Le mostre

La dura battaglia contro il Covid combattuta dai musei

La classifica de The Art Newspaper mostra gli sforzi delle istituzioni per tenere vivi gli spazi a fronte di oltre 31.000 giorni di chiusure. In testa il Louvre inseguito dai musei russi e americani

di Marilena Pirrelli

(Afp)

6' di lettura

I musei aperti nel 2021, pur con interruzioni e contingentamenti, hanno fatto la differenza sull’annus horribilis della pandemia, il 2020. Il recupero si è registrato nel numero crescente di visitatori: le prime 100 istituzioni al mondo hanno accolto un totale di 71 milioni di visitatori rispetto ai 54 milioni nel 2020, secondo la ben ritrovata analisi de The Art Newspaper. Ciò non indica un calo della gravità della pandemia – scrivono i colleghi inglesi –, ma riflette il fatto che i musei sono stati aperti per più giorni poiché le restrizioni sono state revocate. Sebbene ci sia stato un aumento del 31% dei visitatori su base annua, i numeri complessivi sono ancora inferiori del 69% rispetto al 2019, quando i primi 100 musei avevano accolto 230 milioni di visitatori grazie anche al turismo internazionale.

I musei che guidano la classifica

Il Musée du Louvre di Parigi continua ad essere il driver con 2,8 milioni di visitatori, nonostante 116 giorni di chiusura, in aumento del 5% sul 2020, ma ancora ben al di sotto dei 9,6 milioni dei livelli pre-pandemia nel 2019. Al secondo posto c’è il Museo statale russo di San Pietroburgo chiuso solo per dieci giorni causa Covid - che ospita una vasta collezione di arte russa - con quasi 2,3 milioni di visitatori, in aumento dell’88% rispetto al 2020, ma ancora in calo (-6%) rispetto al 2019. Il National Museum of China a Pechino - scrive The Art Newspaper - in epoca pre-Covid, avrebbe conquistato il secondo posto in classifica, ma molti musei statali cinesi non hanno fornito ancora i dati annuali. Le ridotte chiusure in Russia hanno consentito a ben quattro musei del paese di entrare nella top ten: gran successo - nel sondaggio del giornale inglese - lo ha registrato il Multimedia Art Museum di Mosca, recuperando quasi totalmente il flusso di visitatori nel 2021 con 2.242.000 rispetto ai 2.236.000 nel 2019. Anche l’Hermitage di San Pietroburgo si è posizionato in sesta posizione con oltre 1,6 milioni di visitatori +88% sul 2020 e la Tretyakov Gallery con un +77% e oltre 1,5 milioni di ingressi. Tuttavia le misure e le sanzioni contro la Russia del mondo occidentale, in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin del 24 febbraio, avranno un certo impatto sul numero di visitatori nel 2022 e probabilmente negli anni a venire. Anche se il turismo internazionale in Russia nel 2021 è rimasto ben al di sotto dei livelli pre-pandemia, il buon flusso di visitatori locali potrebbe indicare una più forte fruizione nazionale e una futura tenuta.

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Le chiusure in Europa

Degli oltre 370 musei nel mondo che hanno fornito dati, 300 hanno registrato il numero di giorni in cui hanno dovuto chiudere a causa delle restrizioni Covid-19: il numero totale di giorni persi è stato di oltre 31.000. «L’equivalente - scrivono su The Art Newspaper - di 86 anni di visite ai musei!» Il numero medio di giorni di chiusura è stato di 106 rispetto a una media di 145 nel 2020. Dall’analisi comparata con il campione dei 200 musei del 2020 emerge che il 72% degli istituti aveva più visitatori nel 2021 rispetto al 2020. Si sono ben difesi il Reina Sofia a Madrid (+32%), i Musei Vaticani a Roma (+24%), il Pompidou a Parigi (+64%) e gli Uffizi a Firenze (+47%) (primo museo italiano in 20ª posizione, seguito in 61ª dalle Gallerie dell’Accademia di Firenze +40%, in 63ª la Triennale di Milano e in 74ª il Museo Egizio di Torino +65% ). Mentre il 28% dei musei ha accolto meno visitatori con una diffusione dall’Austria e dall’Australia agli Stati Uniti e agli Emirati Arabi Uniti, ma soprattutto in Europa. I Paesi Bassi sono stati duramente colpiti, con i suoi musei chiusi in media per 150 giorni nel 2021, 139 giorni nel Regno Unito e 138 in Germania.

Il coraggio di aprire

La pandemia non ha impedito l’apertura di nuovi musei. Il tanto atteso Humboldt Forum di Berlino - aperto il 20 luglio, dopo i ritardi causati dalla costruzione e poi dalla pandemia - è entrato nella lista dei primi 150 musei. Sebbene sia stato aperto solo per la metà del 2021, ha collezionato ben 515.000 visitatori. A Parigi la Bourse de Commerce-Pinault Collection ha aperto le sue porte e ha accolto quasi 509.000 visitatori nell’edificio ristrutturato da Tadao Ando. Il Museum of Art Pudong di Shanghai, progettato da Jean Nouvel, con la consulenza della Tate su alcune prime mostre e operazioni, è stato inaugurato a luglio e ha registrato 450.000 visitatori. Ad Hong Kong ha inaugurato l’atteso M+ lo scorso novembre, dopo anni di ritardi, ed è stato visitato da 371.000 persone.

Il Regno Unito regge

Il British Museum è stato il museo d’arte più visitato del paese, con 1,3 milioni di visitatori: +4% rispetto al 2020 grazie all’apertura di più giorni, ma ben al di sotto dei 6,2 milioni di visitatori del 2019. La sua mostra più popolare è stata sull’imperatore Nerone, ma ha registrato un successo a sorpresa anche una piccola mostra di disegni, recentemente scoperti, dell’artista giapponese Hokusai. Più della metà dei musei dell’isola ha registrato un numero di visitatori più elevato nel 2021 sul 2020: dall’Hunterian Museum di Glasgow (+82%) al Baltic Centre for Contemporary Art di Gateshead (57%) nel nord, dalla Tate St Ives ( 43%) al Modern Art Oxford (5%) nel sud. Tuttavia per diverse istituzioni è andato peggio, registrando minore affluenza: in particolare la National Gallery, tra i maggiori musei londinesi, ha subito il calo maggiore nonostante sia stato chiuso lo stesso numero di giorni (136) del British e delle due Tate. Con 709.000 visitatori l’anno scorso, la National Gallery ha registrato un calo del 41% rispetto al 2020 e dell’88% rispetto al 2019, secondo un portavoce il calo è da attribuire alla mancanza di grandi mostre nel 202. Una delle mostre britanniche più popolari del 2021 per totale di visitatori è stata il «Grayson’s Art Club» alla Manchester Art Gallery. La mostra gratuita ha riunito le opere del programma televisivo Channel 4 dell’artista Grayson Perry, che ha documentato e incoraggiato artisti, dilettanti e professionisti, in tutto il Regno Unito a realizzare opere durante il blocco. Più di 202.000 persone hanno visto le opere di artisti come Antony Gormley e Chantal Joffe, nonché celebrità tra cui Noel Fielding e Joe Lycett.

Pubblico nei musei statunitensi

Il numero di visitatori dei primi tre musei d’arte negli Stati Uniti non sorprende: il Metropolitan Museum of Art di New York con quasi 1,96 milioni di visitatori (nella sede sulla Fifth Avenue) seguito dalla National Gallery of Art di Washington, DC con 1,7 milioni e il Museum of Modern Art di New York con 1,16 milioni. I tre musei si confermano in cima alla lista dei musei d’arte più famosi degli Stati Uniti dal 2007 (inizio della ricerca del giornale inglese). Tutti e tre mostrano un aumento significativo delle presenze rispetto al 2020, rispettivamente dell’84%, del 133% e del 64%. Ma tutti rimangono ben al di sotto dei livelli del 2019, con un calo del 68%, del 58% e del 42%.

Nel 2021 i quattro grandi musei di New York - il Met Fifth Avenue, il MoMA, il Whitney Museum of American Art e il Solomon R. Guggenheim - hanno accolto sommati 3,9 milioni di visitatori, quasi raddoppiando la cifra di 2,2 milioni del 2020, grazie ad aperture in più. Ma il totale è ancora ben al di sotto dei quasi 11 milioni del 2019. In numeri assoluti, il MoMA ha avuto la mostra più seguita dei quattro grandi musei di New York, con «Automania» con più di 475.000 visitatori dove sono state ammirate auto classiche come la Jaguar E-Type Roadster e la Volkswagen Beetle, oltre a opere d’arte ispirate a veicoli tra cui «Orange Car Crash Fourteen Times» di Andy Warhol (1963) e «Flight Hood» di Judy Chicago (1965/2011).

In California i musei hanno subito uno dei blocchi più lunghi del 2020 negli Stati Uniti con oltre 200 giorni chiusi. Il 2021 ha segnato il recupero. Il Los Angeles County Museum of Art ha accolto quasi 621.000 visitatori (con soli 77 giorni chiuso rispetto ai 249 del 2020) con un aumento del 197%, tuttavia in calo del 36% sul 2019. Il Getty Center ha registrato 508.000 visitatori con un aumento del 90% rispetto al 2020, seguito dall’MH de Young Museum di San Francisco con 394.000 visitatori (+69%) grazie alla mostra su Frida Kahlo.

A sud ed est la ripresa

In Brasile tre dei quattro musei più famosi, il Centro Cultural Banco do Brasil a San Paolo, a Rio do Janeiro e Belo Horizonte, in passato grandi attrattori grazie a mostre di successo su Salvador Dalí e Yayoi Kusama, hanno visto ridursi il numero di presenze di oltre il 90% rispetto ai dati 2019. In Australia l’NGV International di Melbourne è stato il museo più frequentato del continente accogliendo quasi 802.000 visitatori, nonostante fosse nella città con il blocco più lungo del mondo. I visitatori sono aumentati del 26% rispetto al 2020, comunque meno del 67% rispetto al 2019. Dall’altra parte del Mar di Tasman, il Museo della Nuova Zelanda Te Papa Tongarewa ha registrato 809.000 visitatori, con un calo del 3% rispetto al 2020 nonostante fosse aperto per più giorni. Il nuovo anno è cominciato con un rallentamento delle chiusure, a seguito della maggiore capacità di contenimento della pandemia, questo fa ben sperare sull’affluenza di visitatori nei musei, tuttavia i venti di guerra e la tragedia umanitaria in Ucraina, compreso il rischio che corrono i beni culturali del paese, rendono la situazione estremamente incerta.

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