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Usa, la Fed tiene i tassi fermi all’1,50-1,75% e allontana la prossima stretta

La Federal reserve ha confermato all’1,50-1,75% il costo ufficiale del credito, con una decisione presa all’unanimità. Scompare il riferimento all’incertezza ma il primo rialzo è ora previsto nel 2021.

di Riccardo Sorrentino


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(REUTERS)

2' di lettura

Tassi invariati. La Federal reserve ha confermato all’1,50-1,75% il costo ufficiale del credito, con una decisione presa all’unanimità.

Scompare l’incertezza
Sostanzialmente invariata anche la diagnosi sull’andamento dell’economia: il mercato del lavoro resta forte, l’attività economica in crescita a un ritmo moderato. Restano deboli gli investimenti privati fissi e le esportazioni. È scomparso però il riferimento alle «incertezze» attorno allo scenario ottimistico che la Fed continua a vedere nel medio periodo.

Sotto controllo economia globale e inflazione
Nel valutare le prossime mosse, il Fomc - il comitato di politica monetaria - terrà conto dell’andamento dello scenario economica con una particolare attenzione agli «sviluppi globali» e alle «indebolite pressioni sull’inflazione». Anche le aspettative sull’andamento dei prezzi, conferma il mercato, restano «basse» nelle misure di mercato.

Tassi fermi anche nel 2020
I governatori Usa, pur confermando che la prossima mossa sarà un rialzo dei tassi - nessuno prevede un ulteriore ribasso, a conferma del recedere delle incertezze ma anche di previsioni sull’occupazione anche più brillanti rispetto alle proiezioni di settembre - hanno allontanato nel tempo la prossima stretta. Tredici di loro (a settembre erano otto) prevedono di mantenere tassi fermi fino a fine 2020, mentre solo quattro immaginano un aumento di un quarto di punto.

Un rialzo lentissimo nei due anni successivi
Per il 2021 la mediana dei “dots” - i puntini che riassumono le proiezioni - punta a un piccolo aumento all’1,75-2% ( a settembre indicavano un 2-2,25%) e per il 2022 un 2-2,25% (2,25-2,50% a settembre), sia pure tra crescenti incertezze.

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