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La fantascienza nel videogiochi. Guida agli space games più attesi e acclamati

Fra prodotti già in orbita e novità sulla rampa di lancio, ecco una guida alle migliori simulazioni di esplorazione extra-atmosferica a portata di gamer

di Emilio Cozzi

Starfield: Official Gameplay Reveal - Xbox & Bethesda Games Showcase 2022

5' di lettura

Che lo spazio sia uno dei motori dell'economia del futuro lo dimostra la crescita del fatturato globale, che dai 176 miliardi di dollari nel 2005 ha portato il settore a valerne 447 nel 2020 (come rilevato dal recente rapporto firmato dallo Space Economy Evolution Lab dell'Università Bocconi), un incremento, secondo gli esperti, destinato ad accelerare nei prossimi quindici anni.

Che anche dal punto di vista del racconto pubblico, lo spazio stia guadagnando una centralità venuta meno da vent'anni, lo testimoniano invece le cronache contemporanee, non di rado dominate dalle imprese dello space billionaire di turno, da Elon Musk in giù. Sensibile termometro delle fantasie collettive, il gaming è l'ulteriore conferma: sono molti, anche fra quelli presentati in questi giorni, i videogiochi a tema o ad ambientazione spaziale. Fra prodotti già in orbita e novità sulla rampa di lancio, ecco una guida alle migliori simulazioni di esplorazione extra-atmosferica a portata di gamer.

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Elite: Dangerous (di Frontier Developments, per Pc, Xbox One, macOS, Playstation 4)

È il simulatore spaziale più complesso in circolazione e anche il più completo, sebbene in progressiva espansione dal 2014, anno del suo lancio. Concepito negli anni 80 (il primo episodio, di David Braben e Ian Bell, è del 1984), il suo universo è la rappresentazione digitale più vicina al nostro, distanze e dinamiche orbitali comprese. Metafora digitale di un capitalismo estremo e intergalattico – fra i suoi sistemi qualsiasi cosa ha un prezzo, anche l'assicurazione da pagare per rinascere una volta morti - giocandoci (in solitudine o il multiplayer) è possibile fare qualsiasi cosa, dai pirati ai contrabbandieri, dai cacciatori di taglie ai semplici estrattori e commercianti di materie prime. Permette di visitare migliaia di sistemi solari e milioni di mondi diversi, tutti esplorabili a bordo di astronavi configurabili e, dall'espansione Odyssey, anche a piedi (modalità che lo trasforma in un fps). Con una soglia di ingresso decisamente selettiva – il solo pilotaggio richiede una decina di tutorial – è però l'esperienza più gratificante per chi voglia credersi navigatore o asso del cosmo. Meglio se in realtà virtuale, a oggi la migliore sul mercato.

No Man's Sky (di Hello Games, per Pc, Playstation 4 e 5, Xbox One, Xbox Series X/S, Nintendo Switch)

Odiato al suo debutto per aver disatteso le troppe promesse, negli anni è diventato quello che avrebbe voluto, una meravigliosa macchina creatrice di universi, ognuno dei quali visitabile da cima a fondo, a bordo di un'astronave o protetti solo da una tuta spaziale. Una volta raggiunto il centro del primo universo – l'end game, solo apparente – è possibile inoltrarsi in sistemi alternativi e, dalla propria poltrona, capire che cosa significhi attraversare uno spazio (procedurale) virtualmente infinito, collezionando materiali, migliorie alle proprie infrastrutture ed esperienze in mondi coloratissimi e vasti. Alla profondità di Elite: Dangerous, di cui difetta, sostituisce la sensazione di un dolce naufragar nel mare cosmico.Star Citizen(di Cloud Imperium Games, per Pc).

L'ambizione di essere immenso (come No Man's Sky) e profondo (come Elite: Dangerous) è croce e delizia insieme: nel Guinness dei primati per essere il crowdfunding di maggior successo nella storia (al momento di scrivere queste righe, ha raccolto quasi 500 milioni di dollari fra quattro milioni di utenti), il gioco ideato da Chris Roberts vorrebbe infatti essere un universo parallelo, una realtà digitale alternativa alla nostra, solo ambientata nello spazio profondo (immaginate un'azione qualsiasi e Star Citizen vi permetterà di farla, dal pilotare una fregata stellare coadiuvati dai vostri compagni all'abbordaggio di mezzi altrui, dalla personalizzazione di una pistola all'acquisto di terreni extraterrestri). Peccato che invece di svilupparsi con razionalità, Star Citizen punti all'impossibile senza, giocoforza, raggiungerlo mai. Il suo tentativo di costruire un universo realistico con interazioni 1 a 1, a parte generare un'economia grigia con compravendite reali di beni digitali, per ora si riduce a un unico sistema giocabile. Rimane l'embrione di un'esperienza videoludica perfetta. Ma, a oggi, solo intravista (e lontana dal compimento).

Kerbal Space Program (in attesa del 2)(di Squad, per Pc, macOS, Playstation 4, Xbox One)

Non fatevi distrarre dalla bislacca e verdognola figura dei Kerbal. Questo è il simulatore spaziale più spietato dai tempi di Orbiter Space Flight Simulator che, giusto per ricordarlo, si usa anche a scopo didattico. In attesa del suo seguito, previsto per il 2023 e sviluppato in collaborazione con l'Agenzia spaziale europea, ha la rara capacità di dimostrare come un'impresa spaziale – qualsiasi impresa spaziale – richieda il massimo dell'attenzione e una organizzazione maniacale. Pena, il fallimento. In Kerbal Space Program il giocatore deve costruire i propri razzi per svicolarsi dall'atmosfera del pianeta natale – molto simile alla Terra – e da lì in poi fare dell'Universo il proprio terreno di esplorazione e conquista. Calcoli sui propulsori, rendezvous extra atmosferici, rover, lander: in un gioco dall'apparenza spassosa vi troverete a tremare a ogni scelta. Ma fidatevi, la soddisfazione di superare l'ennesima frontiera ripagherà qualsiasi sacrificio. È la metafora in pixel più bella del nostro destino di migranti del cosmo.

Starfield: Official Gameplay Reveal

Starfield (di Bethesda Softworks, per Pc, Xbox Series X/S)

Non si sa ancora quando sarà pubblicato, ma da cinque anni infiamma le fantasie di milioni di videogiocatori: Starfield promette, in un giorno imprecisato del 2023, di far vivere l'esplorazione spaziale come mai prima, almeno con un joypad in mano. Sarà la prima nuova proprietà intellettuale, dopo 25 anni, di Bethesda Games Studio, i creatori di franchise da antologia videoludica come Doom, Skyrim e Wolfenstein. Ma i motivi di cotanta trepidazione superano i confini del business: per quanto mostrato in un recente showcase di Microsoft (che oggi è proprietaria di Bethesda) il merito va accreditato a una veste grafica prodiga di meraviglie – difficile distinguerlo da un blockbuster cinematografico – e a un rigoroso approccio da gioco di ruolo, caratteristica che sommata all'ambientazione spaziale e alla ampia possibilità di configurarne personaggi, equipaggiamenti e mezzi, potrebbe tradursi nel più profondo simulatore di vita extra-terrestre a memoria di gamer. Ad astra.

Orbiter Space Flight Simulator

Orbiter Space Flight Simulator (di Martin Schweiger, per Pc)

Eccola, l'esperienza spaziale per antonomasia. Sviluppato da Martin Schweiger, un ricercatore della University College di Londra, e pubblicato la prima volta nel novembre del 2000, è un simulatore altamente realistico di volo extra-atmosferico. Viene aggiornato con continuità, è gratuito, per Pc e si basa sull’effettivo comando di navi spaziali e razzi, sia realistici (come lo space shuttle, la gloriosa Mir o la Sojuz), sia fittizi (come il Delta-Glider Mk4). Orbiter consente di esplorare l’intero Sistema solare con tale cura del dettaglio da essere consigliato anche per la visualizzazione di missioni o rotte in corsi didattici.Dalla fisica altamente verosimile, il simulatore contempla viaggi orbitali, sub-orbitali e interplanetari, ma anche rendezvous extraterrestri e manovre di attracco a stazioni orbitanti. Grazie alle espansioni create dall'utenza, le possibilità di interazione sono sempre in crescita. Ne esiste addirittura un archivio, l' Orbit Hangar. Per gli appassionati italiani, dal 2011 è poi attivo un canale web in podcast, Orbiter Live Missions, con missioni commentate ogni settimana e la possibilità di chiacchierare con il conduttore per approfondire quanto trasmesso. A proposito, la componente astrofisica dell'ambiente simulativo è piuttosto rigorosa. Il che fa di Orbiter un confine non alla portata di tutti.


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