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La diversificazione del Lingotto frutta un +80% ai cassettisti Fiat

di Andrea Fontana

(EPA)

3' di lettura

In sette anni un piccolo azionista Fiat Chrysler Automobiles fedele al suo pacchetto titoli ha messo in portafoglio partecipazioni in altre quattro società e guadagnato, solo dalle performance di Borsa, quasi l’80%: il tutto senza muovere un dito. E’ il curioso «Paghi 1, Prendi 5» che emerge ricostruendo la fila di scorpori societari e distribuzioni di partecipazioni che il gruppo torinese ha realizzato a partire dal 2010 riorganizzando i suoi asset industriali (Ferrari e i veicoli commerciali e per l’agricoltura) e uscendo dal comparto editoriale, addio quest’ultimo da completare a breve con l’ultimo atto legato alla fusione L’Espresso-Itedi che ha dato vita al gruppo Gedi.


Chi avesse dunque acquistato 100 azioni Fiat Group nel 2010, oggi riaprendo il proprio conto titoli si troverebbe un ben più variegato portafogli costituito da 100 Fiat Chrysler Automobiles, 100 Cnh Industrial, 10 Ferrari, 6,77 Rcs Mediagroup, 4,84 Gedi. In termini di valore, comprando anche solo alla vigilia della prima operazione di scorporo, cioè a fine dicembre 2010 avrebbe speso per il pacchetto iniziale (i primi 100 titoli Fiat) 1543 euro che ora, basandosi sugli attuali valori di Borsa delle cinque quotate, varrebbero circa 2770 euro, l’80% in più. Nello stesso periodo di tempo, l’indice FTSE MIB ha guadagnato il 5% mentre l’indice complessivo di Piazza Affari, il Ftse All Share, è salito del 10%.

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Nel 2011 lo scorporo Fiat Industrial, poi divenuta Cnh
La prima mossa del riassetto è stata la decisione di separare l’auto dalle altre attività di produzione di furgoni e trattori, oltre che di Power Train Technologies, riunite inizialmente in Fiat Industrial, poi fusasi con Case New Holland. Lo scorporo, divenuto efficace dall’inizio del 2011, assegnò una azione Fiat Industrial per ogni Fiat posseduta. In pratica, dalla prima seduta di Borsa del 2011, chi aveva le Fiat Group si è ritrovato in mano azioni Fiat Auto e azioni Fiat Industrial. Nell’ultimo giorno di contrattazioni del 2010, le Fiat valevano 15,43 mentre al termine della prima seduta post scorporo le Fiat Auto valevano 7 euro e le Fiat Industrial 9 euro. Due anni dopo un altro step: la fusione tra Fiat Industrial e la controllata Case New Holland. Per i titolari di azioni Fiat Industrial si è trattato di un semplice cambio di denominazione: scambio 1 a 1 con il nuovo titolo chiamato Cnh Industrial.


Nel 2016 lo spin-off della Rossa anticipato dallo sbarco a Wall Street

Il riassetto più atteso ed eclatante è stato invece quello del 2015-2016 e relativo al Cavallino Rampante. Nella prima seduta 2016, le Fiat Chrysler (che quotavano 12.92) scorporarono la Rossa tornando a 8.5 euro e assegnando una azione Ferrari per ogni 10 Fca possedute. Dopo l'esordio a Wall Street, a ottobre, lo spin-off definitivo avvenne a Piazza Affari e con le azioni di Maranello intorno a 43,6 euro. In questi giorni, sulla scia dei risultati economici ma anche della ritrovata vena in Formula 1, la Rossa viaggia ormai vicina ai 75 euro per azione.

L’addio in due tappe all’editoria: prima Rcs, poi Espresso-Itedi

Messa a posto la riorganizzazione industriale, Sergio Marchionne ha approfittato di due passaggi storici nel settore editoriale per "girare" ai suoi azionisti le Rcs Mediagroup (in occasione del riassetto finito poi con l'opa Cairo) e le Itedi (con il matrimonio tra il Gruppo L'Espresso e l'editoriale de La Stampa e de Il Secolo XIX): in virtù dei concambi previsto, il cassettista Fiat ha portato a casa 6,77 azioni Rcs (0,067746 ogni 1 detenuta) e 4,84 Gedi (operazione in dirittura d'arrivo: 0,0484 ogni 1).

Interessante anche l’incasso di dividendi. Nel periodo considerato, da fine 2010 a ora, le società in questione hanno distribuito complessivamente 124,95 euro, un ammontare dovuto principalmente a Cnh e Ferrari (Fiat ha solo la cedola della primavera 2011).

(Il Sole 24 Ore Radioco Plus)

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