l’analisi

La Fed e il “mistero” Usa: ora Powell deve spiegare

Cosa sta accadendo sul mercato dei tassi Usa? La Fed non può limitarsi ad annunciare quotidiane inezioni di liquidità. Se la maionese impazzisce, il cuoco non può semplicemente aggiungere altro olio

di Donato Masciandaro

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Cosa sta accadendo sul mercato dei tassi Usa? La Fed non può limitarsi ad annunciare quotidiane inezioni di liquidità. Se la maionese impazzisce, il cuoco non può semplicemente aggiungere altro olio


2' di lettura

Cosa sta accadendo sul mercato dei tassi Usa? La Fed non può limitarsi ad annunciare quotidiane inezioni di liquidità. Se la maionese impazzisce, il cuoco non può semplicemente aggiungere altro olio.

Deve spiegare. Se non lo fa, delle due l’una: o è incapace, o nasconde qualcosa. In entrambi casi, meglio licenziarlo.

Quello che sta accadendo in questi giorni sul mercato interbancario statunitense è emblematico dei danni che può provocare il comportamento di una banca centrale che non esplicita la sua strategia, o funzione di reazione. In sintesi: la Fed indica come suo obiettivo un intervallo di oscillazione dei tassi di interesse – quindi definisce un pavimento ed un tetto - ma nel mercato i tassi continuano a sfondare il tetto; la Fed prova a metterci una pezza iniettando liquidità, ma il fenomeno continua. Ed allora la domanda è: caro Powell, cosa sta accadendo e quale è la tua strategia? Perché in assenza di una risposta completa, trasparente e credibile spuntano le ipotesi più diverse sulle ragioni per cui la maionese sia impazzita, che in queste ore oscillano tra due posizioni, eliminando le ipotesi più radicali – tipo l’annunzio di una crisi finanziaria prossima ventura – che comunque l’assenza di spiegazione finisce per legittimare.

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L’ipotesi minimalista riduce l’episodio ad un evento che è al contempo imprevedibile e trascurabile. Un momentaneo allineamento dei pianeti – rappresentato dalla coincidenza di fattori tecnici – ha provocato un eccesso di domanda di liquidità, a cui la Fed sta rispondendo iniettando una corrispondente e sufficiente offerta. Insomma: le tubature funzionano perfettamente, c’è un buco, e l’idraulico Fed fa l’unico intervento necessario: chiudere il buco.

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Ma se sono invece le tubature ad essere fatte male? La politica di controllo della liquidità che la Fed ha varato dall’inizio della Grande Crisi ed ha mantenuto fino ad ora si distingue dalla procedura – chiamamola standard - che altre banche centrali – come la Bce - utilizzano. La procedura standard prevede che la banca centrale definisca nei rapporti con le banche due tassi di interesse – quello a cui presta e quello a cui remunera – e quindi un “corridoio”, lasciando poi che il mercato trovi un tasso di interesse di equilibrio, che tipicamente rientra all’interno del corridoio. La Fed invece indica un intervallo entro cui il tasso di interesse di mercato deve oscillare, utilizzando come suo strumento operativo il solo tasso di remunerazione – quindi utilizzando un metodo “soglia”. In linea generale, nessuna delle due politiche – “corridoio” oppure “soglia” – è sempre migliore dell’altra; quindi bisogna capire di volta in volta quale è più efficace. Dunque: non è che il metodo “soglia” non è più in grado di assicurare l’efficacia del controllo della liquidità? La Fed deve rispondere: buco o tubatura? Altrimenti vuol dire che l’idraulico non capisce. Oppure che non vuol riconoscere errori passati, o debolezze presenti, vaso di coccio tra Trump e Wall Street. Se è così, meglio cambiarlo.

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