LAVORO

La «fabbrica Brescia» adotta studenti per creare addetti formati 4.0

di Matteo Meneghello


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(Cultura Creative)

3' di lettura

Trentacinque anni fa, chiacchierando con colleghi imprenditori, si scoprì a dire «odio i computer, non li userei mai», salvo poi rendersi conto, sentendo il suono delle sue parole, che un computer in realtà non sapeva neppure cosa fosse. Da lì per Gianfausto Ferrari, imprenditore e innovatore, è iniziata una epifania, si è aperto un mondo che 35 anni dopo, passando per iniziative come Onion, Superpartes, Talent Garden, non ha smesso di rivelare tesori. L'ultimo progetto riguarda la formazione: dopo avere avviato con successo un master in competenze digitali, Ferrari ora rilancia con un nuovo percorso mirato a colmare il gap innescato dalla rivoluzione 4.0 all'interno delle fabbriche. Le aziende italiane, lo ha sottolineato Confindustria nell'ultima edizione di Orientagiovani, cercano oggi quasi 200mila super-tecnici (più di un terzo nella meccanica), di cui uno su tre è di difficile reperimento.

Ferrari si prepara in queste settimane ad allestire alle porte di Brescia un capannone dotato delle migliori tecnologie per formare «in laboratorio» tecnici già pronti a lavorare sulle macchine di ultima generazione appena pochi mesi dopo essere usciti dall'istituto tecnico. Il percorso di Gianfausto Ferrari è nato e si è sviluppato a Brescia, provincia manifatturiera per vocazione e inevitabilmente condizionata nel suo sviluppo nei servizi digitali dalla vicinanza con Milano. Nonostante i tempi del pionerismo siano ormai lontani, Ferrari non ha però dubbi nell'affermare che «per chi vuole stare alla frontiera c'è un mondo di tecnologia tutto da esplorare» e la formazione è una di queste frontiere.

Da qualche anno Ferrari ha puntato con il progetto Digital Universitas, tutto sulla necessità di fare in modo che la forza lavoro, e quindi le imprese, possano essere dotate delle competenze idonee a potere governare adeguatamente la nuova dimensione digitale innescata dalla rivoluzione di Industria 4.0. «Il progetto è stato accolto bene dalle imprese bresciane - spiega -, siamo già arrivati alla terza edizione coinvolgendo il meglio della nostra economia, che si è impegnata a sovvenzionare interamente i costi di un percorso di master di sei mesi per 25 persone. La formula è semplice. Le imprese adottano i ragazzi, che grazie al master ottengono uno stage in azienda di sei mesi. Nel 90% dei casi vengono assunti prima della scadenza, per la maggior parte con contratti a tempo indeterminato. La nostra missione - prosegue Ferrari - è accompagnare adeguatamente la digital transformation dell'impresa manifatturiera». Per accedere al master, gratuito, è sufficiente iscriversi online e superare un test psico-attitudinale e un colloquio.

«Cerchiamo gente preparata ma soprattutto motivata - spiega Ferrari -, per questo motivo le lezioni del master iniziano il 20 luglio, e agosto si studia. Se qualcuno preferisce andare al mare, peggio per lui». Accanto a questo percorso, Ferrari si prepara a varare un master in meccatronica, nato dalla necessità di colmare un altro gap della catena formativa. «Con gli investimenti in 4.0 oggi la maggior parte delle aziende bresciane è dotata di macchine all'avanguardia - spiega Ferrari -, ma i ragazzi neoassunti non sono in grado di governarle, nei laboratori degli istituti tecnici hanno ancora i torni con la manovella, e così servono anni per formarli adeguatamente in fabbrica. Noi proponiamo un percorso full immersion di 12 mesi, con le macchine più aggiornate e lezioni tenute da supertecnici selezionati». Ferrari sta terminando in questi giorni le ricerche per un capannone, idoneo ad essere attrezzato come una moderna officina meccanica 4.0, con la collaborazione dell'azienda bergamasca Gmv. L'approccio è identico a quello del master in digital transformation: l'azienda «adotta» lo studente sostenendo il costo del corso e dopo un anno ottiene un lavoratore formato.

«L'ambizione è colmare le necessità del mercato bresciano - spiega Ferrari -, ma mi devo limitare a fare quello che è nelle mie possibilità: ogni anno posso soddisfare trenta aziende, ogni anno creerò trenta nuovi tecnici in grado di usare questi impianti». Prosegue intanto l'esperienza di Superpartes, il campus per start up nel cui capitale Ferrari è riuscito a coinvolgere anche partner come Mittel, gruppo Streparava o l'imprenditore Marco Bonometti. «Abbiamo in portafoglio sette startup attive - spiega Ferrari - con 2,5 milioni di fatturato».

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