L’analisi

La difficoltà di dominare senza desertificare

C’è una domanda di regolamentazione dal basso che parte dai territori e negozi di prossimità

di Aldo Bonomi

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Non credo sia solo questione dei grandi studi legali che faranno ricorso alla multa per posizione dominante ad Amazon. Sono temi grandi di geopolitica e geoeconomia che ci riguardano.

Ai padroni dell’algoritmo che come un flusso impatta nella civiltà materiale degli scambi consiglierei letture storiche per imparare come operava “Venezia la dominante” nei territori, nelle città, nel mediterraneo.

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Certo prendeva gli alberi per le navi del commercio nelle terre alte che ripiantavano facendo manutenzione ed economia locale, in ogni città rigenerava centri storici e nel mediterraneo faceva incontro di civiltà e differenze.

Essere dominante non significa desertificare, a proposito di algoritmo, dando in rete il bollino Prime a chi è con me per apparire e dare accesso alla logistica dell’ultimo miglio per dominare nell’e-commerce.

Simultaneità della rete e prossimità della logistica nel loro tenere assieme il massimo di innovazione e fuori i conflitti tristi tra facchini e camionisti sono la cifra di questa neoindustria chiamata Amazon. Con il massimo di innovazione tocca fare i conti senza rimpianti per ciò che non è più che non tornerà più.

Sono tempi di geo economia e di scenario di imprese del commercio della finanza delle tecnologie che come astronavi atterrano nei luoghi per scopi e vantaggi all’interno dei conflitti geopolitici. Da qui il ruolo del regolatore per temperare i flussi. Ma occorre guardare ed interrogarsi sull’impatto che hanno sulle forme del fare impresa dei lavori ed inoltrarsi nella metamorfosi.

Per fortuna c’è fermento verso il non ancora: penso ai contadini che cercano di costruire la loro piccola rete di e-commerce di prodotti e di valorizzazione delle loro microimprese che fanno manutenzione e bellezza dei territori, ai distretti del commercio per valorizzare centri storici negozi di prossimità e rigenerazione urbana, alla rete delle librerie piccoli cenacoli culturali ed anche alla grande distribuzione che si confronta con questa neoindustria della vita quotidiana.

Così come il tema del lavoro scadenzato dall’algoritmo e la nebulosa della logistica sono oggi in agenda. Sono segnali deboli confrontati alla potenza dei mezzi di chi è dominante.

Anche nei piccoli comuni nelle città medie sino alle grandi città, dove ci si interroga sul come viverle nella prossimità dei 15 minuti, è in atto una riflessione che interroga cittadini e sindaci.

C’è una domanda di regolamentazione dal basso che partendo dalla prossimità e dalla coscienza di luogo contrasta le posizioni dominanti. Forse sarà bene ricordare che sono utili e servono le regole dall’alto ma queste rimangono inoperose se non supportate da un agire ed un protagonismo dei soggetti economici e sociali.

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