formula 1

La Ferrari stravince a Monaco, Vettel passa Raikkonen grazie al pit stop

di Alex D'Agosta

(REUTERS)

4' di lettura

Sole, caldo e dominio rosso. Ma non si tratta di una vittoria qualunque: stavolta è arrivata una doppietta vera e propria, preceduta da una bellissima prima fila in qualifica, poi confermata oggi in gara a 28 anni di distanza dall'ultima volta in “doppio” sotto la checkered flag con Scheckter e Villeneuve.
E, per la gioia di molti, nessuna Mercedes sul podio, ma un Ricciardo (che ha il passaporto italiano), finalmente in grado di non farsi impensierire da Verstappen.
Un risultato pienissimo e più che memorabile, meritevole del non certo secondario effetto di far schizzare ulteriormente l'interesse per questo campionato mondiale che, finalmente, dimostra di poter avere duelli ad armi pari non fra due, ma –come negli anni migliori- fra tre dei top team visto che, almeno a questo appuntamento, Red Bull è apparsa incisiva e, alla fine, sul podio insieme alle Ferrari.

F1, doppietta Ferrari a  Montecarlo

F1, doppietta Ferrari a Montecarlo

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Una gran festa insomma, dove è quasi andato tutto bene a parte per un paio di team particolarmente sfortunati: McLaren e Sauber non hanno potuto portare all'arrivo nessuna delle proprie monoposto.
Nel complesso, la domenica di gara è stata divertente e sicura, anche se a tratti, pur essendo quasi una contraddizione in termini, appariva un po' noiosa tanto il potere delle rosse sembrava incontrastabile.

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Gioco di squadra
Per fortuna, nonostante qualche inevitabile imprevisto nello svolgimento del gran premio, è da rilevare innanzitutto una partenza sicura, molto più di quello che tanti si sarebbero aspettati. Invece è andato in scena un intelligente e razionale gioco di squadra, quindi senza “cazzotti” alla Santa Devota fra i due ferraristi, per non bruciare un vantaggio indubbio avvalorato dall'arretratissima posizione di partenza di Hamilton: un must per un perfetto gioco di squadra. E così Raikkonen ha potuto rimanere davanti fintanto che non è arrivato il momento fatale, quello dei due pit stop delle rosse: è lì che ha perso la posizione,

quando è il turno di Vettel che, entrato per secondo all'alba del quarantesimo giro, esce primo, nonostante sia tutto andato liscio a entrambi. Quello l'unico momento veramente rilevante al muretto Ferrari, pur considerando che sul traguardo i distacchi dagli inseguitori sono stati parecchio contenuti, complici alcuni eventi di gara “destabilizzanti”. Guasti e più o meno piccoli e “incidentini” per fortuna non hanno infatti condizionato più di tanto la gara, salvo la toccata importante fra Button e Wehrlein, che ha tenuto anche qualche attimo con il fiato sospeso visto che il giovane tedesco si è visto ribaltato e quasi “incastrato” nel guard-rail che precede il celebre tunnel.

Una doppietta che solleva il morale
Anche se tutti sanno che Monaco fa gara a sé in quanto a indicazioni di valore dell'auto, per la storia del Cavallino è molto importante aver interrotto diverse antipatiche statistiche: cambia il morale della squadra, delle tifoserie e degli spettatori un tempo fedeli e sempre più occasionali negli ultimi anni, quando in effetti lo show è un po' mancato a causa di una a volte troppo pesante incontrastabile sensazione di “monopolio” di un solo team. In questo week-end di Mercedes invece era quasi problematico trovarne traccia. Hamilton ha avuto una sfortuna madornale ieri nel non poter far avanzare la sua monoposto al Q3, perciò ha trascorso la domenica a inseguire per chiudere comunque in un dignitoso sesto posto. Il suo compagno Bottas, suo malgrado, nel primo stint in realtà un po' ci “ha creduto”, inseguendo Vettel a sei, cinque e perfino due secondi. Poi la processione ai box e alcuni momenti salienti per la determinazione dell'ordine di arrivo finale.
Ma il 75mo Grand Prix de Monaco si è corso ad un ritmo veramente alto e i diretti avversari non stavano certo a guardare. Le due Red Bull erano lì pronte a dare la graffiata decisiva, cosa in effetti riuscita a Ricciardo. Scalpitava non poco perfino Sainz, che aveva annunciato di non avere nessun timore reverenziale verso la squadra principale. Né tantomeno verso Verstappen, che ora è a 45 punti nel mondiale, 7 dietro all'australiano e 9 davanti a Perez. A proposito di mondiale piloti, le notizie sono molto interessanti per la testa della ranking: Vettel è a 124 contro Hamilton a 109 mentre gli inseguitori, Bottas e Raikkonen, sono fra loro vicini a quota 75 e 67.

Appuntamento in Canada con un mondiare sempre più aperto
La Formula 1 della nuova gestione si dirige quindi in Canada con un mondiale molto aperto e capace di dare grandi soddisfazioni a molti, nonostante qualche grossa delusione per esordienti di lusso come Stroll, ritirato anche oggi e ancora a quota zero punti, e a team che lottano per il budget, come la Sauber, o per la gloria, come Williams e McLaren che, al momento, sono ancora distanti dalle posizioni che il prestigio del loro nome rivendicherebbe. Ma il fatto di vedere Perez e Sainz davanti a Massa subito dietro ai top team dà quella speranza necessaria per dare fiducia anche ai team di metà classifica, che sono il cuore dello sport e il trampolino di lancio per i campioni del futuro.
Il fatto che Vettel sia finalmente radiante e sicuro di aver firmato una pagina importante nell'albo d'oro di questo sport, proprio nel giorno in cui in Italia terminano il campionato di serie A e il Giro d'Italia, sono un ulteriore stimolo per riavvicinare il pubblico alla classe regina, preparandosi a riempire ancora Monza, al momento “salva” e sicura ancora contrattualmente per almeno tre anni a venire.

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