Mercato dell'arte

La dinastia Brueghel alla Venaria di Torino: il valore della loro opera

di Silvia Anna Barrilà

Pieter Brueghel il Giovane, The Birdtrap, olio su pannello, 37,7 x 56 cm, stima £ 250.000-350.000, venduto per £ 461.000, Courtesy Christie's

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È considerato il primo artista della storia ad aver catturato in un dipinto ad olio la neve che cade. Di certo Pieter Bruegel il Vecchio è stato il primo artista di una dinastia che ha attraversato due secoli creando un vero e proprio "brand", i Brueghel, a cui la Reggia di Venaria di Torino dedica ora una mostra aperta fino al 19 febbraio. Una famiglia che ha segnato la storia dell'arte non solo nei Paesi Bassi, e ha ispirato e influenzato generazioni di artisti a venire fino ai nostri contemporanei per la capacità di narrare una storia attraverso il paesaggio e trasmettere messaggi sociali e politici. "C'è un alone mistico che pervade tutte le opere di Bruegel e dei suoi discendenti" spiega l'esperto di Christie's Alexis Shot, Director of Private Sales in the Old Masters Group, "una straordinaria intensità di osservazione che si traduce in un silenzio improvviso, come se l'artista avesse il potere di congelare il tempo, fermare la Terra nella sua rotazione e gli atomi nel loro turbinio, così che lo spettatore possa ispezionare ogni singolo dettaglio e provare ogni singola emozione, mostrandoci sia la bellezza, sia la malvagità del mondo, ma trasmettendo sempre un senso di malinconia, di conforto e redenzione nel creato".

Il fondatore della dinastia. Poco si sa delle origini di Pieter Bruegel il Vecchio. Nato intorno al 1525-30, il suo talento artistico lo conduce da una piccola comunità agricola (il suo cognome significa "piccolo paese" e rivela la sua umile provenienza) a Bruxelles, dove riceve la migliore formazione artistica in qualità di allievo di Pieter Coecke, l'artista ufficiale della corte d'Asburgo. Diventa un artista ammirato e di successo i cui dipinti, commissionati dall'elite, rappresentano la vita campestre spesso celando messaggi sovversivi contro l'oppressione politica e religiosa del dominio spagnolo. Fu attivo anche nell'allora relativamente nuova tecnica artistica della stampa, il che contribuì a diffondere la sua fama.

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Al momento della sua morte prematura, nel 1569, a soli 45 anni, lasciò un nucleo estremamente circoscritto di soli 45 dipinti che oggi sono conservati nei musei (il catalogo ragionato, redatto da Manfred Sellink, è pubblicato da Ludion). "Pochissime sue opere sono in mano privata" dichiara Alexis Shot, "è assai improbabile che vengano vendute, e se così fosse, verrebbero valutate tra le più care al mondo, nell'ordine delle centinaia di milioni di sterline". Dei 52 passaggi in asta registrati su Artprice, infatti, solo uno è un dipinto: un piccolo tondo dal diametro di 18 cm venduto per 5,2 milioni di € nel 2002; tutte le altre sono stampe. Un suo dipinto di grandi dimensioni riscoperto in una collezione privata spagnola nel 2010 è finito direttamente al Prado.

Brueghel alla Venaria di Torino

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I figli. Come il talento di Pieter Brugel il Vecchio sia stato trasmesso ai figli Pieter Brueghel il Giovane e Jan Brueghel il Vecchio (chiamato così perché suo figlio sarà Jan Breughel il Giovane) è uno dei grandi misteri dell'arte, poiché quando Pieter Bruegel il Vecchio morì, i figli avevano solo cinque anni. Una teoria dice che siano stati educati all'arte dalla nonna Mayken Verhulst, che fu una miniaturista di talento. L'aggiunta della lettera "h" nel cognome dei figli, così come l'inversione delle lettere "u" e "e" non sono refusi: l'"h" fu aggiunta intorno al 1615 da Pieter il Giovane, e da allora fu conservata e usata a indicare la dinastia, mentre l'inversione si ebbe dalla terza generazione e indica, quindi, i membri più giovani della dinastia.

Diversamente dal padre, Pieter Brueghel il Giovane (1564/5-1637/8) visse una vita lunga e molto produttiva, lasciando circa un migliaio di dipinti (il catalogo ragionato per lui, il fratello e il nipote sono redatti da Klaus Ertz e pubblicati da Luca Verlag). Il suo stile è radicato nel XVI secolo e rivolto ad un pubblico nostalgico. Spesso ricopiò i dipinti del padre, in alcuni casi anche 40 volte, ma sviluppò anche soggetti originali. La rarità delle opere del padre fa sì che i collezionisti si rivolgano al suo lavoro, rendendo il suo mercato stabile da oltre 400 anni. "Il suo fascino è così grande che non c'è praticamente mai stato un momento in cui i suoi dipinti sono scesi di valore" commenta Alexis Ashot di Christie's. "I prezzi per le sue opere continuano a salire. È uno degli artisti nel nostro campo la cui forza di seduzione è veramente universale: piace ai collezionisti giovani e anziani, esperti e inesperti, da qualsiasi angolo della terra vogliono le sue opere. I prezzi variano a seconda del soggetto, delle dimensioni e dello stato di conservazione e possono andare da 100.000 a 10 milioni di sterline".

In occasione delle ultime aste di Old Masters a Londra, il 7-8 dicembre, sono state vendute cinque sue opere: tre suoi olii su tavola da Christie's - un ritratto di Erasmo da Rotterdam per 269.000 £ da una stima di 40.000-60.000 £, un tondo raffigurante una donna che prepara le salsicce per 197.000 £, e "Il paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli", un motivo ripreso dal padre e ripetuto molte volte, per 461.000 £, - e altri due da Sotheby's - un ritorno dei paesani dalla fiera, un motivo molto popolare ai tempi dell'artista, venduto per 2.577.500 £ (in questo caso, però, c'è stata una perdita poiché nel 2011 era stato venduto a New York per 4.562.500 $, cioè 3.695.500 £), e un tondo con un diametro di 20,4 cm rappresentante un proverbio fiammingo per 236.750 £.

Tanto conservatore e responsabile lui, quanto innovatore e ribelle il fratello Jan Brueghel il Vecchio (1568-1625), il cui stile è influenzato dal Barocco italiano. In Italia Jan trascorse sette anni, incontrando molti importanti artisti dell'epoca. Quando tornò ad Anversa nel 1600, rappresentava l'avanguardia del contemporaneo. Fu tra i primi a dipingere vasi di fiori come soggetti a sé stanti, riuscendo a restituire con grande accuratezza i dettagli anche su piccola scala. Lo scorso luglio un vaso di fiori in vaso di terracotta restituito alla famiglia Rothschild dopo che era stato confiscato dai nazisti nel 1939 e conservato per anni alla Galleria nazionale di Praga è stato venduto per 3,8 milioni di £. Ma Jan Brueghel dipinse anche scene allegoriche e mitologiche, paesaggi e scene dell'oltretomba. "Il suo fascino è forse più sofisticato del fratello Pieter" commenta Alexis Ashot. "Jan è specializzato in dipinti di piccole dimensioni, su rame, che sembrano dei gioielli, e attraggono collezionisti più raffinati, nonostante il suo amore per li Barocco, con i soggetti drammatici, i cavalieri e stregoni, orridi mostri e divinità seducenti, lo rendano altrettanto attraente".

Le generazioni successive. Suo figlio Jan Breughel il Giovane (1601-1678) seguì le orme del padre. Rilevò il suo atelier quando Jan il Vecchio morì di colera nel 1625. Ne imitò lo stile e, per soddisfare la richiesta del mercato, copiò talvolta i dipinti del padre e li firmò a suo nome per cui è difficile distinguerli se non per i colori più tenui e il disegno meno preciso. Fu aiutato da molti assistenti, per cui la qualità dei dipinti è varia. Meno noto il lavoro di suo fratello Ambrosius e dei suoi figli Jan Pieter, Jan Baptist e di suo nipote Jan van Kessel (figlio della seconda figlia), mentre è più apprezzato il lavoro del figlio Abraham, anche lui famoso per le nature morte floreali, tanto che sembra che Jan ne abbia venduta una quando Abraham aveva solo 15 anni. Il 27 gennaio da Sotheby's a New York andrà all'asta una sua natura morta con uva, melograno, pesche e salamandra proveniente da una collezione sudamericana con una stima di 50.000-70.000 $.

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