i ristori

La crisi pesa su Nord e servizi. Nuovi aiuti verso i 25 miliardi

Dalle Entrate già liquidati 10 miliardi compresi tutti gli indennizzi del decreto di Natale. Pressing delle Regioni in zona arancione. Conte accelera: scostamento già nel prossimo Cdm

Per la ristorazione in fumo 37,7 mld, il 40% del fatturato annuo

3' di lettura

La partita dei ristori si gioca tutta con un occhio al passato e uno al futuro. per quanto riguarda il recente passato l’agenzia delle Entrate ha liquidato quasi 3,3 milioni di bonifici per un totale di 10 miliardi tra fondo perduto, ristori e contributi per i centri storici. E in queste cifre sono già compresi i 221mila bonifici per 628 milioni di euro di sostegni economici automatici previsti dal decreto di Natale.

Guardando, invece, al presente e all’immediato futuro, per la prima volta le misure anti-Covid adottate dal Governo non sono state accompagnate dall’erogazione di nuovi aiuti. Ma nella giornata di sabato 9 gennaio è arrivata la rassicurazione via Facebook del premier Giuseppe Conte che ha annunciato un nuovo scostamento di bilancio nel prossimo Cdm da presentare al Parlamento «così da poter varare un nuovo decreto Ristori per alleviare le difficoltà degli operatori economici». Nuovo deficit inizialmente annunciato per 20 miliardi ma che nelle ultime ore sarebbe stato rivisto al rialzo tra i 25 e 30 miliardi.

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Maggioranza sfilacciata

L’annuncio del premier punta a ricompattare le fila della maggioranza sempre più in fibrillazione sul tema del Recovery plan e a rispondere alle sollecitazioni dei governatori delle Regioni. Ieri infatti si è alzato forte l’allarme dei presidenti di Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Calabria e Sicilia, che lunedì resteranno in zona arancione e chiedono ristori adeguati e immediati per le attività soggette a restrizioni o chiusure. Per i cinque governatori, infatti, la mancanza di un nuovo sostegno rischia di cancellare intere iniziative produttive, commerciali, ricettive, turistiche, gastronomiche, sportive e ricreative.

Con il nuovo decreto in arrivo dopo l’ok delle Camere allo scostamento di bilancio gli indennizzi dovrebbero abbandonare il meccanismo di calcolo basato sul calo di fatturato e corrispettivi del solo mese di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019 per abbracciare, invece, un periodo di riferimento più ampio. Tra le ipotesi, c’è quella di considerare le perdite di un intero semestre. Ma non solo, perché si punta ad abbandonare l’aggancio ai codici Ateco per estendere i ristori a tutte le categorie che hanno subito una forte contrazione delle attività. Con la novità rispetto al (recente) passato di includere finalmente anche i professionisti. E tra le new entry ci saranno anche quelli che fino ad oggi hanno ricevuto ben poco o addirittura nulla magari perché colpiti indirettamente dalle restrizioni anti-Covid. Si pensi, ad esempio, ai fornitori di ristoranti, bar, pasticcerie, pub e alberghi.

Allo stesso tempo, il sistema dovrebbe prevedere una perequazione tra quanto spetterebbe con i nuovi meccanismi di calcolo e quanto già liquidato. Un altra forma di aiuto potrebbe l’ulteriore sospensione delle cartelle o una nuova rottamazione. Non solo. La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha annuncato che con il nuovo decreto Ristori saranno «rifinanziate la cassa integrazione e ulteriori misure per lavoratori e imprese»

Lombardia nella morsa della crisi

Intanto la rielaborazione dei dati diffusi dall’Agenzia guidata da Ernesto Maria Ruffini consentono di leggere come, quanto e dove stia mordendo di più la crisi provocata da pandemia e lockdown. La Lombardia è la prima regione per importi medi (3.747,4 euro) e in valore assoluto (quasi 1,9 miliardi) già pagati dall’Agenzia considerando sia il fondo perduto della scorsa estate che i ristori dell’autunno. Considerando l’ammontare complessivo degli aiuti stanziati, subito dopo si collocano il Veneto (quasi 930 milioni di euro) e l’Emilia Romagna (879,6 milioni).

L’IMPATTO SUL TERRITORIO

La ripartizione del fondo perduto dell'estate 2020 e dei ristori alle attività produttive - Nota: Non sono considerati 682 pagamenti per cui non è disponibile la Regione per un ammontare complessivo di 4,1 milioni di euro - Fonte: elaborazioni su dati agenzia delle Entrate

L’IMPATTO SUL TERRITORIO

Mentre guardando ai settori economici, la lettura riflessa degli indennizzi erogati mostra come stiano pagando un conto elevatissimo le attività maggiormente colpite dalle restrizioni a cominciare da quelle del macrosettore dei servizi di ristorazione a cui sono stati destinati quasi 2,5 miliardi di euro. Ma sono in generale tutti i servizi a soffrire di più. Oltre a commercio all’ingrosso e al dettaglio (con l’esclusione di autoveicoli e motoveicoli), ad accusare il colpo sono le attività ricettive ma anche i servizi collegati allo sport, ai viaggi e al turismo. In sostanza tutti quei settori per cui i governatori delle Regioni «arancioni» chiedono al Governo di intervenire quanto prima.

I SETTORI PIÙ COLPITI
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Intanto c’è ancora un’ultima coda dei ristori (non erogati in automatico) e del fondo perduto per i centri storici (per cui sono stati erogati 87,5 mila con oltre 35mila pagamenti registrati al 22 dicembre): i termini per le domande alle Entrate scadranno rispettivamente il 15 e il 14 gennaio.

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