Gare spaziali

La disputa dei miliardari per lo spazio: Branson punta ad arrivare prima di Bezos

di Leopoldo Benacchio

Spazio, terzo volo suborbitale per la Virgin Galactic di Branson

3' di lettura

Il primo uomo a compiere un'orbita attorno alla Terra, aprile 1961, fu Jurij Gagarin, e ce lo ricordiamo tutti, o almeno lo si ricorda spesso nei media. Il secondo fu German Titov, agosto 1961, sempre Unione Sovietica, ma di lui non si ricorda praticamente nessuno, anche se fece di più e meglio.

Deve essere questo il pensiero che rode la mente di Sir Richard Branson, il patron dell'impero Virgin che comprende anche la parte spaziale Virgin Galactic, da lunedì 5 giugno scorso, quando il suo acerrimo concorrente, Jeff Bezos, più miliardario di lui, ha annunciato che il 20 luglio prossimo, data del primo sbarco umano sulla Luna 52 anni fa, andrà nello spazio con il suo proprio mezzo, un razzo e capsula progettati e testati già 15 volte dalla sua compagnia, Blue Origin.

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Probabilmente si è chiesto perché lui, che ha abbracciato il turismo spaziale per primo anni fa, ha sviluppato lo SpaceShip Two, l'elegantissimo aereo che porta in quota sotto di sé l'aereo razzo White Knight, il Cavaliere Bianco, capace di andare ai limiti dell'atmosfera, dove inizia lo spazio, perché lui, dicevamo, debba essere il secondo turista dello spazio e quindi passare nelle note a piè di pagina dei futuri libri di storia, mentre Bezos avrà un capitolo intero a lui dedicato.

Si sa che questi super ricchi, che hanno fatto praticamente tutto quello che era umanamente pensabile di questi tempi - il terzo è Elon Musk di SpaceX - a questo punto desiderano passare alla storia e di sicuro le imprese spaziali sono il mezzo migliore.

Per questo le voci sulla rimonta in zona Cesarini di Branson, iniziate come un gossip di un importante e quotato blog americano di tecnologie, non sono state né confermate né smentite dalla Virgin: la schedula dei voli suborbitali di Virgin Galactic viene rivista comunque in modo da poter portare nello spazio Branson come primo turista spaziale. La data prefissata pare tanto significativa quanto quella del 20 luglio: il 4 luglio, festa dell'indipendenza americana, un po' kitsch per la verità, dato che il nostro audace miliardario è inglese e pure Sir, baronetto, per l'aiuto dato alla economia britannica dalle sue aziende, dalle palestre alla musica all'aviazione.

Un sorpasso sul filo del traguardo quindi, che si gioca sui paragrafi delle autorizzazioni della potente FAA, l’autorità statunitense per l'aviazione: Branson infatti anche se è il padrone effettivo della Compagnia risulta come passeggero, dato che non è né pilota né ingegnere di volo. Ma non pare, secondo i commentatori americani, un problema. La differenza casomai, con il volo di Bezos sul suo razzo, è che quello del 20 sarà il primo volo normale di turismo spaziale, di test ne sono già stati fatti anche troppi, ma la prudenza non fa mai male; Branson invece sta anticipando di un bel po' la tabella di marcia.

Sullo sfondo si sta aprendo un surreale dibattito sul confine dello spazio: dove inizia? Secondo gli americani della FAA inizia a 80 chilometri dal suolo, e quindi Branson ci sta, mentre per la Federazione internazionale da sempre inizia a 100 chilometri, dove si può disegnare la immaginaria linea di Karman, e allora il baronetto inglese non ci arriva, mentre Bezos sì. Per la cronaca il primo ad andare oltre i 100 km fu una bomba volante, la V2 dei nazisti il 20 giugno del 1944: arrivò a 174 chilometri dal suolo.

In effetti, se ci è permesso fare solo qualche riga di filosofia, pare proprio che la contesa sia buffa, come il Falstaff di Verdi: gli astronomi oggi arrivano a definire che l'Universo abbia profondità di almeno 13 miliardi di anni luce, intraducibile in un numero sensato e intellegibile di chilometri, e ci scanniamo per 100 poveri chilometri, ma comunque Ulisse e la sua Odissea vivono in noi.

Sullo sfondo poi, a parte l'orgoglio di essere i primi, i business plan delle due compagnie sono solo apparentemente simili: Bezos mira al turismo spaziale ma anche alla Luna, Branson invece al turismo spaziale, per cui vende costosi biglietti da anni per finanziarsi, ma anche allo stabilimento di vari spazioporti sul globo, uno anche in Italia in Puglia, per redditizi usi civili e militari. In uno dei prossimi voli, infatti, saliranno anche piloti dell'aereonautica italiana che, se arriveranno a 101 chilometri dal suolo, potranno fregiarsi del titolo di astronauta.

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