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La Fed gioca nuove carte per la stabilita di mercati e economia

di Marco Valsania


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(AFP)

3' di lettura

NEW YORK - Ai mercati la Federal Reserve ha dato tutte le risposte che e' oggi in grado di dare per ispirare fiducia in un clima incerto. Ha confermato, come immaginabile, l'arresto della manovra di normalizzazione dei tassi d'interesse, quei rialzi graduali che ormai proseguivano da tempo, invocando al suo posto una pazienza indefinita. E ha offerto anche di piu': a sorpresa ha indicato di esser disposta a usare nuovamente il suo portafoglio titoli, accumulato durante e subito dopo la grande crisi, quale “tool”. Cioe' come strumento attivo di politica monetaria se necessario per far fronte ad avversita' dell'economia americana e mondiale.

Finita e' insomma anche l'era del QT con pilota automatico, del quantitative tightening fatto di riduzione costanti di questo portafoglio, che ai massimi aveva raggiunto i 4.500 miliardi. La Fed sta riesaminando la strategia per il proprio portafoglio, che in futuro potra' essere ispirata a flessibilita'. Vale a dire ha suggerito che questo portafoglio potra' rimanere piu' ampio di quanto ipotizzato finora e che potra' anche essere modificato negli equilibri delle sue componenti (titoli del Tesoro e bond garantiti da mutui).

L'impatto sui mercati del cambio di marcia della Fed c'e' stato, almeno nell'immediato. Una Fed con ali piu' dispiegate da colomba, vale a dire accomodante della crescita, ha dato ossigeno alla Borda, con gli indici che ieri sera hanno accelerati i rialzi spingendosi a guadagnare oltre l'1,5% (Dow Jones e S&P 500) e del 2,6% (nel caso del piu' rischioso Nasdaq riesco di titoli tech). Le chance di una stretta sui tassi entro l'anno sono intanto cadute, stando ai future, attorno al 10%, piu' che dimezzate. Hanno guadagnato terreno anche i titoli del Tesoro, spingendo in ribasso i rendimenti: i titoli a due anni hanno visto i rendimenti scivolare al 2,54% dal 2,58% e i decennali al 2,70% dal 2,72 per cento.

“La fed ci ha dato tutto e di piu' - ha commentato George Gincalves di Nomura - Nella classifica delle posizione da colomba questo era lo scenario piu' favorevole”. Mark Grant di B Riley ha concordato: “Non poteva essere piu' accomodante sui tassi. Non dovrebbero esserci altri rialzi quest'anno. E ha anche detto di essere pronta a aggiustare la normalizzazione del portafoglio. Non poteva andare meglio sia per i onda che per le azioni e i mercati del credito che seguono i Treasuries”.

Mickey Levy, di Berenberg, pone l'accento sul fatto che la Fed ha rimosso “la valutazione che i rischi sono bilanciati e il riferimento a ulteriori graduali strette come appropriate, rimpiazzandoli con l'impegno ad essere pazienti nel determinare quali future correzioni al target dei tassi puo essere adeguato”. Un cambiamento che definisce “sostanziale” sia sui tassi che nella politica sul portafoglio, a proposito del quale si afferma che rimarra' “sufficientemente ampio”, rispetto a quanto stabilito in precedenza.

Levy, quando si tratta del portafoglio, sottolinea oltretutto che la svolta e' stata affidata a un documento separato che ne enfatizza il rilievo. La progressiva normalizzazione, cioe' riduzione, del portafoglio dovrebbe terminare prima di quanto in passato ipotizzato, vale tra la meta' del 2020 e l'inizio del 2021. Il testo Fed senza mezzi temrini afferma che la Banca centrale “sarebbe preparata a usare tutti gli struenti a sua disposizione, comprese le dimensioni e l'alterazione della composizione del balance sheet, se le future condizioni economiche richiedessero una posizione di politica monetaria piu' accomodante di quanto possa essere ottenuto soltando con una riduzione dei tassi interbancari”. vale a dire, ha aggiunto Luke Tilley di Wilmington Trust, che “possono ancora una volta utilizzzare il loro portafoglio come arma di politica monetaria”.

Dall'ottobre del 2017 la Fed ha iniziato a ridurre progressivamente il balance sheet portandolo da 4.250 miliardi allora a a circa 3.850 miliardi oggi. Al momento “scarica”, lasciandoli maturare, 30 miliardi in titoli del Tesoro e 20 in bond immobiliari al mese. L'idea, in particolare sostenuta proprio da Powell, era di arrivare ad un portafoglio tra i 2.500 e i 3.000 miliardi, ma adesso potrebbe invece rimanere su livelli nettamente superiori.

Se la svolta e i nuovi chiarimenti adottati dalla Fed - giustificati citando esplicitamente l'urgenza creata dalle crescenti ombre sull'economia globale e la mancanza di eccessive pressioni inflazionistiche - saranno efficaci e sufficienti a esorcizzare shock e tenere davvero in carreggiata un'espansione americana in probabile frenata e una borsa volatile rimane tutto da dimostrare. La partita e' aperta. La Fed sta pero' giocando le sue carte per difendere l'alta posta in gioco: una preziosa - e oggi piu' fragile - stabilita' economica e finanziaria.

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