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La Fase 2 degli investimenti all’insegna di azioni non volatili

Le scelte di investimento devono essere basate sempre di più su un approccio che privilegi diversificazione, analisi dei rischi, ricorso a piani di accumulo e soluzioni step-in

di Daniela Russo

Le scelte di investimento devono essere basate sempre di più su un approccio che privilegi diversificazione, analisi dei rischi, ricorso a piani di accumulo e soluzioni step-in


3' di lettura

Razionalità e prudenza: si gioca su questi piani la nuova sfida per i private banker. Il 2019 si è chiuso con la consapevolezza di una possibile correzione dei mercati ma nessuno poteva prevedere le violente conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso. In questo contesto assumono un ruolo determinante le strategie per mettere al riparo i portafogli e guardare oltre la crisi. Dai piani d’accumulo al ruolo centrale dei cambiamenti sociali, guidati da tecnologie e telecom: anche l’industria del private banking si prepara alla Fase 2.

Il clima di incertezza, come sottolineano in molti, è destinato a pesare sulle scelte d’investimento delle famiglie, determinando una temporanea preferenza per la liquidità e per prodotti di investimento a basso rischio. Diventa centrale, per la gestione del risparmio privato, un approccio alla consulenza basato sull’analisi razionale e sulla diversificazione. Approcci, questi, non certo nuovi ma oggi più che mai indispensabili.

Proteggersi dalla caduta del listini

Per limitare l’impatto delle forti contrazioni di mercato sui portafogli dei clienti, le strategie messe in campo sono diverse. «Esistono oggi delle categorie di investimenti che si adattano meglio a situazioni di mercato così volatili, ad esempio i piani di accumulo o i prodotti step-in, che diluiscono l'entrata sul mercato, mediando i prezzi di ingresso ed evitando il rischio di sbagliare il market time. – spiega Fabio Cubelli, condirettore generale Fideuram – ISPB - Molto richiesti per i nuovi investimenti sono anche i prodotti con protezione del capitale a scadenza, di cui abbiamo in offerta al momento sia i certificate sia le gestioni in Fogli». Punta, invece, su un nuovo approccio la strategia di UBS. «La risposta alla crisi – dice Paolo Federici, Market Head Italy di UBS Global Wealth Management - sta anche nell’articolazione della gestione dei diversi portafogli che fanno capo a ciascun cliente, secondo la regola delle 3L: liquidity, longevity e legacy. Nel primo caso si dà risposta alle esigenze da 1 a 3 anni; nel secondo da 4 anni in su e nel terzo si guarda alle necessità per le prossime generazioni. La paura e l'insicurezza saranno due elementi caratterizzanti del prossimo futuro. Questo legittimo sentimento dei clienti richiede risposte concrete, che sapremo fornire con approccio innovativo e solidità».

Focus sulle tecnologie

Per la direttrice investimenti di BNL BNP Paribas Private Banking e Wealth Management, Manuela Maccia, sono da preferire le tematiche protagoniste del cambiamento, tra cui: nuove tecnologie, semiconduttori, healthcare, entertainment e telecomunicazioni. È il momento di «costruire posizioni in ottica di medio-lungo periodo. – commenta Maccia - Per un cliente con un profilo di rischio moderato immaginiamo una percentuale azionaria intorno al 20%, articolata sulle varie aree geografiche. Particolarmente adatta la logica dell'investimento progressivo. Sulla componente obbligazionaria preferiamo le obbligazioni societarie di buona qualità ai governativi e aspettiamo maggior visibilità per rientrare selettivamente sul credito più speculativo». Il ruolo della tecnologia è centrale anche nella strategia di Banca Patrimoni Sella & C.: «All'arrivo del Coronavirus – evidenzia il responsabile Gestioni Patrimoniali Nino Mancini - l'allocazione dei portafogli gestiti era prudente sulla componente azionaria, mentre l'allocazione obbligazionaria era più bilanciata tra il mondo governativo e le componenti con rendimenti più elevati. Dalla metà dello scorso anno abbiamo una percentuale di oro strategica. Allungando l'orizzonte temporale, crediamo ci siano le condizioni per un incremento della componente azionaria, privilegiando i settori leader anche nel futuro come ad esempio la tecnologia. Siamo in sovrappeso sul credito, soprattutto Investment grade, convinti che la presenza della BCE possa supportare l'asset class».

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