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La Fed mantiene la rotta: tassi a zero e acquisti ai ritmi attuali «per i prossimi mesi»

Solo un accenno di forward guidance, che non è esclusa in futuro. Non sembra aver convinto invece la proposta di un controllo della curva dei rendimenti.

di Riccardo Sorrentino

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(REUTERS)

Solo un accenno di forward guidance, che non è esclusa in futuro. Non sembra aver convinto invece la proposta di un controllo della curva dei rendimenti.


3' di lettura

Tassi fermi e una diagnosi dell’economia che non cambia. Neanche gli ultimi, positivi, dati sul mercato del lavoro, che hanno colpito i mercati e hanno dato l’impressione di una piccola svolta hanno modificato l’orientamento della Federal reserve: la banca centrale Usa ha sottolineato che le condizioni finanziarie sono migliorate grazie alle sue iniziative e la sua politica continuerà a seguire la rotta tracciata.

Un accenno di forward guidance
L’unica vera novità del comunicato, quasi invariato, è un timido accenno a una forward guidance: la Fed continuerà a sostenere il flusso di credito a favore di famiglie e imprese «nei prossimi mesi» e continuerà gli acquisti di titoli al ritmo attuale (meno veloce rispetto alle prime settimane dell’epidemia).

Non convince il controllo della curva dei rendimenti
In conferenza stampa, il presidente Jerome Powell ha confermato che il Fomc, il comitato di politica monetaria, ha discusso della possibilità di introdurre una forward guidance su tassi e acquisti di titoli, che non è dunque esclusa in futuro. Il controllo della curva dei rendimenti, che pure è stata presa in considerazione, non sembra invece aver convinto tutti: «Se un simile approccio si integri con i nostri strumenti principali è una questione aperta»

Tassi fermi fino al 2022
L’indicazione di un orientamento di politica monetaria che resterà ferma per un periodo prolungato viene confermata dai “dots”, i puntini con cui vengono visualizzate le previsioni sui tassi dei singoli componenti del Fomc, il comitato di politica monetaria: tutti immaginano di tenere tassi fermi al livello attuale - 0-25% - sia quest’anno sia il prossimo. Per il 2022 solo due, su diciassette, pensano a un rialzo: un governatore allo 0,25-0.50%, un altro all’1-1,25%. Le quotazioni finanziarie esprimono previsioni coerenti con questo scenario e, ha detto Powell, hanno colto correttamente l’0rientamento di politica monetaria.

Differenze radicali dal 2019
Per capire quanto sia lontano il periodo pre Covid, basti pensare che a dicembre, quando i Fed funds erano all’1,50-1,75%, i governatori immaginavano tassi fermi a quel livello per tutto il 2020, tra l’1,75 e il 2% per fine 2021 e tra il 2 e il 2,25% a fine 2022.

Non cambiano i tassi di lungo periodo
Più interessanti sono allora le indicazioni sui tassi per il lungo periodo, che possono essere considerati come un obiettivo, o anche il livelo di equilibrio per l’economia americana. Per questi non si registra nessuna variazione di rilievo, rispetto alle precedenti proiezioni di dicembre: sono indicati in media (e in mediana) intorno al 2,5 per cento. Se ne può trarre la conseguenza che la Fed non vede una danno permanente all’economia americana generata dall’epidemia e dal lockdown imposto in alcuni Stati. «Ho la speranza - ha confermato Powell in conferenza stampa, riferendosi a questi fattori strutturali - che non li cambieremo», anche se potrebbe semplicemente essere «troppo presto» per queste valutazioni.

Previsioni molto incerte
Le proiezioni sull’attività economica indicano un pil in calo del 6,5% quest’anno, con un parziale rimbalzo del 5% nel 2021 - quando il pil sarà ancora più basso dell’1,8% rispetto a quello del 2021 - e un aumento del 3,5% nel 2022. I range sono però piuttosto ampi, a segnalare l’incertezza dei governatori: -10 / -4,2% quest’anno, -1 / +7% per il prossimo, 2 /6% per il 2022. L’inflazione viene indicata nello 0,8% quest’anno (+1% il core) con una lenta ripresa verso l’1,7% del 2022.

«Qui non c’è posto per il razzismo»
Nei giorni delle proteste dopo l’uccisione di George Floyd, anche la Fed è intervenuta sulla questione razziale. La Fed «serve l’intera nazione» ha detto Powell a nome di tutta la banca centrale. «Non c’è posto per il razzismo alla Fed e non dovrebbe esserci nella nostra società»/p>

Il ritorno al passato che la Fed desidera
In risposta a una domanda Powell ha sottolineato che la crisi ha colpito particolarmente alcune categorie di persone - ispanici, afroamericani , donne - le stesse che negli ultimi due anni prima dell’epidemia avevano visto crescere, buon ultimi, i loro salari e stipendi. «Vogliamo che tutto questo ritorni - ha aggiunto - davvero vogliamo che ritorni» .

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    Riccardo SorrentinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, francese, inglese

    Argomenti: Economia internazionale, politica monetaria, dati macroeconomici, Francia

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