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La Fed risponde al coronavirus: taglio dei tassi di mezzo punto

I tassi interbancari americani sono stati ora portati all'1%-1,25 per cento

di Marco Valsania

La Fed taglia i tassi, conferenza stampa di Powell

I tassi interbancari americani sono stati ora portati all'1%-1,25 per cento


3' di lettura

NEW YORK - La Federal Reserve prende la leadership della risposta delle banche centrali internazionali alla sfida del coronavirus. La Fed all'unanimità ha tagliato con effetto immediato di mezzo punto percentuale i tassi d'interesse statuntensi, citando l'evolversi «del rischio posto all'attività economica» dal Covid-19. Questo anche se l'economia americana, ha ribadito la Fed, mantiene «fondamentali robusti».

I tassi interbancari americani sono stati ora portati all'1%-1,25 per cento. Gli operatori non escludono ulteriori azioni a venire, con un vertice della Fed in programma il 17 e 18 marzo. È stato un taglio «più rapido e più forte di quanto previsto da molti economisti», hanno commentato gli analisti di Citigroup a fronte di rischi di indebolimenti della crescita. E sarà seguita da altri istituti centrali.

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In una successiva conferenza stampa, il chairman J erome Powell ha dichiarato che la Banca centrale, nel far scattare il primo taglio d’emergenza dalla grande crisi del 2008, non dispone certo di «tutte le risposte, mediche o per la supply chain», la catena di produzione e forniture. «Ma possiamo aiutare l’economia», ha chiarito. Powell ha aggiunto che «la diffusione dei virus nel mondo e anche negli Stati Uniti» ha spinto all’azione senza indugi. E che ci sono «attive discussioni con leader a livello globale e la dichiarazione del G7 riflette un elevato coordinamento». Politiche fiscali, invocate da molti come più efficaci di sole azioni sui tassi, «non sono di nostra competenza», ma il G7 «le ha menzionate come appropriate».

L'iniziativa della Fed, ha continuato, vuole «aiutare l’economia Usa a rimanere forte al cospetto di nuovi rischi per l’outlook». Le prospettive, dall’ultimo meeting della Fed a gennaio, sono mutate per «la diffusione del virus che ha afflitto l’attività economica e i mercati finanziari. Cominciamo a vedere effetti e preoccupazioni da parte di diverse industrie». Le «dimensioni e la persistenza» di questi effetti rimangono incerte, la situazione «è fluida»; il rischio per l’outlook è però «cambiato materialmente». La soluzione definitiva «arriverà da altri, anzitutto dai professionisti della sanità. Ma possiamo fare la nostra parte. E continueremo a monitorare le conseguenze nelle settimane e mesi prossimi».

Il presidente Donald Trump, da parte sua, ha invocato via tweet ulteriori allentamenti di politica monetaria da parte della Fed oltre le decisioni attuali. «Deve tagliare ulteriormente per essere in linea con altri paesi concorrenti», ha scritto Trump. Il suo Segretario al Tesoro Steven Mnuchin, parlando al Congresso, ha tuttavia sottolineato anzitutto il coordinamento in atto a livello globale e si è complimentato con la Fed per una mossa che ha definito «apolitica» e importante per prendere l’iniziativa a scopo preventivo per oliare le condizioni economiche e finanziarie. Un incontro alla Casa Bianca in giornata dei consiglieri economici dell’amministrazione potrebbe discutere ulteriori misure a favore dell’economia, ma al momento resta alta soprattutto la confusione interna al governo Usa e Trump non sembra ipotizzare rapidi provvedimenti di spesa pubblica o sgravi.

La mossa d'emergenza della Fed, una rara decisione, arriva dopo una presa di posizione questa mattina del G7 che prometteva soccorso all'economia globale a fronte dell'impatto dell'epidemia. «Alla luce dei rischi e con l'obiettivo di ottenere massima occupazione e stabilità dei prezzi (i mandati della Fed, Ndr), il federal Open Market Committee ha deciso di abbassare il target dei tassi sui federal funds di mezzo punto percentuale», ha comunicato la Banca centrale. La Fed ha aggiunto che «monitora attentamente gli sviluppi e le loro implicazioni per l'outlook economico e userà suoi strumenti e agirà in modo appropriato a sostegno dell'economia».

In un segno della preoccupazione che ancora domina sui mercati - e dei dubbi sull'efficacia di interventi di politica monetaria a fronte della nuova crisi - i mercati statunitensi hanno però oscillato nervosamente, con iniziali rialzi seguiti da ribassi e da tentativi di ulteriori recuperi. Unica certezza: la volatilità elevata. L'impatto del coronavirus appare concentrato sull'offerta più che sulla domanda, anche se entrambe pootrebbero essere afflitte con produzione e forniture bloccate e consumatori che diventano sempre più prudenti.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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