Pubblica amministrazione

La digitalizzazione dei Comuni arriva anche in bicicletta

Dai servizi alle imprese a quelli per i cittadini, la crescita prosegue nel post emergenza all’insegna del digitale a tutto campo

di Giampaolo Colletti

Il Pnrr e la sfida della digitalizzazione

3' di lettura

In Italia la strada per la digitalizzazione è ancora lastricata di buone intenzioni, ma si percorre anche su 2 ruote, pedalando su una bicicletta elettrica. In fondo è quello che è successo ad Ala, quasi 9mila anime nella provincia autonoma di Trento, allo sbocco della valle dei Ronchi nella verdissima Vallagarina. Qui l’amministrazione comunale ha messo in piedi l’”amico digitale”. Un servizio in carne e ossa: si tratta di Giacomo, 22enne impiegato nel servizio civile, impegnato a pedalare per il paese.

La consegna a casa dei documenti

Giacomo consegna direttamente a casa dei suoi concittadini decine di documenti, da quelli per la registrazione delle nuove nascite al modulo per la prenotazione dei vaccini fino all’apertura dell’account Spid. La digitalizzazione a domicilio arriva fino alla rete: nasce così nel sito del comune la “Stanza del cittadino”, dove si accede con Spid per ottenere molti servizi, dai certificati anagrafici al cambio di residenza. «In questo modo diventiamo sempre più vicini alle persone e ai loro bisogni», afferma Claudio Soini, sindaco di Ala.
Puntare sulla digitalizzazione con servizi più accessibili e inclusivi basati sull’esperienza diretta e coinvolgendo tutti, nessuno escluso. E farlo perché un cittadino connesso costa meno. «Oggi molte realtà hanno compreso che il digitale non è una ciliegina sulla torta, ma è parte integrante del percorso di crescita. E c’è una maggiore consapevolezza culturale che il digitale rappresenti un cambiamento indispensabile per comprendere la continuità dei servizi», afferma Gianni Dominici, direttore di Fpa-Forum Pa. Un’evoluzione necessaria dettata anche dall’ emergenza pandemica .

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La «maturità» dei grandi comuni

È quanto emerge dall’indagine sulla maturità digitale dei comuni capoluogo, realizzata tra aprile e maggio 2021 da Fpa per Dedagroup Public Services. La ricerca analizza il grado di maturità digitale dei 110 comuni italiani capoluogo sulla base di 3 dimensioni: servizi, piattaforme e interoperabilità degli open data. Sono 49 le città italiane che nel 2021 hanno raggiunto un livello elevato di maturità digitale (14 in più rispetto al 2020).
Le città più mature si collocano prevalentemente nelle regioni del Nord-ovest (15 comuni su 24 in fascia alta) e del Nord-est (17 comuni su 24 in fascia alta) e presentano mediamente un’elevata densità abitativa. Ma tra i 49 comuni più digitali figurano anche 9 città del Sud: Bari, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Lecce, Matera, Napoli, Palermo.

La reazione digitale alla pandemia

«La ricerca dimostra come i comuni italiani abbiano reagito bene agli stimoli portati dall’emergenza sanitaria, accelerando il proprio processo di maturazione digitale. La relazione però è ancora incostante sui canali digitali, mentre c’è necessità di fidelizzare il cittadino. Il futuro deve partire dal co-design dei servizi, quindi dalla co-progettazione», dice Dominici. I servizi maggiormente offerti sono quelli legati allo Sportello unico delle attività produttive (Suap), disponibile in 109 comuni, e alla prenotazione di appuntamenti per il rinnovo della carta d’identità, online in 107 città. Seguono l’iscrizione alla mensa scolastica (96), la presentazione di pratiche di edilizia privata (84) e la visualizzazione e il pagamento di contravvenzioni (81).

Il digitale mette al riparo da alcuni rischi

Una cittadinanza attiva digitale che possa fare la differenza: il Comune di Bologna ha varato un regolamento per la gestione dei beni comuni, Milano già dalla passata amministrazione ha creato l’assessorato alla partecipazione, Cagliari ha inaugurato lo spazio online puntando sull’usabilità. La chiave vincente è anche legare canali differenti: gli uffici di relazione con il pubblico del Comune di Modena accolgono i cittadini nei loro spazi fisici per aiutarli nell’accesso ai servizi online. «L’obiettivo è arrivare a soluzioni full digital, ma ci vogliono azioni di accompagnamento. Il digitale va compreso al meglio, anche perché abbiamo scoperto di essere vulnerabili e senza prenderne coscienza siamo più esposti ai rischi», conclude Dominici.

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