ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIndustria & Tecnologie

La fabbrica intelligente e digitale trasforma l’industria

Secondo Efeso Consulting i piani di trasformazione, se accompagnati da una strategia strutturata e calata nella realtà aziendale, portano benefici in termini di produttività e sostenibilità in tutti i settori. Servono obiettivi di medio termine e target

di Raoul de Forcade

Il sito produttivo di Cameri di Leonardo

3' di lettura

Portare progressivamente le aziende a trasformarsi in realtà interconnesse, intelligenti e resilienti, per incrementare la produttività e per ridurre i costi e l’impatto ambientale. Lo scenario macroeconomico in cui le industrie oggi si trovano a operare, con un mercato sempre più competitivo, la necessità di puntare sulla sostenibilità e quella di governare dinamiche di mercato imprevedibili spinge gli imprenditori (per lo meno quelli più illuminati) verso un’evoluzione dell’organizzazione aziendale sempre più rivolta al digitale e alla fabbrica “intelligente”.

La scelta, se fatta con le dovute accortezze, è quella giusta, perché, in generale, i benefici medi raggiungibili dall’implementazione di piani di trasformazione digitale strutturati includono miglioramenti dell’efficienza dal 10 al 15% nel medio termine e dal 20 al 40% nel lungo; garantendo riduzioni dei costi energetici del 7,5%, dei consumi di materia prima del 15%, del capitale circolante del 45%, degli scarti del 55% e una riduzione della merce in magazzino del 45%. A elencare questi numeri è Andrea Mantegazza, vicepresidente di Efeso Consulting, società di consulenza di direzione che, ogni anno, monitora le aziende industriali che hanno intrapreso strategie di trasformazioni digitali ben strutturate, evidenziando i principali risultati e premiando, attraverso la filiale tedesca, le iniziative più innovative.

Loading...

«L’implementazione di piani di trasformazione digitale - spiega Mantegazza - ha portato miglioramenti di produttività, misurata sul costo di trasformazione, in tutti i settori monitorati; ad esempio +10-20% nell’automotive; +16-24% nei componenti elettronici; +20-30% nel food and beverage; +24-32% nelle lavorazioni meccaniche e +10-15% in altri settori».

Un particolare approfondimento, aggiunge, «riguarda l’implementazione di tecnologie digitali a supporto di programmi di eccellenza operativa Opex , ad esempio la World class manufacturing (quello intrapreso da Leonardo, ad esempio). I piani di trasformazione digitale permettono di accelerare il raggiungimento dei benefici e di aumentare l’impatto previsto dai programmi di eccellenza operativa. L’incidenza della digitalizzazione, in programmi di questa tipologia, consente di ottenere miglioramenti del 50% nella riduzione dei costi di trasformazione: un tipico programma di eccellenza operativa tradizionale, a regime, consente di ottenere risparmi annui sul costo di trasformazione dal 4 al 7%; tuttavia, se il programma è supportato da un piano di trasformazione digitale, i risparmi possono arrivare dal 6 al 10% del costo di trasformazione».

Mantegazza chiarisce che con l’espressione “fabbrica digitale e intelligente”«si esprime una visione nella quale, grazie alle tecnologie digitali, l’impresa manufatturiera integra i diversi attori, persone e impianti, della catena del valore. Le tecnologie Industria 4.0 garantiscono, se implementate correttamente, uno scambio di informazioni veloci e fruibili in tempo reale, in modo da supportare i decisori dell’intera catena del valore, con informazioni affidabili».

Non mancano, però, i pericoli, quando questo iter non è affrontato correttamente. «Il percorso di trasformazione digitale delle aziende – avverte Mantegazza - deve essere accompagnato da una strategia di digitalizzazione con un approccio olistico e adattato alle peculiarità dell’azienda, nella quale l’uomo e i processi aziendali sono al centro. Le tecnologie digitali devono supportare le attività a valore aggiunto dell’operatore».

In effetti, sottolinea, «la trasformazione digitale, in atto, del tessuto macroeconomico può risultare rischiosa se non colta adeguatamente. Diversi sono i casi, che abbiamo visto, di investimenti mirati all’implementazione di tecnologie digitali, concentrati solo in determinate aree del processo produttivo, senza un approccio olistico che interessasse l’intera catena del valore. Tutto ciò ha portato a non poter sfruttare le vere potenzialità delle tecnologie digitali, conducendo, nella realtà, a dei flop». Mantegazza fa alcuni esempi: «Top manager impazienti di risultati che hanno intrapreso iniziative non strutturate; piani calati dall’alto senza rispondere ai bisogni pratici degli operatori e senza un coinvolgimento dei veri utilizzatori delle tecnologie digitali; mancanza di una cultura del cambiamento nell’organizzazione e di persone a cui far riferimento nel processo di trasformazione; digitalizzazione considerata un fine e non un mezzo per il cambiamento; implementazione di tecnologie digitali in processi poco maturi e non pronti per valorizzarle», magari con un software realizzato ma mai utilizzato. Insomma, chiosa Mantegazza, «un piano di trasformazione digitale deve essere allineato alla strategia aziendale e non viceversa».

Una strategia di digitalizzazione strutturata, conclude, «deve partire dagli obiettivi di medio-lungo termine dell’azienda, declinati in opportuni target operativi di fabbrica e attraverso una valutazione dello stato di maturità digitale dell’impresa». Si procederà poi - dopo aver selezionato «gli user casesdigitali» (cioè i casi di uso delle tecnologie digitali nei processi di fabbrica), e averne definito le priorità sulla base di un serie di variabili - alla definizione di «un piano di implementazione strutturato, con percorsi di formazione specifici per gli operatori, che supporterà il raggiungimento degli obiettivi aziendali».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti