INNOVAZIONE

La farmacia del futuro? Più servizi, consulenze e stampa delle medicine in 3D

Banca Ifis e Credifarma in collaborazione con Federfarma hanno lanciato il progetto «Inspiring the Future Pharmacy» che immagina prestazioni su misura e spazi sempre più aperti per l'assistenza anche in ambito green, beauty, sport e benessere

di Ernesto Diffidenti


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(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Ripensare le farmacie come luogo di sperimentazione e apprendimento in uno spazio di design in grado non solo di assistere i pazienti nel loro percorso di cura ma anche offrire ai clienti consulenze e strumenti di prevenzione. Negli Stati Uniti, ma anche in Finlandia, la farmacia delle persone è già realta. Ma i primi passi si stanno muovendo anche in Italia dove Ifis e Credifarma in collaborazione con Federfarma hanno lanciato il progetto «Inspiring the Future Pharmacy».

Dopo mesi di indagini sul campo e focus group con un campione scelto di farmacie e loro clienti, l'Università POLI.Design – Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, il Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologia dell'Architettura dell'Università La Sapienza di Roma e il master in Architettura digitale dell'Università Iuav di Venezia, hanno raccolto in un volume nove proposte progettuali. I progetti più avveniristici illustrano le potenzialità della stampa 3D di farmaci personalizzati a rilascio controllato e dosaggio multiplo, di trattamenti cosmetici ad personam ma anche protesi realizzate su misura con preparazioni galeniche e veterinarie anch'esse tailor made. Ma, più in generale, idee e suggestioni vanno dalla metamorfosi dello spazio fisico verso un luogo "aperto" alla consulenza personalizzata anche in ambito green, beauty, sport e benessere, dalla costruzione di una "Forum Pharmacy " dove il farmacista si pone come fonte autorevole di informazioni in alternativa alle notizie generaliste del mondo digitale, fino all'Augmented Pharmacy che trasforma l'ambiente della farmacia in un vero e proprio luogo digitale.

"Banca Ifis è da sempre ponte tra università e impresa – ha spiegato il direttore generale, Alberto Staccione - perché la contaminazione delle conoscenze apre le porte non solo alla creatività ma anche a collaborazioni proficue, indagando scenari completamente inediti".

La sfida della farmacia nell'era digitale è stata raccolta nel volume «Inspiring the Future Pharmacy» che illustra a farmacisti e operatori del settore ma anche a designer e progettisti le nuove modalità di approccio al contesto commerciale e sociale contemporaneo individuando un luogo aperto al dialogo e alla comunità.

"Il progetto - continua Staccione - è un esempio concreto di come docenti, studenti e imprese possano lavorare insieme per analizzare problemi reali e immaginarne le soluzioni per il futuro, identificando opportunità e nuove sperimentazioni rispetto a un quadro di minacce e restrizioni al cambiamento. È una modalità per dare ulteriore energia alla capacità innovativa delle nostre imprese, in questo caso i farmacisti, e noi vogliamo fare la nostra parte per orientare e agevolare il cambiamento".

La "farmacia dei servizi", lanciata dieci anni fa, ha avuto recentemente un'accelerazione e 36 milioni di budget con il via libera della Conferenza Stato-Regioni alla sperimentazione in Piemonte, Lazio e Puglia (che partiranno per prime), Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia, Veneto, Umbria e Campania.

"Le farmacie godono ancora del privilegio di essere il presidio territoriale di dispensazione del farmaco - ha detto dal canto suo il presidente di Federfarma, Marco Cossolo - e dunque la dispensazione professionale e capillare del farmaco non potrà che essere anche in futuro il punto focale della nostra mission". Ma attenzione, ha sottolineato il presidente di Federfarma, la vendita del solo farmaco "non potrà essere più una garanzia sufficiente ad assicurare il futuro". "Per questo dobbiamo cambiare paradigma e il modello della farmacia dei servizi va letto in questo senso - ha concluso Cossolo - come necessaria opportunità di sviluppo, senza ovviamente dimenticare che il presupposto per renderla possibile resta la sostenibilità del servizio farmaceutico. Viviamo una difficile fase di cambiamento che richiede, da parte nostra, grandi sforzi e adattamenti, che sono in primo luogo culturali e che Federfarma è impegnata con tutte le forze a sostenere, insieme alla Fofi. Ma serve l'impegno personale di ognuno di noi, nessuno può tirarsi indietro".

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