LA RIUNIONE DI LUGLIO

La Fed mantiene la rotta: tassi fermi fino al termine della crisi epidemica

La ripresa dell’attività non ha riportato l’occupazione ai livelli di inizio anno mentre l’inflazione resta bassa per la debole domanda. L’evoluzione dell’economia dipenderà dal virus

di Riccardo Sorrentino

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(AFP)

La ripresa dell’attività non ha riportato l’occupazione ai livelli di inizio anno mentre l’inflazione resta bassa per la debole domanda. L’evoluzione dell’economia dipenderà dal virus


3' di lettura

Tutto dipenderà dal virus. La Federal reserve mantiene immutata la sua politica monetaria, dopo aver esteso fino al 31 dicembre, dal 30 settembre, tutti i suoi programmi di prestiti introdotti per aiutare l'economia americana durante la crisi mercoledì e le linee di swap internazionali e i repo per le banche centrali estere e le istituzioni internazionali ieri.

Nel suo comunicato, la banca centrale Usa ha sottolineato che l'attività economica e l'occupazione sono risalite, negli «ultimi mesi», ma restano al di sotto dei livelli di inizio anno al punto che - ha spiegato Jerome Powell in conferenza stampa - il pil del secondo trimestre, che sarà annunciato domani, segnerà una flessione record.

Un crollo del 7,2% a trimestre

Il servizio nowcasting della Fed di Atlanta prevede ora un -32,1% annualizzato, che corrisponde a un -7,2% trimestrale.«Ci vorrà molto per tornare ai livelli di inizio anno, e sarà necessario un continuo sostegno da parte della politica monetaria e fiscale», ha detto Powell che poi ha aggiunto: «Molte delle persone che sono state licenziate da attività come quelle ricettive, i ristoranti, i bar, gli alberghi, i viaggi, i divertimenti pubblici, non torneranno al loro lavoro». I recenti picchi di contagio, inoltre, hanno rallentato la ripresa, complicando le prospettive.

La Fed, ancora una volta, ha anche sottolineato come la crisi stia colpendo in maniera maggiore alcune categorie di persone come gli afroamericani e gli ispanici e tutti coloro che guadagnavano 40mila dollari o meno l'anno: di questi, il 40% ha perso il lavoro tra aprile e maggio. La diseguaglianza, ha precisato Powell, «è un problema crescente nel nostro paese e nella nostra economia da quattro decenni».

L'inflazione è sotto controllo, per la bassa domanda e per i prezzi del petrolio significativamente più bassi: «Penso che sia sostanzialmente uno shock disinflazionistico», ha detto Powell. Una politica monetaria ultraespansiva, si può quindi aggiungere, non trova controindicazioni. Anche se – ha aggiunto Powell - alcuni prodotti soprattutto quelli alimentari hanno subìto un aumento dei prezzi che «hanno aggravato il peso su coloro che hanno perso il loro reddito». A tenere i prezzi, nel loro complesso, a livelli contenuti è stata soprattutto la bassa domanda nei settori più colpiti.

Le condizioni finanziarie, come del resto la Fed aveva già notato a giugno, sono migliorate anche grazie alle iniziative prese, che mostrano di aver funzionato. Anzi, come ha spiegato Powell, la Fed si è resa conto che «non avevamo bisogno di così tanti finanziamenti quanti pensavamo»; anche se, ha aggiunto, è importante che «i programmi restino attivi».

L’andamento dell’economia è appeso al virus

Una sola indicazione sul futuro: «L'evoluzione dell'economia dipenderà in modo significativo dall'andamento del virus» e quindi dell'epidemia. Non tanto dalle decisioni politiche sui lockdown: «Una piena ripresa – ha spiegato Powell – è improbabile fino a quando le persone non saranno fiduciose nel fatto che è sicuro riprendere un'ampia gamma di attività»; e il ritorno al lavoro almeno nei settori che non richiedono vicinanza fisica «dipenderà dall'essere in grado di tenere il virus sotto controllo, che a sua volta dipenderà dall'indossare le mascherine e da altre misure di distanziamento sociale». In ogni caso, secondo la Fed, gli Usa sono «entrati in una nuova fase, nel contenimento del virus che è essenziale per proteggere la nostra salute e la nostra economica».

I tassi sono rimasti fermi allo 0-0,25% e lo resteranno fino a quando – ha ripetuto il comunicato – l'economia Usa non avrà totalmente superato la crisi e si sarà avvicinata agli obiettivi di piena occupazione e stabilità dei prezzi. Iin questo senso la forward guidance, malgrado qualche aspettativa degli investitori, non è cambiata ed è rimasta scarna – mentre non c'è stata alcuna indicazione sulla politica del controllo della curva dei rendimenti di cui si è molto parlato nelle ultime settimane.

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