PAUSA PRANZO

La dieta mediterranea domina nella ristorazione collettiva

In pausa pranzo gli italiani preferiscono i piatti tradizionali e solo il 9% apprezza le pietanze che valicano i confini nazionali

di Maria Teresa Manuelli

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Dieta Mediterranea in mensa aziendale (Elior)

In pausa pranzo gli italiani preferiscono i piatti tradizionali e solo il 9% apprezza le pietanze che valicano i confini nazionali


2' di lettura

Gli italiani si confermano conservatori nei gusti e nelle tradizioni, dimostrando di non voler cambiare le proprie abitudini, soprattutto in mensa. Il fascino del Made in Italy resta infatti principe nei gusti dei cittadini del Bel Paese, tanto che il 70%, sia a casa che in pausa pranzo, si fida esclusivamente della qualità dei prodotti 100% italiani. A confermarlo uno studio effettuato dall'Istituto Ixè in collaborazione con il Gruppo Elior, leader in Italia nella ristorazione collettiva, con oltre 106 milioni di clienti l'anno in più di 2.400 ristoranti e punti vendita attraverso 12mila collaboratori, che ha intervistato i responsabili di 10 milioni di pasti all'anno e ha indagato in contemporanea un campione rappresentativo della popolazione.

I prodotti etnici non sono apprezzati
L'84% degli italiani non si fida della qualità dei prodotti etnici utilizzati per realizzare piatti lontani dal gusto tipico della tradizione. A confermare questi numeri è l'analisi degli chef Elior, dai quali si scopre come nella ristorazione collettiva solo il 9% dei clienti gradisce pietanze che si allontanano dai confini nazionali.
Una tendenza avvalorata dal prepotente ritorno della dieta mediterranea non solo a casa, ma anche all'interno della ristorazione collettiva. Secondo l'Istituto Ixè, infatti, sono più della metà, il 55%, gli italiani che conoscono la dieta mediterranea e la scelgono durante la pausa pranzo in azienda.

La salute nel piatto
Salute e benessere dell'organismo sono due temi che sempre più italiani pretendono dalla ristorazione collettiva: il 53% infatti ritiene che la dieta mediterranea abbia effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio e cardiovascolare, il 46% sulla longevità, il 37% sulla capacità di controllo del peso e il 31% sulla riduzione dell'incidenza di tumori.
Consistente aumento dei consumi di prodotti più sani e leggeri: il 79% degli chef Elior rileva la crescita di cereali e legumi e il 62% l'aumento della domanda di pesce, mentre cala la richiesta di carne e burro. «A tutti piace mangiare cose buone, ma sempre più italiani hanno capito che la salute passa per il piatto - afferma Margherita Sartorio Co Founder e CEO Istituto Ixè -. Al ristorante, occasionalmente, si può derogare da questa regola, ma nella ristorazione collettiva, così come a casa, la salubrità della cucina è importante e allo stesso tempo assume una notevole importanza anche la leggerezza del piatto. Oltre alla qualità delle materie prime è fondamentale anche un altro ingrediente del pasto: il clima che si respira nel locale, l'ambiente, l'accoglienza e un buon servizio».

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