza sempre più diffusa che le vendite di queste settimane siano state causate soprattutto da prese di profitto sui settori ad alte valutazioni e non da importanti revisioni al ribasso degli utili».

Cambi: per 75% operatori euro stabile o in rialzo

Dopo un lungo periodo di indebolimento in rapporto al dollaro, l’euro potrebbe ora tornare a guadagnare posizioni o quantomeno a fermare la discesa verso la parità. Secondo il 75% complessivo degli operatori, infatti, la divisa comune rimarrà stabile o metterà a segno nel corso dei prossimi sei mesi. Nello specifico il 45% degli operatori ritiene che l’eurodollaro rimarrà sui valori attuali (ex 49%) mentre per il 30% l’euro tornerà a guadagnare posizioni che per il 2$ saranno molto consistenti. Sul fronte opposto scende al 25% dal 32% di aprile la percentuale di quanti si attendono nuovi ribassi dell’euro. «La conferma dell’inversione della politica monetaria accomodante delle principali banche centrali e in particolare della Bce – spiega Mocio - ha comportato una modifica del sentiment anche sull’eurodollaro, con il 75% degli intervistati che crede che la moneta unica difficilmente si muoverà ancora verso il basso nei prossimi mesi, mentre cresce in maniera significativa la quota di chi ritiene che possa anche guadagnare sul biglietto verde».

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Spread? Con svolta Bce 50% per operatori stabile sopra 200

Per il mercato dello spread si preannuncia un periodo caldo. Con la decisione della Bce di avviare la normalizzazione della politica monetaria e dare il via a luglio al primo rialzo dei tassi in una decade, il differenziale fra Btp a 10 anni e Bund di analoga durata appare infatti destinato a rimanere sotto pressione con la possibilità di ulteriori rialzi. Secondo il 50% degli operatori, infatti, lo spread rimarrà stabilmente sopra quota 200 punti con un 43% che lo vede fra i 200 e i 250 punti e un ulteriore 7% che prevede un sforamento di quota 250 punti. Sul fronte opposto, il 38% punta su una ridiscesa fra 150 e 200 punti mentre un ulteriore 12% ritiene possibile un ritorno fra i 100 e i 150 punti. «Aumenta in maniera importante la percentuale degli operatori che colloca ormai stabilmente lo spread BtP-Bund tra 200 e 250 punti per i prossimi sei mesi – spiega Mocio - All’interno del più ampio movimento comune di discesa dei prezzi dei bond governativi, e in attesa della stretta monetaria della Bce, la pressione sembra investire in modo più deciso i titoli di Stato di un Paese ad alto debito come l'Italia».

Per 55% operatori economia Ue riuscirà a evitare recessione

L’economia europea dovrebbe riuscire a evitare di cadere in recessione. E’ quanto ritiene il 55% degli operatori di mercato secondo cui nonostante la sensibile frenata registrata dopo il 24 febbraio l’economia europea rimarrà in crescita positiva grazie anche all’approccio graduale alla normalizzazione della politica monetaria annunciato dalla Bce. Secondo il rimanente 45% invece la recessione è probabile a causa dell’impatto di lungo periodo della guerra in Ucraina e delle conseguenti sanzioni occidentali. A questo si aggiungono i nuovi problemi alle catene di approvvigionamento causati dai provvedimenti di lockdown adottati dalle autorità cinesi nell’importantissima zona industriale di Shanghai.

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