ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe decisioni della Banca centrale Usa

La Fed alza i tassi di un quarto di punto e accelera la stretta

Di fronte a un’inflazione mai così alta da 40 anni la Banca centrale americana ha deciso di agire

di Riccardo Sorrentino

La Borsa, gli indici del 16 marzo 2022

3' di lettura

La Federal Reserve ha alzato i tassi d’interesse di 25 punti base, portandoli allo 0,25-0,50 per cento. Si tratta del primo rialzo dal 2018 per cercare di arginare un’inflazione salita ai massimi degli ultimi 40 anni. Ha inoltre indicato che «saranno appropriati ulteriori rialzi» dei tassi. In una prossima riunione, forse già il 4 maggio, saranno anche decise riduzioni dei portafogli di titoli acquistati. La decisione di alzare i tassi di 25 punti base non è stata unanime: James Bullard, il presidente della Fed di St. Louis - un noto «falco» - avrebbe preferito un rialzo di 50 punti base.

Accelerazione della stretta

Le proiezioni economiche indicano anche un’accelerazione della stretta: per quest’anno, le indicazioni dei singoli governatori puntano ora a un tasso mediano compreso tra l’1,75 e il 2%, pari ad altri sei aumenti dei tassi - praticamente un rialzo da 0,25 punti percentuali in ciascuna delle prossime riunioni fino a dicembre - mentre alla fine dell’anno scorso ne erano indicati solo tre in tutto il 2022. Per il 2023 sono indicati anche altri quattro rialzi da 25 punti base, fino al 2,75-3%, mentre nel 2024 i Fed funds potrebbero restare fermi.

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Si abbassa solo marginalmente, al 2,25-2,50 il tasso di lungo periodo, che può essere considerato un’indicazione del tasso neutrale: l’inflazione è considerata un fenomeno ciclico, che non modifica strutturalmente l’economia Usa. La Fed immagina quindi di passare, per più di un anno, in un territorio decisamente restrittivo, come ha confermato il presidente Jerome Powell in conferenza stampa: è necessario, ha detto, «portare i tassi a livelli più neutrali il più rapidamente è praticamente possibile, e andare oltre se dovesse essere appropriato». Alcune previsioni dei tassi, ha aggiunto, indicano «livelli che sono al di sopra delle stime del tasso neutrale di lungo periodo»

Le previsioni

La mossa della Fed è legata alla previsione di un’economia ancora solida, con un’inflazione comunque destinata a tornare verso il due per cento. La diagnosi mostra «forti» progressi nell’occupazione, con un mercato del lavoro che è «estremamente teso» - ci sono 1,7 posti vacanti per ogni disoccupato - ma anche un’inflazione elevata a causa della «pandemia, di più alti prezzi dell’energia e più ampie pressioni sui prezzi».

Le proiezioni indicano in realtà un pil in brusca frenata quest’anno, rispetto alle precedenti previsioni (+2,8%, dal 4% indicato a dicembre), ma confermano i ritmi per il 2023 (2,2%, come a dicembre) e per il 2024 (2%). La decelerazione di quest’anno è sicuramente legata alla guerra - ha spiegato Powell - ma non va enfatizzata: «È ancora una crescita molto forte», ha detto, ricordando che la crescita potenziale è attorno all’1,75%.

L’inflazione è prevista più alta di quanto la Fed abbia fatto a dicembre per tutto il periodo: 4,3% quest’anno, 2,7% il prossimo e 2,3% nel 2024 (contro rispettivamente il 2,6%, 2,3% e 2,1%). Anche in questo caso, a pesare è la guerra: prima dello scoppio delle ostilità, ha spiegato Powell «avrei detto che le aspettative puntavano a un picco dell’inflazione alla fine del primo trimestre di quest’anno, per poi iniziare a calare nella seconda metà dell’anno». Ora è più probabile che l’inflazione inizi davvero a scendere a inizio 2023. Più che agli indici dei prezzi, alla Fed interessano naturalmente le aspettative, in rapido rialzo nelle ultime settimane. «La nostra ottica è tutta nel ancorare le aspettative di inflazione al 2%», ha detto Powell; e, ha aggiunto, «se sarà appropriato muoversi più velocemente, lo faremo».

Guerra dagli effetti incerti

Incerti in ogni caso gli effetti della guerra in Ucraina, che però «verosimilmente» creeranno una spinta ulteriore al rialzo dei prezzi e peseranno sull’attività economica. «Adottare una politica monetaria appropriata in questa situazione - ha detto Powell - impone di riconoscere che l’economia spesso evolve in modi non attesa. Dobbiamo essere svelti nel rispondere ai dati in arrivo e alle prospettive in evoluzione, e ci sforzeremo di non aggiungere a incertezza a quello che è già un momento straordinariamente incerto e impegnativo».

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