economia e beni culturali

La cultura per lo sviluppo delle città: a Bruxelles durante la Settimana Europea delle Regioni e delle Città

di Roberta Capozucca

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3' di lettura

C'è tempo fino a oggi per iscriversi ai workshop della Settimana Europea delle Regioni e delle Città , l'evento che ogni anno riunisce i funzionari delle amministrazioni locali e regionali per facilitare lo scambio di buone pratiche in materia di sviluppo territoriale. Con oltre 150 attività e 600 speaker coinvolti, quest'iniziativa è ad oggi il più grande evento pubblico del suo genere in Europa.

La manifestazione, che si terrà a Bruxelles dall'11 al 13 ottobre, nasce nel 2003 quando il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha invitato le rappresentanze locali a incontrare i decisori politici per sensibilizzarli sull'importanza delle Regioni e delle Città nella costruzione delle politiche comunitarie. Queste, infatti, sono istituzioni che partecipano alla realizzazione della maggior parte delle politiche europee e sono responsabili di un terzo della spesa pubblica annuali (circa 2.100 miliardi di euro) e di due terzi degli investimenti comunitari (circa 200 miliardi di euro). L'organizzazione di quest'iniziativa è affidata al CdR e alla Direzione Generale Politica Regionale e Urbana ( DG REGIO ), che ogni anno selezionano i partner a cui poi è affidata operativamente l'organizzazione dei workshop e dei seminari nell'ambito dell'attuazione dei fondi strutturali e dei programmi europei. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di regioni e città, imprese, istituzioni finanziarie, associazioni internazionali e organizzazioni accademiche.

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Tra i tanti temi che saranno trattati nel corso dell'edizione 2018, un'intera sessione di lavoro sarà dedicata a come sfruttare al meglio la cultura per guidare lo sviluppo economico e sociale dei territori: dal patrimonio culturale come forma di investimento, a strumento per la coesione sociale. Durante il workshop intitolato «How creative is your city?» sarà anche illustrato il Cultural and Creative Cities Monitor (CCCM), il nuovo documento della Commissione Europea costruito per aiutare i policy makers a sviluppare il potenziale dei territori. Mettendo a confronto 168 città europee, raggruppate per numero di abitanti, il report intende offrire un pool di dati comparabili per sperimentare nuove pratiche e far emergere nuove discussioni sul ruolo della cultura come driver per il benessere socio-economico delle città. Per esempio delle 17 città italiane analizzate, Milano domina sia per la capacità di attrarre pubblico che per le strutture e i servizi ad uso delle attività culturali; nel suo gruppo di riferimento, costituito da 21 città europee con più di 1 milione di abitanti, questa si posiziona al quarto posto. Dal report emergono anche gli ottimi risultati raggiunti da Torino e Firenze per la loro vivacità culturale e da Parma per la sua capacità di sviluppare un'economia incentrata sul settore creativo.

Valentina Montalto, Research Fellow del Joint Research Centre della Commissione Europea, coinvolta in prima persona nella costruzione di questo strumento, ci ha spiegato quali sono i suoi elementi principali e come può essere utilizzato dai territori.
“L'analisi dei dati del Cultural and Creative Cities Monitor dimostra che le città più culturali e creative sono anche quelle che sono cresciute di più in termini di PIL pro-capite, tra il 2009 e il 2013. Tuttavia, al di là del dato economico, il valore principale di questo progetto consiste nell'aiutare le città europee ad identificare le risorse culturali e creative a loro disposizione nonché nel mettere queste città in rete in un'ottica di scambio di buone pratiche e di apprendimento reciproco. Misurare il potenziale culturale e creativo delle città europee, al fine di avviare politiche di sviluppo “a base culturale” che si adattino al contesto locale, resta estremamente complesso, soprattutto a causa della mancanza di dati e di definizioni condivise. Il Cultural and Creative Cities Monitor cerca, almeno in parte, di ovviare a questo problema mettendo a disposizione dei decisori politici una base dati che copre 168 città in Europa e contiene 29 indicatori qualitativi e quantitativi relativi a tre macro aree: la cosiddetta vivacità culturale (offerta culturale e partecipazione), l'economia creativa ( innovazione e creazione di lavoro nei settori creativi) e l'ambiente propedeutico” allo sviluppo di un ecosistema culturale e creativo. I dati sono liberamente accessibili e consultabili su una piattaforma online interattiva che permette alle città di valutare i punti di forza e le aree da migliorare, nonché di confrontarsi con città simili, in base al numero di abitanti, PIL pro-capite e tasso di occupazione. La piattaforma offre, inoltre, a qualsiasi città interessata la possibilità di inserire i propri dati così da potere valutare la propria performance. Il Cultural Creative Cities Monitor è stato pensato come un progetto di lungo periodo e sarà aggiornato ogni due anni. La prossima edizione, dopo la prima ufficialmente presentata lo scorso anno, è dunque attesa per la seconda metà del 2019.”
A questo sito è possibile scaricare l'intero report e confrontare le performance di tutte le città prese in analisi

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