Coronavirus e scuola

La crisi spinge la didattica online: al via alla piattaforma di e-learning

Pronta la pagina web del ministero con le piattaforme e i contenuti multimediali per le lezioni virtuali che poi diventerà strutturale per la formazione tecnologica dei prof

di Eugenio Bruno

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(AdobeStock)

Pronta la pagina web del ministero con le piattaforme e i contenuti multimediali per le lezioni virtuali che poi diventerà strutturale per la formazione tecnologica dei prof


3' di lettura

Trasformare l’emergenza dovuta al coronavirus in un’opportunità per portare l’innovazione in classe. È l’obiettivo che il ministero dell’Istruzione si è dato per i prossimi giorni, dopo la maxi-chiusura delle scuole fino al 1° marzo che ha coinvolto quasi 4 milioni di studenti e che ha visto decine di scuole ricorrere all’e-learning per accorciare la distanza fisica con gli alunni rimasti forzatamente a casa.

La nuova piattaforma di istruzione a distanza
Il primo atto sarà il lancio di una pagina web per la «didattica a distanza» all’interno della sezione del sito internet www.miur.it dedicata al coronavirus. Una scelta fortemente voluta dalla ministra Lucia Azzolina (M5S) che nasce sin dall’inizio con una “fase uno” dedicata alla condivisione di tecnologie, piattaforme e contenuti multimediali utili alle lezioni online e una “fase due” improntata alla formazione tecnologica dei docenti italiani. Che finora ha lasciato a desiderare.

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Del resto, l’ultimo indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi) della Commissione europea parla chiaro: l’Italia occupa il 24esimo posto nella Ue come posizionamento generale e vede solo il 20% del suo corpo docente in possesso di un corso formativo in materia di alfabetizzazione digitale. Senza dimenticare quel 24% di istituti scolastici ancora a digiuno di una programmazione specifica sul tema.

La fase 1 per l’emergenza
Da Milano a Vo’, da Varese a Codogno, la settimana scorsa le scuole italiane hanno fatto da sé. Sperimentando sul campo che la didattica online poteva essere una risposta di apertura alla “chiusura per virus” e all’isolamento di intere comunità scolastiche che ne è seguito. Si ripartirà da lì. Con la pubblicazione, probabilmente già oggi, di un banner per la “Didattica a distanza” nella pagina sul coronavirus.

All’interno ci saranno strumenti offerti da partner pubblici e privati che già collaborano con il Ministero attraverso i «protocolli in rete» (accordi di scambio a titolo gratuito: il ministero certifica la validità dello strumento, le aziende mettono a disposizione gratuitamente lo strumento in casi particolari come questa emergenza). Innanzitutto ci saranno i link alle piattaforme per la didattica a distanza più diffuse. A cominciare da “Office 365” di Microsoft o “Google Classroom” che già oggi vengono utilizzate.

Altre ancora si uniranno attraverso due call del ministero. Una per l’hardware (chiavette, Pc, tablet) e l’altra per il software. A tutti i potenziali partecipanti sarà chiesto di rispettare le richieste di viale Trastevere sugli standard minimi (a cominciare dal possesso delle certificazioni Agid che garantiscono sul rispetto delle regole in materia di privacy previsti dal Gdpr) e la gratuità del servizio.

Nello stesso ambiente web sarà poi disponibile il collegamento diretto con le realtà scolastiche più avanzate. Indire metterà a disposizione la Rete delle mille avanguardie educative per gemellaggi con le scuole che finora sono rimaste indietro nell’utilizzo delle tecnologie. E anche i propri webinar dove viene spiegato come usare le piattaforme per la didattica a distanza.

Un’ulteriore sezione riguarderà invece i contenuti multimediali immediatamente fruibili. In primis le library messe a disposizione dalla Rai oppure da Treccani, che gli insegnanti potranno decidere se e come utilizzare a sostegno della didattica.

Da viale Trastevere fanno sapere che non ci sarà alcun obbligo nell’utilizzo di questi strumenti. Saranno sempre le scuole a decidere se, quando e come attivarli.

La fase 2 per l’innovazione
Dopo l’emergenza scatterà una fase 2, quella che punta a rilanciare l’innovazione didattica e la formazione. Diffondendo attraverso “gemellaggi” e la community di docenti già esistenti, da un lato, la formazione fra pari e, dall’altro, la formazione a distanza delle scuole in un circolo che il ministero già da adesso si immagina «virtuoso». Sperando che la capacità di reazione dimostrata da alcune scuole nei giorni più duri dell’emergenza si riveli adesso un’onda che anche le altre possano cavalcare.

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