Dopo l’appello di Franceschini

La cultura si sposta in tv: Rai, Mediaset, La7 e Sky rivoluzionano i palinsesti

Con la chiusura di cinema, teatri e concerti l’emittente pubblica e quelle private disponibili a riservare nella programmazione maggiore spazio agli spettacoli culturali

di Antonello Cherchi

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Con la chiusura di cinema, teatri e concerti l’emittente pubblica e quelle private disponibili a riservare nella programmazione maggiore spazio agli spettacoli culturali


3' di lettura

Le televisioni si mettono a disposizione della cultura. Rai, Mediaset, Sky e La7 rispondono all’appello lanciato dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini di riservare nei palinsesti - in questo periodo di chiusura di teatri, cinema e concerti - maggiore spazio alle trasmissioni culturali. «La televisione – aveva scritto Franceschini nella lettera del 26 ottobre, all’indomani dell’ultimo Dpcm che ha introdotto misure anti-Covid ancora più restrittive - può esercitare la propria vocazione di fondamentale industria culturale del Paese, contribuendo a mantenere vivo il legame del pubblico con quello straordinario insieme di talenti e professionalità che incarna la musica, la prosa, l'opera, la danza, il cinema e molte altre forme espressive e creative».

La corazzata Rai
La Rai ha risposto con una lettera firmata dall’amministratore delegato Fabrizio Salini e dall’amministratore delegato Marcello Foa in cui sottolineano come l’emittente di Stato stia avviando «una programmazione dedicata mettendo a disposizione le nostre reti generaliste, specializzate, in particolare Rai5 e RaiPlay, e la radiofonia». «Faremo la nostra parte - conclude la missiva - lo faremo con la consapevolezza che quello tra Rai e cultura è sempre stato e continuerà a essere un legame inscindibile».

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Da Mediaset programmazione ad hoc
Da Mediaset è arrivata la risposta sia di Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente e amministratore delegato, sia del presidente Fedele Confalonieri. «Procederemo quanto prima a pianificare una nuova programmazione ad hoc», ha detto il primo a Franceschini, mentre Confalonieri si è detto disponibile ad accogliere «con estrema attenzione» la richiesta del ministro e «fare il possibile per arricchire» la programmazione dell’emittente.

Su Sky parte “Sipario”
Su Sky Italia sta per partire “Sipario”, produzione in collaborazione con l’Istituto Luce, che punta ad avvicinare al teatro anche chi non lo frequenta abitualmente. Ogni puntata «parlerà degli elementi costitutivi della pratica teatrale», ha sottolineato l’amministratore delegato di Sky Italia, Maximo Ibarra, rispondendo all’appello di Franceschini. “Sipario”, così come “Indie jungle”, nuovo format partito in questi giorni per riproporre l’esperienza di un intero concerto dal vivo, si potranno vedere gratuitamente e in streamig insieme all’intera programmazione del canale Sky arte.

I luoghi del patrimonio aperti alle telecamere
Appello accolto anche da La7, che con una lettera firmata dall’amministratore delegato Marco Ghigliani ha fatto saper a Franceschini di essere pronti a valorizzare i contenuti culturali «anche attraverso specifiche iniziative editoriali che stiamo progettando». Alla disponibilità delle Tv i Beni culturali hanno risposto con l’invito a realizzare programmi all’interno degli spazi del nostro patrimonio. Il ministero «è disponibile – ha sottolineato Franceschini nel ringraziare - ad aprire i propri luoghi della cultura alle emittenti che desiderino lanciare programmi dedicati alla promozione del patrimonio culturale, in uno spirito di piena e reciproca collaborazione a tutto vantaggio dei cittadini».

L’arte diventa social
Il trasloco della cultura sul piccolo schermo o sui canali online è già stato sperimentato durante la primavera scorsa, sempre a causa del blocco imposto dal coronavirus. I luoghi della cultura senza visitatori in presenza si sono dovuti reinventare. Secondo uno studio del Politecnico di Milano riferito ad aprile e che ha preso in considerazione 100 musei - il sistema museale non è stato toccato, però, dalle restrizioni dell’ultimo Dpcm - registrava come durante il lockdown sia aumentata la loro attività social. Rispetto al periodo pre-Covid il numero di pubblicazioni su Facebook, Twitter e Instagram dei siti analizzati era duplicato.



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